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Immobile e Insigne, azzurro Napoli: è la Nazionale degli scugnizzi

L’oro di Napoli in grande spolvero nella prima partita di Euro 2021. Lorenzo e Ciro, cresciuti insieme e diventati trascinatori di una grande Italia

Insigne, attaccante dell'Italia
Insigne, attaccante dell'Italia

Leader presenti

“Porca Puttena”. La prima tappa delle notti magiche azzurre si riassume con queste due parole che, a differenza del celeberrimo tormentone di Lino Banfi, non raccontano frustrazione, ma una liberazione di gioia incommensurabile. Siamo tornati, quasi quattro anni dopo il disastro di San Siro, a godere di una splendida Nazionale, in casa nostra, davanti al nostro pubblico. Inutile dire come la partita di ieri, con 15 mila tifosi sugli spalti, sia stata ben altra cosa rispetto a quelle viste nell’ultimo anno e mezzo. L’Italia che si è presentata ieri allo stadio Olimpico ha il camice bianco, indossato da ben altri eroi nel recente periodo, e il compito di curare un popolo ancora sofferente, ma pronto a lasciarsi tutto alle spalle.

La Nazionale Italiana @imagephotoagency
La Nazionale Italiana @imagephotoagency

Tanti ragazzi di talento, reduci da una stagione esaltante, chiamati a confermare tutto in 90′. Immobile e Insigne sono quelli da cui Roberto Mancini si aspetta tanto, senza mai restar deluso. Chi meglio di lui sa come gestire un attaccante, come prepararlo a partite del genere, come fargli sentire le dovute responsabilità senza che quest’ultime lo sovrastino, sino a escluderlo della partita. Il Mancio più di tutti in carriera ha sofferto delle aspettative, soprattutto quando era chiamato a rispondervi in Nazionale. Quel gol contro la Germania Ovest, siglato proprio all’Olimpico in quel di Euro 88, ne è la fotografia. Ecco perché il lavoro fatto col reparto offensivo Azzurro, con i nostri leader, è stato semplicemente perfetto.

Da Zeman a Mancini

Dalla promozione col Pescara di quasi 10 anni fa alla leadership Azzurra, nel mezzo due carriere molto diverse accomunate da un talento innato, sbocciato nell’hinterland napoletano. Quando si sono incontrati, alla corte di Zdenek Zeman, difficilmente Insigne e Immobile avrebbero immaginato un epilogo del genere. Eppure quella stagione sarà l’ultima insieme, per quanto riguarda le esperienze di club, prima del cammino Azzurro. Le carriere di Lorenzo e Ciro da lì in poi seguono un percorso completamente opposto.

Ciro Immobile (Italia) @imagephotoagency
Ciro Immobile (Italia) @imagephotoagency

Il primo torna nella sua Napoli e nel suo Napoli, ne diventa capitano e leader, togliendosi tante soddisfazioni. Sino ad arrivare alla notte di ieri dove, schierato da Roberto Mancini, si erge a leader con quel 10 sulle spalle che, in un grande evento, mancava da tanto tempo. Il cammino di Ciro post Pescara è diametralmente opposto, un continuo girovagare per trovare il suo posto nel calcio dei grandi. Genova, Torino, Dortmund, Siviglia e poi finalmente casa. Ciro approda a Roma, in casa Lazio, in quello stadio che, come ieri, ha fatto esultare tante volte, fino a guadagnarsi la scarpa d’oro.

Dominio Azzurro

78 minuti sul cronometro, 2-0 senza mai andare sotto mentalmente, squadra ancora alta. Rinvio sbagliato del portiere avversario, Berardi recupera e serve Immobile, imbucata perfetta con Insigne che arriva sapendo già quello che farà, dopotutto l’ha fatto per ben 19 volte in stagione. Il terzo gol dei ragazzi di Mancini è la fotografia perfetta, non solo della partita di ieri, ma di tutto il suo operato da CT. Era chiamato a cambiare la storia recente della Nazionale fatta di tante, troppe, delusioni post Germania 2006. Nei tre gol c’è tutto Mancini, c’è la scelta di un tridente offensivo perfetto, esaltato nei singoli durante l’ultima stagione, ma che quando viene messo insieme riesce a lavorare all’unisono, con un solo intento.

Esultanza di Berardi @imagephotoagency
Esultanza di Berardi @imagephotoagency

Berardi-Immobile-Insigne ieri è un’unica parola, con i due napoletani che si trovano a memoria. Un’Italia all’arrembaggio nel primo tempo non stacca mai la spina, anche dopo alcuni episodi dubbi e sfortunati, e nel secondo fa quello che le riesce meglio. Quello che quei tre davanti hanno fatto tante volte quest’anno in Serie A, quello che Lorenzo e Ciro fanno dai tempi di Pescara: gol. Un dominio mai dato per scontato alla vigilia, visto anche il valore degli avversari, ma fortemente auspicato. Perché tutti volevano vedere Immobile e Insigne protagonisti anche in Nazionale, tutti volevano vedere una grande Italia, tutti volevano il riscatto Azzurro del Mancio.

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