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Inter, ESCLUSIVA Acquafresca: il bomber si sfoga: “Inter? La colpa fu di Mourinho. A Bologna non mi hanno dato fiducia”

Robert Acquafresca ex Cagliari
Acquafresca, ex attaccante del Cagliari

Robert Acquafresca ai microfoni di Footballnews24. Il bomber si confessa: “Potevo andare all’Inter ma,…”

Dopo un inizio di carriera straripante con la maglia del Cagliari, con cui complessivamente ha segnato 35 goal, Robert Acquafresca ha collezionato una parentesi con la maglia dell’Atalanta, poi l’Inter, possessore del cartellino, che lo girò al Genoa negli affari Thiago Motta e Diego Milito.

A Genoa gioca 10 partite e segna 2 goal, poi ceduto nuovamente al Cagliari in prestito e, successivamente, arriva al Bologna dove “passa 5 anni orribili, di cui l’ultimo fuori rosa”. Abbiamo ripercorso, tramite un’intervista in esclusiva ai nostri microfoni, l’intera carriera del calciatore: da talento cristallino a esubero, passando per la “sfuriata” di Mourinho.

Qual è stata la squadra in cui si è trovato meglio? Credo che a Cagliari sia riuscito ad esprimermi meglio rispetto a tutte le altre squadre in cui ho giocato, sentivo molto la fiducia della società”.

Proprio con la squadra sarda ha realizzato in totale 35 goal e 5 assist, qual è stata la stagione migliore? A livello di numeri sicuramente la stagione con Massimiliano Allegri come tecnico dove ho segnato 14 goal. Oltre a quest’ultima, una delle stagioni più belle è stata quando abbiamo conquistato la salvezza”.

Allegri il suo miglior allenatore? Cosa ricorda del tecnico ex Juventus? Il mister aveva sempre la battuta pronta, faceva molto gruppo. Non so se sia ancora così o se, al contrario, sia cambiato. Non credo abbia apportato parecchie modifiche al suo modo di fare, è fatto così”.

Si può dire che l’esperienza più brutta di Acquafresca resti quella di Bologna? A Bologna avevo un contratto molto lungo, inoltre non mi è mai stata data fiducia, cosa che per un attaccante è fondamentale. Non è stata un’esperienza felice, brutta solo in parte perché al contempo è nato mio figlio, inoltre la città è bellissima”.

Come prese l’esclusione dalla rosa? “Venni messo fuori rosa l’ultimo anno e, prima di farlo, la società mi avvisò. Se però viene fatto un contratto, nessuno ti mette una pistola alla tempia per firmare, io avevo già rinunciato a molti soldi e nessuno mi offriva la cifra che prendevo a Bologna. In seguito la società ha fatto scemare la cosa, anche perché avevo l’occasione di andare a Dubai ma la dirigenza ha fatto saltare la trattativa”.

Come mai è saltata la trattativa? “Perché il Bologna chiedeva soldi, non volevano liberarmi a parametro zero, dunque sono rimasto e mi hanno pagato”.

C’è stata anche l’occasione di vederla giocare all’Inter, cosa non andò in quella trattativa? “Mourinho disse di non volere in rosa giocatori di cui l’Inter possedeva già il cartellino, ma che giocando per altre squadre potessero segnare ai nerazzurri. In quella stagione feci goal a loro sia all’andata che al ritorno, e dunque non mi vollero”.

Come ha vissuto le due esperienze all’estero? “Al Levante, in Spagna, era tutto molto diverso. Non c’erano ritiri, lo facevamo solo quando disputavamo l’Europa League. E’ stata un’esperienza molto interessante, diversa. Al Sion le cose andarono bene fino ad un certo punto, quando esonerarono il mister la società, senza mai spiegare nulla, decise di mettere 7 giocatori, tra cui me, Constant e Song, fuori rosa”.

Ha qualche rimpianto? “Non mi piace guardare troppo il passato, qualsiasi cosa abbia fatto l’ho fatta in fin di bene, senza guardare troppo ai soldi. Potevo dare molto di più come, al contrario, potevo dare anche molto di meno. Va bene così, vedo il bicchiere mezzo pieno”.

Ed ora? E’ in attesa di qualche nuova avventura? “Sì, mi piacerebbe arrivasse un’offerta allettante, ma se non dovesse arrivare qualcosa di stimolante, per correttezze nei miei confronti, rifiuterei”.

Cosa intende per offerta allettante? “Io, come chiunque si sia costruito una carriera, ho giocato principalmente in Serie A, e mi piacerebbe terminare in maniera dignitosa”.

Ha già ricevuto qualche offerta? “Sì, ho ricevuto qualche telefonata, per correttezza ho ringraziato, ma ho subito rifiutato”.

Come vede attualmente il campionato di Serie A? “La Juventus è la favorita, ma l’Inter può insidiare molto la squadra di Sarri. Il Napoli credo sia un gradino sotto, ha perso diversi punti. Per quanto riguarda il Milan mi aspettavo qualcosa di più da questo inizio di stagione, ma credo che i miracoli non si possano fare dall’oggi al domani, c’è bisogno di tempo. Pioli è un allenatore valido, come lo era Giampaolo, ho avuto la fortuna di averli entrambi”.

E’ stato giusto secondo lei l’esonero di Giampaolo? “Nel calcio purtroppo pagano sempre gli allenatori, avendolo avuto, per quello che ha fatto, lo avrei difeso e avrei continuato con lui. Siamo alla decima giornata, c’era ancora molto tempo per recuperare. Io lo avrei tenuto”.

Una volta terminata la carriera calcistica le piacerebbe intraprendere una carriera da allenatore? “Ho preso il patentino di UEFA B, dunque mi sono già portato avanti Sinceramente però ad oggi non saprei, mentalmente mi sento ancora un giocatore e se, come detto in precedenza, dovesse arrivare un’offerta allettante la prenderò in considerazione”.

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