Il Procuratore sportivo: ruolo ed evoluzione di un mestiere complesso

Racconto di un mestiere complesso e il potere che esercita sugli altri

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Procuratore, il suo ruolo all’interno del sistema sportivo

All’interno del mondo sportivo, soprattutto negli ultimi anni, tante figure hanno assunto un notevole potere attorno agli atleti. Una di queste è sicuramente il procuratore sportivo. Ma qual è il suo ruolo? L’Agente, si occupa di rappresentare il calciatore e, dietro un corrispettivo economico, cercare squadra o accordare due Club per l’acquisto di un giocatore. Secondo il “Sole 24 Ore”, il procuratore si può definire un libero professionista, perché non ha vincoli né con la Federazione né, tanto meno, con club affiliati ad essa. Ma, con l’iscrizione all’Ordine dei Procuratori Sportivi, l’agente deve rispettare l’ordinamento federale.

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Procuratore, evoluzione e compenso

Il procuratore instaura un rapporto di fiducia con il proprio assistito. Questo è fondamentale per una serena prestazione professionale da entrambe le parti. Ma, come spesso accade in tutti gli ambiti della vita, le professioni si evolvono, acquisendo potere e grandezza. La stessa sorte, dunque, è capitata anche alla figura dell’intermediario sportivo. In principio, l’agente doveva aiutare l’atleta a ricercare una squadra o supportare una trattativa tra due società per portare a termine la compravendita di un giocatore. Il corrispettivo è regolato da una normativa FIFA e prevede che la percentuale percepita dal procuratore non superi il 3% del compenso lordo del giocatore. Ma grazie al rigonfiamento dei prezzi di cartellini ed ingaggi dei calciatori, molti agenti hanno iniziato ad uscire dagli schemi e prendere potere all’interno di società, nel rapporto con il proprio assistito e, per i giovani talenti minorenni, anche nelle famiglie.

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Procuratore Sportivo, Mino Raiola il “Re” degli agenti

Uno dei personaggi più simbolici di questo ruolo è senza dubbio Mino Raiola. Il Re dei procuratori ha costruito un vero e proprio impero di calciatori, rendendoli i più pagati del mondo. Lui, invece, è partito dal nulla creandosi fama e notorietà grazie al suo grande intuito imprenditoriale. Iniziò come intermediario dei calciatori olandesi. Uno dei suoi più grandi movimenti ad inizio carriera fu Frank Rijkaard al Milan dallo Sporting Lisbona. Fu l’inizio di una grande ascesa per l’agente italo-olandese, culminata con la collaborazione di calciatori importanti come Zlatan Ibrahimovic. Il suo parco atleti è molto ricco, vede al suo interno giocatori come: il già citato Ibrahimovic, Romero Lukaku, Gianluigi Donnarumma e Paul Pogba. Il valore di tutti i suoi assistiti, secondo “Transfermarkt” è stimato circa mezzo miliardo di euro. Di recente, Raiola ha portato a termine una maxi operazione con il Milan sull’operazione rinnovo del giovane portiere Donnarumma, facendo percepire un’ingaggio di sei milioni di euro netti a stagione al talento classe 99′ rossonero.

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Ma questa presenza è davvero così necessaria?

La risposta potrebbe essere positiva: si è necessario che un agente si prenda cura degli interessi di un calciatore. Ciò che fa storcere il naso è l’eccessiva influenza personale che un procuratore, soprattutto nell’ultimo periodo, esercita sul proprio assistito. Siamo arrivati al punto che, l’agente decide se può andare in porto o meno un’operazione, magari scontrandosi con il volere di una società o anche dell’assistito. Chiaramente, questo accade soprattutto a giovani promesse che, non conoscendo le dinamiche fuori dal campo, si affidano ad agenti che cercano di fare i propri interessi per far aumentare il proprio compenso, piuttosto che fare il bene del ragazzo. Molti procuratori sono diventati una vera e propria piaga nel calcio odierno ma, al momento, non sembrano esserci grosse opposizioni al loro potere, evidentemente conviene a molti. La situazione sembra essere sfuggita di mano, chissà se ci sarà un intervento per regolare l’influenza di un mestiere che, se fatto a dovere, può portare davvero tanti benefici ai calciatori e alle società.

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