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Inter, festa scudetto: la gioia non rende immuni, rischio aumento contagi

I festeggiamenti per lo scudetto che hanno visto circa trentamila persone riversarsi per le vie di Milano, rischiano di avere pesanti ripercussioni per quanto riguarda la situazione pandemica. L’Infettivologo Bassetti: “Si poteva festeggiare allo stadio”

In trentamila a festeggiare

Circa trentamila le persone che si sono riversate in Piazza Duomo e nelle zone limitrofe di Milano per festeggiare lo scudetto conquistato dall’Inter. Una gioia attesa da undici anni, che il popolo nerazzurro non è riuscito a contenere. Se inizialmente la situazione sembrava sotto controllo, presto è degenerata, fino ad arrivare ad una calca di tifosi, senza nessun distanziamento e con poche mascherine, sembrando quasi immagini del passato, precedenti alla pandemia Covid-19. A poco sono servite le raccomandazioni della società nerazzurra a “festeggiare in maniera responsabile”. Numerose le critiche piovute, in particolar modo sul sindaco di Milano Beppe Sala, accusato di non aver gestito al meglio il preventivabile evento. Tutto questo si sarebbe potuto evitare?

Giuseppe Sala sindaco di MIlano
Giuseppe Sala sindaco di MIlano

La situazione si poteva evitare?

Difficile dire se la situazione poteva essere gestita diversamente, vista la mole di gente coinvolta, ma i precedenti vissuti in situazioni analoghe potevano fare da insegnamento. In molti si chiedono il motivo per cui non siano state adottate le stesse misure preventive di altre zone cittadine, i Navigli e la Darsena, transennate per regolare il flusso di persone ed evitare assembramenti. Al momento il primo cittadino milanese, Beppe Sala non si è ancora espresso, ma su di lui sono piovute le maggiori critiche. Attaccato sui social, gli utenti avrebbero chiesto le dimissioni. Le prime parole istituzionali arrivano dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: “Speriamo che situazioni del genere non determinino conseguenze, e speriamo che in futuro si evitino scene del genere, perché rischiano di essere un po’ pericolose”.

La critica dei settori più colpiti dalla pandemia

Situazione che ha fatto scattare le pesanti critiche delle categorie maggiormente colpite dalla crisi economica generata dalla pandemia. Marco Barbieri, segretario di Confcommercio Milano, ha commentato tramite il suo profilo Facebook: “Non voglio giudicare quale delle due scelte sia più giusta per contenere i contagi, ma mi stupisce vedere come si usino pesi e misure diverse in una situazione di emergenza comune. Bar e ristoranti non possono aprire i loro locali, pur garantendo distanziamento e sanificazione. Parchi e piazze invece possono riempirsi in modo incontrollato e senza alcuna precauzione sanitaria”.

Stadio San Siro di Milano
Stadio San Siro di Milano

Preoccupa la variante “nerazzurra”

A preoccupare gli esperti adesso è il possibile aumento dei contagi di coronavirus, il coordinatore del Cts Franco Locatelli ha dichiarato a SkyTg24: “I festeggiamenti come quelli di ieri sono da evitare”. Mentre il virologo Fabrizio Pregliasco, ha parlato ad Agorà a proposito di riaperture ed assembramenti come quello di ieri dei festeggiamenti per l’Inter: “Gli effetti si vedranno tra 14 giorni, il timore è che ci sia un incremento dei casi”. L’infettivologo Matteo Bassetti, intervistato da AdnKronos, oltre a condannare le manifestazioni di ieri, solleva un’altra questione: Si poteva evitare magari utilizzando lo stadio. Da tempo sostengo che è più sicuro uno stadio a capienza ridotta al 15-20%, dove sono tutti ordinati, distanziati e con mascherina, rispetto a manifestazioni in piazza”. Una cosa è chiara, la gioia e la voglia di festeggiare non sono contenibili, ma non rendono immuni dal Covid-19, e se la festa è passata l’emergenza sanitaria resta.

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