Inter, Champions League history: tutte le trasferte degli ottavi di finale dal 2005

Alla vigilia del match Porto-Inter, valido per il ritorno degli ottavi di finale della Champions League 2022/2023 in programma martedì 14 marzo alle ore 21:00, riviviamo insieme tutte le trasferte vissute negli anni 2000 dai nerazzurri all'altezza del medesimo turno della competizione

Edoardo Goi Topics:
25 Min di lettura

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Le notti da campioni della Champions League, agognate e sognate da tutti i calciatori impegnati nei campionati europei e non solo, si compongono si di indimenticabili appuntamenti nel proprio teatro di casa addobbato a festa, catino rovente di ambizione e passioni, ma anche di imprese dai connotati eroici su terreni ostili altrettanto ambiziosi e infuocati, in particolar modo quando si parla di fase a eliminazione diretta; una narrazione che l’Inter conosce molto bene, quando si parla di Coppa dalle grandi orecchie.

Giunti alla vigilia di una trasferta di vitale importanza, in cui l’Inter di Simone Inzaghi, reduce dallo schiaffone preso contro lo Spezia nell’ultimo turno di campionato, cercherà con le unghie e con i denti di non sciupare il prezioso vantaggio concretizzato con l’1-0 inflitto al Porto nella gara di andata di questi ottavi di finale di Champions League, è impossibile per i tifosi della Beneamata non ritornare col pensiero alle emozioni vissute nel passato alla medesima altezza della competizione.

Eto’o*

Anche solo limitandosi agli anni 2000, come dimenticare, infatti, il promettente 1-1 strappato proprio sul terreno del Porto nella gara di andata degli ottavi di finale dell’edizione 2004/2005 poi trasformato in passaggio del turno dal 3-1 ottenuto sul terreno di gioco del Meazza nella gara di ritorno grazie a una tripletta di uno scatenato Adriano, oppure lo splendido 2-2 consegnato agli almanacchi sul campo dell’Ajax nell’edizione successiva?

Per non parlare della leggendaria edizione 2009/2010, coronata dall’Inter di Mourinho dalla vittoria finale del torneo, nella quale la Beneamata ebbe la meglio, sempre agli ottavi di finale, sul Chelsea grazie anche all’eroica vittoria per 0-1 strappata sul campo dei Blues nella gara di ritorno grazie a un grande goal di Samuel Eto’o; ricordi immortali, che vi invitiamo a rivivere in questo nostro viaggio nelle trasferte sostenute dall’Inter in Champions League negli anni 2000.

Champions League 2004/2005, ottavi di finale: Porto-Inter 1-1

La prima trasferta valida per gli ottavi di finale di Champions League negli anni 2000 si è concretizzata, per l’Inter, il 23 febbraio del 2005. Sebbene i nerazzurri fossero riusciti ad arrivare fino alle semifinali della massima competizione europea per club nell’edizione 2002/2003, va ricordato come la competizione abbia vissuto, dal 1999 al 2003, un periodo in cui vigeva la formula del doppio girone, il secondo dei quali esprimeva le squadre che si sarebbero poi affrontate direttamente ai quarti di finale.

Giunta alla doppia sfida valida per gli ottavi di finale della Champions League 2004/2005 dopo essersi qualificata alla fase a eliminazione diretta da prima classificata del gruppo G con 14 punti, uno in più della seconda piazzata, il Werder Brema, l’Inter, ai tempi allenata da Roberto Mancini e capitanata dall’argentino Javier Zanetti, si presentò alla trasferta contro il Porto nella gara di andata con l’attacco affidato alla coppia AdrianoMartins, trovando il vantaggio con quest’ultimo al 24′ del primo tempo.

La rete, siglata dall’attaccante nigeriano della Beneamata con un comodo tocco a porta vuota su assist di Stanković gunto al termine di una grande discesa sulla sinistra, fu poi pareggiata per i padroni di casa da Ricardo Costa al 61′, ma fu comunque sufficiente a consentire all’Inter di presentarsi col vantaggio del goal siglato in trasferta alla gara di ritorno, giocata allo stadio Giuseppe Meazza di Milano il 15 marzo del 2005, gara poi vinta dai nerazzurri per 3-1 con reti di Cruz e Martins, autore di una doppietta.

L’avventura del Biscione in quella edizione della Champions League si concluse al turno successivo al termine della doppia sfida di quarti di finale contro il Milan che vide i nerazzurri cadere nella gara di andata col risultato di 2-0 e subire poi l’onta del 3-0 a tavolino comminato alla squadra dopo l’increscioso quanto celebre episodio del petardo che colpì il portiere rossonero Dida quando la partita si trovava sul risultato di 0-1 a favore del Diavolo, passato in vantaggio con una rete dell’ucraino Shevchenko.

Champions League 2005/2006, ottavi di finale: Ajax-Inter 2-2

La seconda trasferta dell’Inter all’altezza degli ottavi di finale di Champions League negli anni 2000 si materializzò, per i nerazzurri, il 22 febbraio del 2006, quando la compagine allenata sempre da Roberto Mancini e capitanata sempre da Javier Zanetti scese in campo sul terreno dell’Amsterdam Arena, l’attuale Johan Cruijff Arena, per sfidare nella gara di andata gli olandesi dell’Ajax dopo essersi qualificata alla fase a eliminazione diretta della competizione da prima classificata del Gruppo H.

Scesa in campo con l’attacco affidato alla coppia AdrianoCruz e con tanta voglia di fare più strada possibile all’interno della massima competizione calcistica europea per club, la compagine di Mancini si ritrovò ben presto costretta a inseguire da un Ajax partito a mille, capace di portarsi sul doppio vantaggio grazie alle reti siglate dal futuro milanista Huntelaar al 16′ e da Rosales al 20′ chiudendo così sul risultato di 2-0 un primo tempo assolutamente dominato.

L’Inter fu però bravissima a scendere in campo nella seconda frazione di gioco con un piglio ben più aggressivo e pugnace di quello messo in mostra nella prima, trovando la rete che riaprì il match al 49′ grazie a un doppio rimpallo piuttosto fortunoso su conclusione di punta dal cuore dell’area da parte di Stanković e raggiungendo il prezioso pareggio grazie alla rete messa a segno da Cruz all’86’ su assist di Cambiasso al termine di una splendida azione veloce in profondità.

L’Inter seppe poi mettere a frutto l’importante pareggio strappato in terra olandese vincendo per 1-0 la gara di ritorno al Meazza grazie a una rete ancora di Stanković, qualificandosi così ai quarti di finale all’altezza dei quali fu eliminata dagli spagnoli del Villarreal al termine di una doppia sfida che vide l’Inter vincere per 2-1 la gara di andata al Meazza per poi uscire sconfitta per 1-0 nella gara di ritorno al Madrigal, uscendo dalla competizione in virtù del doppio valore assegnato ai goal in trasferta.

Champions League 2006/2007, ottavi di finale: Valencia-Inter 0-0

La tradizione inaugurata nel biennio precedente in merito alla qualificazione, per lo meno, agli ottavi di finale relativamente alla propria partecipazione alla Champions League venne rispettata, dall’Inter, anche nell’edizione 2006/2007. In quella che è passata alla storia come la prima stagione dello svedese Zlatan Ibrahimović con la maglia della Beneamata i nerazzurri, ancora guidati in panchina da Roberto Mancini, si giocarono il passaggio ai quarti di finale contro gli spagnoli del Valencia.

Giunti alla fase a eliminazione diretta della Champions League 2006/2007 da secondi classificati del gruppo B alle spalle della corazzata Bayern Monaco, gli uomini di Mancini non riuscirono a imporsi sul Valencia nella gara di andata degli ottavi di finale disputata sul terreno amico dello stadio Giusepppe Meazza il 21 febbraio del 2007, terminata sul risultato di 2-2 grazie alle reti, per l’Inter, di Cambiasso e Maicon, e di Villa e Silva per gli ospiti.

Il discorso qualificazione fu così rimandato alla gara di ritorno, disputata il 6 marzo 2007, con l’Inter costretta a cercare la vittoria sul campo del Mestalla in virtù della regola relativa ai gol segnati in trasferta che metteva il Valencia in posizione di vantaggio, condizione che purtroppo i nerazzurri subirono, anche a livello mentale, una volta entrati nel catino bollente dello stadio spagnolo, a tutto vantaggio di una compagine di casa scesa in campo ben conscia di poter passare il turno anche solo con lo 0-0.

Cionostante, l’Inter seppe mettere in campo grande voglia e grande impeto, mettendo spesso in difficoltà la compagine avversaria e disputando una partita dignitosissima, col Valencia bravo a mantenere inviolato il suo fortino fino al termine della partita, poi passata alla storia per la famigerata rissa finale in cui il giocatore degli spagnoli David Navarro rifilò un pugno all’interista Nicolas Burdisso, scatenando una caccia all’uomo in campo divenuta poi, tristemente, leggendaria.

Champions League 2007/2008, ottavi di finale: Liverpool-Inter 2-0

L’occasione, per l’Inter, di rifarsi della brutta, per svariati motivi, conclusione del proprio percorso nella massima competizione calcistica per club a livello europeo archiviato nella stagione precedente arrivò solo un anno dopo quando, nell’edizione 2007/2008, i nerazzurri guidati da un Roberto Mancini alla sua ultima annata sulla panchina della Beneamata si trovò a confrontarsi con gli inglesi del Liverpool nella doppia sfida valida per gli ottavi di finale della Coppa dalle grandi orecchie.

Qualificatasi alla fase a eliminazione diretta di quella Champions League 2007/2008 da prima classificata del gruppo G, l’Inter si presentò sul terreno di gioco dello stadio di Anfield il 19 febbraio 2008 per la gara di andata schierando il tandem offensivo IbrahimovićCruz, ben conscia della difficoltà rappresentata dal match contro una compagine come quella dei Reds, che schierava in campo le sue stelle Torres, Kuijt e Gerrard, decisa a vendere ben cara la pelle.

Le cose, purtroppo per l’Inter, non andarono come sperato: la partita venne risolta dal Liverpool negli ultimi 5 minuti di gioco e si chiuse col risultato di 2-0 grazie alle reti messe a segno da Kuijt all’85’ e da Gerrard al 90′, punendo oltremisura un’Inter fin lì molto attenta e battagliera e complicando in modo sostanziale la qualificazione ai quarti di finale della competizione, con la Beneamata chiamata a sovvertire l’esito della qualificazione ai quarti nella gara di ritorno al Meazza.

Il match, disputato l 11 marzo 2008, segnò invece il definitivo addio dell’Inter all’edizione 2007/2008 della Champions League, certificata dallo 0-1 con cui il Liverpool riuscì a imporsi anche in trasferta grazie alla rete messa a segno da Torres al 64′, risultato che decretò in modo piuttosto chiaro la conclusione dell’ennesima deludente stagione europea del Biscione e che, con ogni probabilità, dette il la al cambio in panchina fra Roberto Mancini e il portoghese José Mourinho per l’annata successiva.

Champions League 2008/2009, ottavi di finale: Manchester United-Inter 2-0

In quella che sarebbe poi passata alla storia come la prima stagione di José Mourinho sulla panchina dell’Inter, nonché l’ultima della stella Zlatan Ibrahimović in maglia nerazzurra, fu di nuovo un incrocio Italia-Inghilterra a caratterizzare la doppia sfida valida per gli ottavi di finale della Champions League. Avversario dell’Inter nella qualificazione ai quarti di finale della massima competizione europea per club fu il quotatissimo Manchester United di Ferguson e Cristiano Ronaldo.

Archiviato il non del tutto soddisfacente 0-0 messo a referto nella gara di andata, disputata al Meazza il 24 febbraio 2009, l’Inter si presentò sul leggendario terreno dell’Old Trafford di Manchester per la gara di ritorno l’11 marzo del 2009 ben conscia delle difficoltà insite nello scontro, ma desiderosa di dare battaglia affidandosi a un tandem d’attacco tutto tecnica, personalità ed irruenza composto da Mario Balotelli e Zlatan Ibrahimoć.

Zlatan Ibrahimovic ai tempi dell'Inter *
Zlatan Ibrahimovic ai tempi dell’Inter *

Le alte aspettative riposte da tutto l’ambiente nerazzurro nella compagine messa in campo dal tecnico portoghese vennero però frustrate dalla forza palesata sul proprio terreno dai Red Devils, che si imposero alla fine col risultato di 2-0 grazie alle reti messe a segno da Vidić al 4′ minuto e da Cristiano Ronaldo al 49′, guadagnandosi una meritata qualificazione ai quarti di finale e condannando l’Inter alla terza eliminazione consecutiva all’altezza degli ottavi di finale.

L’ennesima delusione in campo europeo ebbe conseguenze molto importanti in seno alla compagine nerazzurra: probabilmente voglioso di cercare un club col quale avere, sulla carta, maggiori possibilità di poter competere in modo importante per la conquista della massima competizione per club a livello europeo, lo svedese Zlatan Ibrahimovic decise di lasciare l’Inter per passare alla superpotenza Barcellona: la storia, però, racconterà una storia diversa da quella auspicata dal centravanti.

Champions League 2009/2010, ottavi di finale: Chelsea-Inter 0-1

In quella passata alla storia come la magica stagione del triplete, l’Inter di José Mourinho mise a referto una delle sue imprese più belle proprio nella gara di ritorno degli ottavi di finale della Champions League 2009/2010 che vide i nerazzurri incrociare le lame, per il terzo anno consecutivo, con un top club proveniente dalla Premier League inglese, in questo caso i Blues del Chelsea, guidanti in panchina dal tecnico italiano Carlo Ancelotti.

L’Inter si presentò sul terreno di gioco dello Stamford Bridge Stadium il 16 marzo 2010 per disputare la gara di ritorno degli ottavi di finale forte del 2-1 messo a referto nella gara di andata disputata al Meazza il 24 febbraio con reti di Milito e Cambiasso per i nerazzurri e di Kalou per i Blues; un risultato positivo, ma anche insidioso visto che, in virtù della regola sui goal segnati in trasferta, al Chelsea sarebbe bastata anche la vittoria per 1-0 per passare al turno successivo.

Conscia di questa realtà, l’Inter mise in campo una prestazione passata alla storia per impegno, spirito di squadra e abnegazione, sempre pronta a rintuzzare i continui tentativi di attacco di un Chelsea quanto mai voglioso di ribaltare l’esito della qualificazione per poi colpire in modo letale con il camerunese Eto’o, bravissimo a trafiggere il portiere avversario Turnbull al termine di una fulminea quanto pervicace azione in ripartenza.

La rete, giunta al 78′ minuto, ebbe un effetto devastante sul morale del Chelsea, che non riuscì più a trovare il modo di mettere in dubbio la qualificazione, mentre ebbe un effetto galvanizzante su tutto il gruppo squadra della Benamata, che nel prosieguo del torneo riuscì poi ad avere la meglio, nell’ordine, sul CSKA Mosca, sul Barcellona di Ibrahimović e, in finale, sul Bayern Monaco, con l’Inter che si aggiudicò così la 3ª Coppa dei campioni/Champions League della sua sua storia a 45 anni dall’ultimo trionfo.

Champions League 2010/2011, ottavi di finale: Bayern Monaco-Inter 2-3

Ancora intenta a metabolizzare l’addio del tecnico José Mourinho all’indomani della conquista dello storico triplete, con il portoghese accasatosi al Real Madrid e con la panchina dell’Inter affidata alle cure dapprima del tecnico spagnolo Rafa Benítez e poi al brasiliano Leonardo, la Beneamata si rese protagonista di una Champions League 2010/2011 più che dignitosa, resa memorabile dalla storica rimonta confezionata sul campo del Bayern Monaco nella gara di ritorno degli ottavi di finale.

Archiviata, infatti, la deludente sconfitta inflittagli dai tedeschi nella sfortunata gara di andata disputata il 16 febbraio 2011 al Meazza conclusasi col risultato di 0-1 a favore di un Bayern Monaco voglioso di rivalsa, l’Inter si presentò nella serata del 15 marzo 2011 sul terreno di gioco dell’Allianz Arena di Monaco di Baviera desiderosa di giocarsi il tutto per tutto pur di sovvertire un pronostico-qualificazione che la vedeva, a quel punto, ampiamente sfavorita.

Ravvivata, nelle sue speranze e convinzioni, dalle rete messa a segno da uno scatenato Eto’o al 4′, l’Inter sembrò costretta ad accantonare i sogni di gloria dal tramortente uno-due messo a segno dai bavaresi fra il 21′ e il 31′ del primo tempo con le reti di Gómez e Müller, ma la storia ci narra di un epilogo ben diverso: i nerazzurri di Leonardo, infatti, si resero protagonisti di un secondo tempo epico, coronato prima dalla rete del pareggio messa a segno da Sneijder al 63′ e poi dalla rete qualificazione segnata da Pandev all’88’.

L’Inter riuscì così ad archiviare una delle sue nottate di Champions League più memorabili di sempre, e questo nonostante il percorso europeo della Beneamata si sia concluso poi malamente al turno successivo con l’eliminazione subita per mano dei tedeschi dello Schalke 04, capace di imporsi con un traumatizzante 2-5 al Meazza per poi vincere anche la gara casalinga di ritorno col risultato di 2-1; un’eliminazione che non cancellerà, però, i ricordi di un’impresa leggendaria.

Champions League 2011/2012, ottavi di finale: Olympique Marsiglia-Inter 1-0

L’edizione 2011/2012 della Champions League ha avuto per anni una valenza storica importante nella storia dell’Inter: fino alla stagione 2020/2021, infatti, quell’edizione della maggiore competizione europea per club avrebbe marcato, per ben 10 anni, l’ultima occasione in cui la Beneamata era riuscita ad approdare agli ottavi di finale della stessa, visto che le successive partecipazioni nelle stagioni 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021 avevano visto i nerazzurri sempre eliminati al termine della fase a gironi.

Avversari dell’Inter, allora allenata dal tecnico Claudio Ranieri, nella doppia sfida valida per gli ottavi di finale di quella storica edizione della Champions League furono i francesi dell’Olympique Marsiglia, con l’andata che venne disputata proprio sul campo di questi ultimi, il celebre stadio Vélodrome, il 22 febbraio 2012. Si trattò di una partita molto bloccata, decisa a favore dei francesi da una rete siglata dall’attaccante dell’OM André Ayew al 93′ con una bella inzuccata di tesa su azione da calcio d’angolo.

Si trattò di un risultato beffardo, ma che non compromise definitivamente le possibilità dell’Inter di poter approdare ai quarti di finale di quella edizione della Champions League, che infatti si presentò più agguerrita che mai sul terreno di gioco dello stadio Giuseppe Meazza per la gara di ritorno, disputata il 13 marzo 2012. Si trattò di una partita per cuori forti, terminata col risultato di 2-1 per il Biscione con reti di Milito al 75′, Brandão al 92′ per i francesi e Pazzini su rigore al 96′.

Quell’esito fu un rospo decisamente duro da ingoiare per un’Inter che iniziava a fare i conti con la fine del ciclo che aveva portato allo storico e indimenticabile triplete Mourinhano, che si sarebbe veppiù palesata negli anni successivi, con la Beneamata che avrebbe in seguito vissuto un’astinenza dalla massima competizione europea per club lunga ben 6 anni: un’infinità per una compagine che proveniva da ben 7 partecipazioni consecutive, per di più coronate dal trionfo della recente stagione 2009/2010.

Champions League 2021/2022, ottavi di finale: Liverpool-Inter 0-1

Il ritorno dell’Inter alla fase a eliminazione diretta della Champions League è coinciso con la possibilità, per i nerazzurri, di vendicare l’eliminazione subita all’altezza degli ottavi di finale della massima competizione europea per club patita nella stagione 2007/2008 per mano degli inglesi del Liverpool.: gli avversari incrociati dalla Benamata nella doppia sfida valida per l’accesso ai quarti di finale della Champions League 2021/2022 sono stati, infatti, nuovamente i Reds.

Approdata alla suddetta fase a eliminazione diretta da seconda classificata del gruppo D alle spalle del Real Madrid, l’Inter allenata da Simone Inzaghi era poi incappata in un pesante quanto sfortunato passivo di 0-2 nella gara di andata degli ottavi di finale disputata al Meazza di Milano il 16 febbraio 2022, punita oltre i suoi demeriti dalle reti di Firmino e Salah nel quarto d’ora finale di un match che aveva visto i nerazzurri non demeritare affatto al cospetto di una compagine, allora, fra le più forti al mondo.

Scesa in campo sul terreno di gioco del mitico stadio di Anfield l’8 marzo del 2022 ben conscia della difficoltà di ribaltare le sorti di quella qualificazione ai quarti di finale in un teatro così difficile da affrontare, l’Inter era riuscita a mettere in campo una prestazione gagliardissima, trovando addirittura la forza di portarsi in vantaggio grazie alla splendida rete messa a segno da Lautaro Martínez al 62′ con uno splendido esterno destro all’incrocio scagliato da una ventina di metri di distanza dalla porta avversaria.

Proprio nel momento in cui l’inerzia della partita e, con essa, forse anche della qualificazione, era sembrato passare dalla parte dell’Inter, era arrivata la doccia fredda, costituita dall’espulsione per doppia ammonizione collezionata improvvidamente dall’attaccante nerazzurro Alexis Sanchez appena un minuto dopo il vantaggio interista, evento che ha tolto alla Beneamata la forza per cercare la già difficile rimonta, segnando in modo indelebile la penultima apparizione dell’Inter in Champions League.

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