Antonio Conte e Christian Eriksen
in

Inter, la rivoluzione tattica di Conte: dal trequartista al doppio play

Il trionfo dell’Inter in Serie A è passato anche dalla rivoluzione tattica di Antonio Conte. Decisivo in questo senso anche Christian Eriksen, passato da trequartista a secondo play al fianco di Brozovic. L’Inter ha ritrovato equilibrio difensivo senza perdere la potenza di fuoco in avanti

Inter, inizio in salita: troppi gol subiti per Conte

Il ventuno ottobre 2020 l’Inter non andava oltre il 2-2 con il Borussia Moenchengladbach a San Siro. Un risultato senz’altro deludente, ampliato dal trend negativo come quinta partita consecutiva con la propria porta violata. Un dato allarmante per chi, come Antonio Conte, ha fatto della solidità difensiva la propria forza. Il tecnico salentino, al suo secondo anno in sella alla panchina nerazzurra, ha provato a cambiare qualcosa rispetto al passato per ottenere una maggiore pericolosità offensiva, dovendo poi sistemare alcuni particolari a stagione in corso.

Il 3-5-2 dogma caratteristico di Conte è stato sostituito in prima battuta dal 3-4-1-2, con l’inserimento di Christian Eriksen da trequartista. Il danese, arrivato con grandissime aspettative, non era stato fino a quel momento in grado di incidere, con il tecnico nerazzurro intenzionato a ricamargli il contesto adatto per esaltarsi. Le difficoltà nel trovare un equilibrio difensivo nelle prime gare, hanno portato Conte ad un rapido dietrofront e ad un nuovo lavoro in allenamento per trovare una quadra in cui Eriksen potesse dare il suo contributo.

Antonio Conte, tecnico dell'Inter @Image Sport
Antonio Conte, tecnico dell’Inter @Image Sport

Inter, Conte abbandona il trequartista e ritrova equilibrio

Il 3-4-1-2 pensato da Antonio Conte, prevedeva l’inserimento di Eriksen da trequartista dietro le due punte Lautaro e Lukaku, con Ivan Perisic schierato da esterno mancino a tutta fascia. Un progetto ambizioso che prevedeva in campo contemporaneamente tutta la potenza di fuoco offensiva dell’Inter. L’esordio a San Siro contro la Fiorentina vede i nerazzurri vincere per 4-3, la trasferta a Benevento finisce 5-2 per Lukaku e compagni, poi due stop. Il pareggio per 1-1 con la Lazio all’Olimpico e la sconfitta per 2-1 nel Derby con il Milan, precedente al sopracitato debutto in Champions League. Dieci gol subiti in cinque partite. Troppi per un tecnico maniacale come Conte, il quale presto ha capito di dover dare una svolta. Accantonato il trequartista, accantonato l’utilizzo di Kolarov da terzo di difesa a sinistra e ritorno graduale al 3-5-2, tornato “ufficiale” all’incirca nel mese di novembre.

Eriksen, centrocampista dell'Inter
Eriksen, centrocampista dell’Inter @imagephotoagency

La mossa di Conte: Inter con il doppio play

Conte non ha però voluto rinunciare ad Ivan Perisic e Christian Eriksen nonostante un parziale passo indietro, riuscendo a trovare un equilibrio perfetto anche con i due calciatori ritrovati dopo una stagione fuori dai radar per motivi diversi. Il tecnico nerazzurro decide che febbraio è il mese giusto dopo tanti allenamenti di schierare il doppio play in mezzo al campo, con il danese ex Tottenham ad affiancare Marcelo Brozovic in cabina di regia. Il possesso palla dell’Inter migliora in qualità e velocità, con l’intera squadra a beneficiare di un passatore eccezionale come Eriksen. I tempi di gioco per giungere alla conclusione sono dimezzati, il pallone gira rapidamente da un lato all’altro del campo e le occasioni create piovono in ogni gara. Ivan Perisic, dopo un periodo di apprendimento, si è preso la fascia sinistra a scapito di Ashley Young, evidenziando un netto salto in avanti a livello difensivo e contribuendo soprattutto in fase offensiva. Dalla gara con la Lazio, prima in campionato con Eriksen e Brozovic insieme, l’Inter ha dato il via alla striscia di 9 successi consecutivi. Un filotto decisivo alla vittoria del 19° Scudetto della propria storia.

Antonio Conte, tecnico dell'Inter @Image Sport
Antonio Conte, tecnico dell’Inter @Image Sport

Il 3-5-2 di Antonio Conte ha così preso, in alcuni momenti di gara, la forma del tanto amato 4-2-4 del primo tecnico salentino. Quello delle esperienze precedenti alla Juventus, modulo visto anche all’esordio con i bianconeri in campionato. In fase di possesso palla il doppio regista dell’Inter è visibilissimo in mezzo al campo, con la mezzala destra (Nicolò Barella) ad aprirsi restando più basso e gli esterni di centrocampo ad alzarsi sulla linea degli attaccanti. Una Inter dalla potenza offensiva devastante e dal ritrovato equilibrio offensivo, al quale da aggiungere è il mai mancato atteggiamento famelico, tipico delle squadre di Conte. Giunti al 34° turno, i nerazzurri hanno il secondo miglior attacco e la migliore difesa della Serie A. Numeri che esprimono la grandezza del lavoro di Antonio Conte, uomo copertina del meritatissimo trionfo dell’Inter.

Antonio Conte, tecnico dell'Inter

Inter campione d’Italia, da Herrera a Mourinho: gli Scudetti più iconici della storia neroazzurra

Matteo Lovato, difensore dell'Hellas Verona

Calciomercato Verona, non solo Milan su Lovato: Fiorentina in pole