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Inter, 10 anni di cambiamenti: tra presidenti, allenatori e giocatori

Il Triplete prima di dieci anni avari di soddisfazioni. Inter in ripresa con le due qualificazioni Champions centrate da Luciano Spalletti e con l'arrivo di Antonio Conte sulla panchina nerazzurra. L'inizio di una nuova era?

Inter, 10 anni di cambiamenti: tra presidenti, allenatori e giocatori. L’Inter festeggia oggi una data storica: 10 anni fa, nella notte di Madrid, la conquista del Triplete con la netta vittoria sul Bayern Monaco. Da allora la società nerazzurra è andata incontro a profondi cambiamenti sia nella rosa che nella società.

Inter, la fine dell’era Moratti e l’arrivo di Thohir

Le spese ingenti dell’era Moratti e l’introduzione del Financial Fair Play impongono un cambio di rotta. Nel novembre del 2013 l’indonesiano Erick Thohir rileva il 70% delle quote per una cifra complessiva di 250 milioni di euro. Il primo presidente straniero dei nerazzurri impone un regime drastico di riduzione dei debiti a discapito del calciomercato e della rosa.

In quegli anni i nerazzurri faticano ad arrivare nelle posizioni di vertice, anche se compiono alcuni acquisti importanti come quello di Icardi dalla Sampdoria. Nel frattempo si susseguono diversi allenatori. Prima Benitez e Leonardo che sollevano gli ultimi trofei; poi Stramaccioni, Mazzarri ed infine Mancini e Pioli, che non riescono però a far ritornare la Beneamata nelle posizioni di vertice.

L’era Suning: arrivano Spalletti e Conte

Nel 2016 Thohir cede il 68% delle quote dell’Inter al gruppo cinese Suning. Rimane presidente fino al 2017 per poi cedere la carica a Zhang. Si comincia a delineare il futuro dei nerazzurri, che compiono il salto di qualità sotto la guida di Luciano Spalletti, che centra due qualificazioni consecutive alla Champions League. Pur senza entusiasmare, il toscano costruisce un gruppo solido che ha in Icardi la sua punta di diamante. L’argentino segna gol a raffica e riceve anche la fascia di capitano. Un traguardo, quello della ritrovata qualificazione Champions, tutt’altro che semplice visto che, solo con la vittoria nello scontro diretto con la Lazio, all’ultima giornata, i nerazzurri agguanteranno il quarto posto.

Nella stagione 2018/2019 le cose sembrano andare ancora meglio finché, verso dicembre, qualcosa va storto. L’argentino non trova l’accordo con la società per il rinnovo e rompe con l’allenatore: rimane fuori per 53 giorni, ma riesce a rientrare in campo nelle ultime giornate, consentendo ai nerazzurri di centrare nuovamente la qualificazione.

Nella scorsa estate avviene il salto di qualità: via Spalletti, arriva Antonio Conte. Il tecnico chiede ed ottiene una rosa di qualità, con la coppia Lautaro-Lukaku che si intende alla perfezione. I nerazzurri lottano alla pari con la Juventus per la maggior parte del campionato ma, complici due sconfitte consecutive, scivolano al terzo posto a 6 punti dalla vetta. Alla ripresa sarà dura, ma c’è da credere che né Conte né la squadra mollerà un centimetro per riportare i nerazzurri sui palcoscenici che gli spettano per storia e tradizione.

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