Inter, Conte volta le spalle al passato: Juventus al patibolo e Marotta tace…

Antonio Conte allenatore dell'Inter
Antonio Conte, tecnico dell'inter (@imagephotoagency)

L’Inter sciupa l’ennesima occasione subendo l’ennesima rimonta stagionale, riuscendo a pareggiare la gara con la Roma grazie al rigore di Lukaku. Ora il miracolo Scudetto si allontana ma il secondo posto rimarrebbe comunque un ottimo risultato al primo anno sotto la guida Conte. L’allenatore salentino non ha avuto peli sulla lingua nel post-partita, parlando di errori arbitrali e di favori legati al calendario. Che i nerazzurri si mangino le mani per i troppi punti persi per strada è normale e comprensibile, vedendo gli attuali stati di forma di Juventus e Lazio.

Conte, però, ha voluto prima elogiare gli evidenti meriti dei suoi: “Siamo al secondo posto, abbiamo assicurato la Champions con quattro giornate d’anticipo e abbiamo 14 punti di distacco sulla quinta. Roma, Milan e Napoli avevano i nostri stessi obiettivi, non si può considerare un campionato sotto le righe”. 

Inter, Conte non risparmia nessuno: anche Marotta nel ciclone

Marotta
Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter

Dopo l’apparente quiete si è scatenata la tempesta del tecnico 50enne, che ha puntato il dito contro la calendarizzazione delle giornate, secondo lui chiaramente a sfavore dei nerazzurri. Ecco le sue parole: “Il calendario dell’Inter è folle, giochiamo sistematicamente alle 21:45, non avendo la possibilità di riposarci a dovere. Non voglio scusanti ma se è vero che il calendario lo decide la Lega noi non eravamo presenti. Anche oggi abbiamo affrontato una squadra che ha riposato almeno 24 ore in più di noi. Con le gare in notturna il recupero è fondamentale, qui sembra che lo schiaffo lo prenda sempre l’Inter“. 

Come ha detto giustamente Conte, le critiche a questa Inter sono per lo più infondate. Considerare questa stagione un fallimento per i nerazzurri è inesatto e non rispecchia il reale cammino della squadra. Si poteva fare di più? Certamente, ma è facile parlare a posteriori, specialmente in uno spezzone di campionato post-lockdown che tutto è tranne che calcio. La polemica sui calendari è un dito puntato alle dirette rivali, una mossa che non può che riguardare la Juventus, che a Conte deve molto per i suoi trascorsi da giocatore e da tecnico. Neanche l’ad nerazzurro Marotta è stato risparmiato dalla furia del mister: “Io qualche domanda me la faccio, il problema è che me la faccio solo io”. Di queste parole se ne parlerà ancora per tempo: Conte ha veramente voltato le spalle al suo passato, legando cuore e anima alla causa nerazzurra? I tifosi dell’Inter ci sperano e si schierano con lui.

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