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Inter, Acquafresca in ESCLUSIVA: “Conte? Lecito aspettarsi un titolo. Se non vince potrebbe essere un fallimento…”

Robert Acquafresca, ex giocatore di Bologna e Cagliari
Robert Acquafresca, ex giocatore di Bologna e Cagliari

Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Robert Acquafresca, ex attaccante – tra le altre – di Inter e Cagliari, ha parlato dei nerazzurri e della lotta scudetto contro Milan e Juventus, soffermandosi successivamente sulla Lazio di Inzaghi e sul Cagliari di Eusebio Di Francesco.

Il campionato è ancora lungo e può regalare ancora tante emozioni. Mai come quest’anno, infatti, tutte le posizioni in classifica sono contese: dalla lotta per lo scudetto a quella per la salvezza. Per gli amanti del calcio, molto probabilmente, è la stagione più entusiasmante degli ultimi dieci anni. Alla ventunesima giornata è ancora tutto da decidere, compreso il discorso salvezza, e di certo non mancheranno sorprese. Milan, Inter e Juventus si daranno battaglia fino all’ultimo per la conquista di un titolo che dalle parti di Milano manca ormai da dieci anni (l’ultimo trionfo fu dei rossoneri con Allegri), mentre per i bianconeri sarebbe il decimo consecutivo. Secondo Robert Acquafresca, intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, anche la Lazio di Simone Inzaghi potrebbe lottare per la vittoria del campionato, mentre l’Atalanta vedova di Gomez sarebbe destinata alla Champions League. Acquafresca ha parlato anche dell’Inter di Conte, del “suo” Cagliari e di Eusebio Di Francesco.

Dopo aver visto il triplo confronto tra Juventus e Inter nel giro di un mese crede che i nerazzurri abbiano diminuito notevolmente il gap con la Vecchia Signora o quest’ultima è ancora più forte?

“Con Conte in panchina l’Inter è tornata grande, si è affidata al giusto allenatore per diminuire le distanze con la Juventus. Ha dimostrato che questa differenza abissale non c’è più e lo ha fatto tramite i risultati”.

Antonio Conte, percependo 12,5 milioni dalle casse societarie a stagione, è l’allenatore più pagato d’Italia. Il secondo più pagato è invece Paulo Fonseca, con un quinto dello stipendio del tecnico pugliese: 2,5 mln. Nonostante le qualità indiscusse e gli straordinari risultati raggiunti in passato, crede che sborsando una cifra così importante – visti anche i tempi e la rosa a disposizione – la società debba pretendere maggiormente dall’ex CT della Nazionale?

“Ho avuto Conte come allenatore e posso dire che ha una grande dote: è un motivatore incredibile. Riesce a tirarti fuori il massimo, chiaramente, però, quando vince tutti pensano sia una normalità, mentre quando va male ci si lamenta. Penso che sia lui il primo a pretendere di più, ha sempre tanta fame di vittoria. Forse, però, se non dovesse vincere lo scudetto sarebbe una stagione fallimentare, sono dell’idea che il calcio sia fatto di cicli: Conte ha iniziato con l’Inter lo scorso anno e non doveva obbligatoriamente vincere subito, questo è già il secondo anno e credo sia lecito aspettarsi una vittoria a breve termine”.

Antonio Conte, allenatore dell'Inter @Image Sport
Antonio Conte, allenatore dell’Inter @Image Sport

Lo scudetto si deciderà tra Milan, Inter e Juventus oppure crede ci siano altre candidate?

“Mi piacerebbe molto vedere la Lazio perché Simone Inzaghi sta dimostrando anno dopo anno di migliorarsi, sta crescendo molto e ottiene ottimi risultati. Il mister mi ricorda molto Allegri, soprattutto per quanto riguarda la gestione del gruppo: si vede che i giocatori sono legati a lui. Chissà cosa sarebbe successo lo scorso anno non ci fosse stata una pandemia, magari staremmo parlando di una Lazio Campione d’Italia in carica. Sarebbe bello anche per mettere fine all’egemonia Juve”.

Proprio riguardo alla Juventus, il decimo scudetto consecutivo è alla portata o l’Inter è la favorita per la vittoria del campionato?

“E’ una domanda difficilissima, il campionato non è mai stato così aperto negli ultimi dieci anni. Mancano ancora tante partite, la Juventus forse è quella che ha perso più punti in partite meno complicate, Milan e Inter sono state più costanti. Tutto si deciderà negli scontri diretti”.

Fuori dalla lotta per il titolo – al momento – è l’Atalanta che dopo 21 partite è settima con 37 punti. Si aspettava di più dalla sua ex squadra?

L’Atalanta è ormai tra le grandi del calcio italiano, sia per la bravura di Gasperini sia per la squadra che ha costruito. E’ stato un percorso incredibile, creando una grande intesa, purtroppo però hanno lasciato qualche punto per strada. Nonostante questo sono riusciti a qualificarsi agli ottavi di Champions League, in campionato magari ha accusato un po’ di stanchezza. Arriverà in Champions”.

Una sola vittoria nelle ultime cinque gare di campionato per i bergamaschi, il caso Gomez può aver influito sullo spogliatoio?

“No, non penso. Abbiamo visto ottime partite della Dea anche senza Gomez. Il Papu è stata una colonna fondamentale per la rinascita della squadra e per il ciclo che stanno vivendo, purtroppo non sapremo mai quello che è successo. La società ha scelto di tutelare l’allenatore, Gasperini è bravissimo: quando guardo i nerazzurri giocare mi diverto, sono uno spettacolo assicurato”.

Se avesse dovuto scegliere Lei, avrebbe ceduto Gomez o avrebbe preferito reintegrarlo?

“Per il lato romantico mi sarebbe piaciuto vederlo ancora a Bergamo, era impossibile pensare all’Atalanta senza Gasperini o Gomez. Quando ci sono queste rotture è difficile ricucirle”.

Parlando invece della zona salvezza, come giudica la stagione del Cagliari fino a questo momento?

“Tutti si sarebbero aspettati un piazzamento differente, la rosa del Cagliari dovrebbe ambire alla qualificazione in Europa League. Personalmente sono convinto che la squadra di Di Francesco uscirà da questo periodo negativo e successivamente inizieranno a programmare la prossima stagione”.

A metà stagione del campionato 2019/20 il Cagliari lottava proprio per l’Europa League, oggi invece per la salvezza. Cos’è cambiato nella testa dei giocatori?

“E’ un calo che ha dell’incredibile, stiamo parlando di una società che ha speso nell’ultimo periodo e di un allenatore del quale conosciamo bene le qualità, anche la squadra, dal punto di vista dei nomi, è importante. E’ una situazione abbastanza inspiegabile: è il calcio, bello o brutto che sia”.

E’ rimasto stupito dal rinnovo di Di Francesco nonostante i risultati negativi?

“Nel calcio è molto più semplice esonerare un allenatore piuttosto che cedere dieci giocatori. A pagare è sempre il mister. Capisco che la società abbia deciso di partire con un nuovo progetto e che continui a credere in lui, tante altre squadre avrebbero potuto trattenere maggiormente il proprio tecnico e magari avrebbero risolto i loro problemi. Spero che quello usato dal Cagliari sia un meccanismo giusto, se credono in una persona è giusto difenderla, sul lavoro come nella vita”.

Certamente in Italia non siamo abituati a questo tipo di fiducia verso un allenatore.

“La società a Cagliari è presente, sono sicuro abbiano visto quanto fatto da Di Francesco e abbiano valutato l’insieme degli elementi a loro disposizione. Stiamo parlando di un grande allenatore”.

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