Intelligenza artificiale: il calcio si gioca con gli algoritmi

L'intelligenza artificiale nel calcio: ci piacerà o snaturerà lo sport?

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L’intelligenza artificiale applicata al mondo del calcio in tutti gli ambiti

Quando si parla di intelligenza artificiale non si può fare altro che pensare agli scenari futuristici dei film di fantascienza. L’uso di questa tecnologia, però, è più vicina a noi di quanto si pensi. Uno degli ambiti in cui ha trovato sviluppo maggiore è quello calcistico. Negli ultimi anni si sono poste le basi affinchè l’intelligenza artificiale contribuisca alla costruzione di un calcio, magari meno appassionante, però più razionale e sostenibile a livello economico. Ciò che fa sorride e che ce ne fa aspettare delle belle è il rapporto del gioco del calcio con la tecnologia. C’è divisione sull’argomento. C’è chi dice che sarà una rivoluzione in positivo, che taglierà il superfluo e chi invece pensa che snaturerà il bello del calcio e della sua passionalità.

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Necessità o sacrilegio?

L’intelligenza artificiale quindi viola lo spirito dello sport scansando l’umano oppure è una necessità per migliorare le prestazioni, il business e la spettacolarità? Bella domanda. Il primo passo in programma sarebbe quello di affidare la VAR agli algoritmi dell’intelligenza artificiale. Si avrebbe un vantaggio innegabile che è quello della completa trasparenza e della completa neutralità di giudizio. Si eliminerebbero una volta per tutte le polemiche sulle decisioni arbitrali che favoriscono questa o quella squadra e si avrebbe una maggiore precisione nelle decisioni. Inoltre, anche la preparazione del gioco in allenamento e per quanto riguarda le strategie subirebbe un implemento. Partite virtuali contro un’Intelligenza artificiale che impersona i prossimi avversari da affrontare sul campo. Gli allenatori potrebbero trovare grande vantaggio da questi strumenti che permetterebbero di individuare i punti deboli degli avversari, sia a livello di squadra, sia a livello di singolo.

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Un’arma in più anche per calciomercato e scommesse

Anche il calciomercato potrebbe essere guidato da strumenti di intelligenza artificiale che siano in grado di stimare non solo il giocatore più adatto ad un certo tipo di gioco e ad una certa squadra, ma anche l’impatto sul bilancio della società in termini di valore futuro. Ciò servirebbe ad evitare inutili aste su giocatori o delle sopravvalutazioni dovute al fattore umano. Il data scientist sportivo diventerebbe, quindi, una nuova professione all’interno del settore sportivo e questa figura potrà superare e sostituire la funzione del procuratore sportivo che monopolizza il business calcistico attuale. Un’ulteriore applicazione dell’intelligenza artificiale è legata alle scommesse. Un algoritmo può prevedere in maniera efficiente molte delle ipotesi messe a base delle scommesse e questo può essere un valido ausilio sia alla definizione della strategia dello scommettitore, sia alla gestione delle quote da parte delle società di gestione.

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AI coach: un primo esempio di intelligenza artificiale in panchina

Il 9 febbraio scorso ha debuttato AI coach come aiuto allenatore nella partita di Isthmian League tra il Wingate & Finchley FC, terzultimo in classifica e il Whitehawk, il fanalino di coda. Come si legge su Il Foglio in un articolo di Francesco Caremani, questa tecnologia ha una semplice interfaccia di conversazione che consente allo staff tecnico di parlare di tattica e gestione della squadra. Una volta in uso memorizza i dati degli allenamenti e di ogni partita per dare poi indicazioni precise. All’allenatore artificiale sono forniti i dati dei giocatori: dal livello di forma alla sua condizione mentale, dal ruolo alla posizione in campo dove rende meglio. Poi i punti di forza, quelli deboli e la formazione tipo degli avversari. AI coach determina, partendo da lì, la formazione e il modulo più efficaci per scendere in campo. Durante il match saprà consigliare le sostituzioni, se difendere, attaccare, tenere palla, cambiare modulo per arrivare alla vittoria.

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In Liga invece si usa per organizzare le partite

La Liga spagnola, invece, attraverso un sistema automatizzato, che sfrutta l’intelligenza artificiale, si sta ottimizzando sul lato tecnologico per far sì che gli orari degli incontri vengano fissati automaticamente. Il sistema lavora in modo abbastanza complesso, con 6 matematici che ci lavorano utilizzando tutti i dati sulle presenze degli ultimi 15 anni, provenienti da tutti gli stadi e creando così un database. Un aiuto arriva anche dai dati forniti dai telespettatori e dalle loro preferenze.

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Non solo l’estero: anche l’Italia ha le sue ricerche in merito

L’Istituto di Scienze e Tecnologie dell’Informazione (ISTI) del CNR ha creato con l’Università di Pisa due sistemi di intelligenza artificiale applicabili nel mondo del calcio. Uno consiglia l’allenamento adeguato a scongiurare gli infortuni e l’altro misura le performance dei calciatori. L’Injury Forecaster è un algoritmo per la previsione degli infortuni, nato combinando l’Internet of things con quello dell’intelligenza artificiale. Gli allenamenti di una squadra professionistica sono stati monitorati per una stagione attraverso dispositivi GPS installati sulle pettorine dei calciatori. Così individua le associazioni tra le variabili rilevate e il rischio di infortunio La precisione è sorprendente: superiore al 50%, quando le tecniche esistenti raggiungono appena il 5%. Seguendo i suggerimenti la società sportiva può quindi dimezzare gli infortuni. Inoltre il forecaster fornisce un insieme di regole che, sulla base del carico di lavoro del calciatore, suggerisce ai preparatori atletici come modificare gli allenamenti.

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