Antonio Conte, tecnico dell'Inter
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Inter campione d’Italia, da Herrera a Mourinho: gli Scudetti più iconici della storia neroazzurra

In occasione del diciannovesimo Scudetto conquistato dall’Inter nella sua storia, riviviamo i tricolori più iconici e più appassionanti ottenuti dalla Beneamata

L’Inter è campione d’Italia per la diciannovesima volta

Nella giornata di ieri l’Inter si è laureata campione d’Italia per la diciannovesima volta nella propria storia, ad undici anni di distanza dall’ultima volta. Uno Scudetto arrivato a quattro giornate dal termine del campionato in virtù delle sontuose prestazioni elargite nel girone di ritorno, dopo aver chiuso quello d’andata alle spalle del Milan. Un trionfo assolutamente meritato per Antonio Conte, il quale ha dimostrato ancora una volta di essere un allenatore vincente, dando così seguito ai successi ottenuti con Juventus e Chelsea. Un tecnico capace di sovvertire lo status quo, di ribaltare i pronostici, di motivare i giocatori e di donare grande entusiasmo all’ambiente. Un tecnico in grado di trascinare le proprie squadre alla vittoria dopo anni di cocenti delusioni sportive. Non a caso proprio Conte stesso va considerato il primo vero artefice della rinascita bianconera: colui il quale ha dato il via ad un “regno” durato per nove anni. Regno che si è concluso proprio ieri sera, quando il pareggio ottenuto dall’Atalanta sul campo del Sassuolo ha matematicamente incoronato la Beneamata campione d’Italia in carica. Questo Scudetto è merito senza dubbio dei calciatori ma soprattutto di Conte e di Marotta, i quali sono riusciti a costruire una squadra molto forte, competitiva e dalla mentalità vincente. L’Inter si è rivelata la compagine più attrezzata, più compatta, più coesa e più organizzata della Serie A. Elementi che hanno condotto meritatamente alla conquista del tricolore.

Esultanza Inter @Image Sport
Esultanza Inter @Image Sport

La giornata di ieri sarà sicuramente indimenticabile per il popolo neroazzurro. Per celebrare tale trionfo riviviamo gli Scudetti più iconici della storia dell’Inter, dalla Grande Inter di Herrera al triplete di Mourinho.

La Grande Inter

La Grande Inter è stata una squadra leggendaria, entrata di diritto negli annali del calcio. Questo perché la compagine di Helenio Herrera fu la prima nella storia di questo sport a conquistare campionato, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale in un anno solare. Sotto la presidenza di Angelo Moratti, il quale rileva il club nel 1955, i neroazzurri iniziano a crescere progressivamente stagione dopo stagione fino al 1962, anno in cui il tecnico argentino prenderà la guida della squadra. Il quinquennio ’62-’67 sarà proprio quello della Grande Inter, la quale si imporrà come la squadra in assoluto più forte d’Europa. In questo arco di tempo i neroazzurri conquisteranno infatti tre Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Il “Mago” Herrera metterà in campo il “catenaccio” classico del calcio di quegli anni. Esso prevede la presenza di un libero, ovvero Capitan Picchi, e di un difensore che potremmo definire moderno in virtù delle sue attitudini offensive: Giacinto Facchetti. A questi due si somma poi la fantasia del regista Luis Suarez, giocatore dai piedi vellutati, la straordinaria qualità tecnica di Mario Corso nonché l’estro e le reti di Sandro Mazzola. Questi calciatori diventeranno la spina dorsale di una squadra assolutamente meravigliosa.

Mario Corso
Mario Corso, terzino mancino della Grande Inter di Helenio Herrera

Il tricolore arriverà già al primo anno di Herrera, quando l’Inter chiuderà il campionato con 4 punti di vantaggio sulla Juventus. L’anno successivo la Beneamata vincerà anche la Coppa dei Campioni battendo in finale per 3-1 il Real Madrid. Lo Scudetto invece sfumerà in occasione dello spareggio contro il Bologna, dopo che le due formazioni avevano chiuso la Serie A a pari punti. Nel corso dell’annata ’64-’65 i neroazzurri si laureeranno nuovamente campioni d’Italia all’ultima giornata, arrivando davanti al Milan. Oltre a ciò il Mago conquisterà un’altra Coppa dei Campioni, piegando per 1-0 il Benfica, nonché la Coppa Intercontinentale sconfiggendo l’Independiente. Questi tre titoli proietteranno l’Inter di Herrera nella storia, in quanto sarà la prima squadra a conquistare tale triplete. Nel corso della stagione seguente, l’ultima dell’argentino sulla panchina dei meneghini, il Biscione otterrà il decimo tricolore e quindi la tanto agognata stella sul petto.

L’Inter di Bersellini

Un altro Scudetto storico conquistato dall’Inter fu quello della stagione 1979-’80. I neroazzurri, guidati in panchina da Eugenio Bersellini detto “Sergente di ferro“, vinceranno il dodicesimo tricolore della storia della società lombarda. I meneghini domineranno il campionato dall’inizio alla fine trascinati da Altobelli, Beccalossi, Oriali, Baresi e Bordon. La vittoria aritmetica del campionato arriverà il 27 aprile 1980 in occasione del pareggio per 2-2 maturato contro la Roma. La Beneamata chiuderà la Serie A a quota 41 punti su 60 disponibili, con un vantaggio di 3 punti sulla Juventus e di 5 sul Milan, che sarà poi retrocessa in Serie B a causa dello scandalo scommesse.

Giovanni Trapattoni, ex allenatore di Inter, Juventus, Bayern Monaco e della Nazionale
Giovanni Trapattoni, ex allenatore di Inter, Juventus, Bayern Monaco e della Nazionale

L’Inter dei record

Uno degli Scudetti più cari al popolo neroazzurro è senza dubbio quello definito “dei record“, ottenuto sotto l’esperta guida di Giovanni Trapattoni. Quest’ultimo fece all’epoca un percorso molto simile a quello di Conte. Questo perché – dopo aver reso grande la Juventus – decise anch’egli di accasarsi all’Inter. Il tredicesimo tricolore arrivò in occasione di un sentitissimo Inter-Napoli il 28 maggio 1989 in uno stadio San Siro gremito e trepidante. Il Biscione si presenta a quel match con 50 punti, mentre il Napoli con 43. La vittoria dei meneghini garantirebbe loro la conquista del titolo nazionale, mentre una sconfitta rimetterebbe in corsa i partenopei. Questi ultimi passano in vantaggio nel primo tempo con Careca. Nel corso della seconda frazione di gioco però i neroazzurri dominano e trovano prima la rete del pareggio in virtù di un autogol ed ottengono infine il successo grazie ad una meravigliosa punizione di Matthaus, che di fatto regalerà lo Scudetto al Biscione. Quell’Inter dimostrerà di essere una squadra davvero imbattibile, potendo contare su calciatori del calibro di Zenga, Bergomi, Berti, Serena, Diaz e appunto Matthaus. Non a caso questa squadra sarà definita “dei record“, in quanto chiuderà la Serie A a quota 58 punti su 68 disponibili, con ben 11 lunghezze di vantaggio sul Napoli. La Beneamata farà così registrare il primato assoluto di punti guadagnati nel corso di un torneo a diciotto squadre nell’era in cui la vittoria valeva 2 punti. Oltre a ciò i lombardi otterranno anche il record per il minor numero di gol subiti e quello per i gol fatti in Serie A, con Serena che verrà insignito del titolo di capocannoniere.

Lothar Matthäus , nasceva oggi il grande campione dell'Inter
Lothar Matthäus

L’Inter del triplete

Dopo aver ottenuto il quattordicesimo Scudetto nel corso della stagione 2005-2006 in virtù della retrocessione comminata alla Juventus ed alla penalizzazione attribuita al Milan come conseguenza di Calciopoli, l’Inter torna alla ribalta del calcio nazionale ed internazionale nel 2010. Sarà la celebre Inter del triplete di José Mourinho. Una squadra davvero formidabile in ogni reparto, che riuscì addirittura a rinforzarsi pur cedendo Zlatan Ibrahimovic al Barcellona. La politica societaria riguardante il calciomercato quell’anno fu assolutamente vincente ed impeccabile. La Beneamata acquistò infatti campioni già affermati del calibro di Samule Eto’o, Lucio, Sneijder nonché Thiago Motta e Milito dal Genoa. Nonostante ciò lo Special One fatica ad imporsi nei gironi di Champions League, tuttavia dagli ottavi in poi i neroazzurri si renderanno protagonisti di una cavalcata senza precedenti. I meneghini elimineranno infatti il Chelsea agli ottavi di finale, il CSKA Mosca ai quarti ed il Barcellona in semifinale, imponendosi poi per 2-0 nella finale di Madrid contro il Bayern Monaco in virtù di una strepitosa doppietta del Principe Milito.

Josè Mourinho, ex allenatore dell'Inter
Josè Mourinho, ex allenatore dell’Inter

Il lungo e stancante percorso nel massimo torneo continentale porterà inevitabilmente i lombardi a perdere dei punti in campionato. La Roma ne approfitta ed a poche giornate dal termine scavalca in classifica il Biscione. I capitolini però perderanno un match fondamentale contro la Sampdoria e verranno superati a loro volta dall’Inter. Quest’ultima metterà al sicuro il diciottesimo Scudetto della storia neroazzurra – nonché il quinto consecutivo – grazie ad un gol del solito Milito contro il Siena. Sarà ancora l’attaccante argentino a regalare anche la Coppa Italia allo Special One, siglando un gol proprio contro i giallorossi. Il triplete firmato da Mourinho passerà alla storia come uno dei successi più incredibili ottenuti da una squadra italiana nella storia del calcio nostrano. Tuttavia tale trionfo epocale segnerà la fine di un ciclo che porterà i neroazzurri ad ottenere poche gioie sportive negli anni seguenti. Infatti – dopo lo Scudetto conquistato dal Milan nel 2011 – avrà inizio l’egemonia della Juventus, la quale per nove anni consecutivi monopolizzerà letteralmente la Serie A. Il “regno” bianconero ebbe inizio proprio con Antonio Conte. E chi meglio di lui avrebbe potuto spezzare tale “incantesimo“?

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