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Inter, Achraf Hakimi: l’oggetto misterioso di Antonio Conte

Achraf Hakimi, esterno dell'Inter @imagephotoagency
Achraf Hakimi, esterno dell'Inter @imagephotoagency

L’Inter non riesce a dimostrare il proprio potenziale in questa stagione, la squadra nerazzurra nè vince nè convince, nonostante la maggior parte degli esperti sostiene che  la compagine di Antonio Conte sia la principale avversaria della Juventus nella lotta al titolo. Invece dopo questo inizio di campionato al centro sportivo Suning i lavori sono ancora aperti: settima in campionato, un derby perso e l’ultimo posto nel girone di Champions League, senza considerare che i cugini rivali del Milan guidano la classifica di Serie A.

In casa nerazzurra filtra molto pessimismo, doveva essere la stagione della consacrazione ma l’inizio sembra una vera e propria debacle. Ma nulla è perduto, in campionato il primo posto dista solo cinque lunghezze ed il tempo per recuperare non manca, così come in Europa dove complice un forte equilibrio e risultati alquanto imprevedibili lasciano ancora aperto il discorso qualificazione.

In queste settimane Conte dovrà lavorare, capire cosa non ha funzionato in questi 60 giorni iniziali. Sembra chiaro e senza scusanti che la fase difensiva è il vero tassello mancante di questa squadra, pilastro invece dei risultati della scorsa stagione. Uno dei principali indiziati è il nuovo acquisto Achraf Hakimi, arrivato dal Real Madrid per la modica cifra di 40 milioni di Euro.

Achraf Hakimi, esterno dell'Inter festeggia il primo gol in Serie A @imagephotoagency
Achraf Hakimi, esterno dell’Inter festeggia il primo gol in Serie A @imagephotoagency

L’ex Dortmund aveva iniziato nel migliore dei modi la nuova esperienza, ma nelle ultime settimana le sue prestazioni sono in evidente calo; prima la pessima prova in casa contro il Parma con due goal malamente falliti, poi una performance al di sotto delle aspettative a Madrid, culminata con la panchina di Bergamo contro l’Atalanta.

Mister Antonio Conte però non fa drammi, ma è consapevole che Hakimi avrà molto da lavorare. Il terzino marocchino sembra solamente un lontano parente del giocatore tanto ammirato in Bundesliga lo scorso anno. Ha bisogno di una maturazione tattica, perché riveste un ruolo fondamentale nel gioco di Conte, forse il più centrale di tutti. È al quinto di centrocampo che si chiede sia la superiorità numerica in fase offensiva, sia la capacità di rientrare nella linea difensiva con il pallone agli avversari. Hakimi dovrà migliorare in entrambe le situazioni.

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