Antonio Conte, allenatore dell'Inter @Image Sport
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Inter, lo scudetto è un punto di partenza o di arrivo?

Passata l’euforia della vittoria dello scudetto, i tifosi nerazzurri si interrogano su cosa succederà in futuro: si può continuare a vincere?

Un’attesa lunga undici anni

Tre proprietà, quindici allenatori e soprattutto tante delusioni. Questi gli ultimi undici anni vissuti dall’Inter e dal suo popolo. Per tornare a rialzare un trofeo, la squadra nerazzurra ne ha passate tante, e grazie alla proprietà Suning, alla gestione Marotta e in particolare ad Antonio Conte, dopo una lunga attesa, i tifosi del Biscione sono finalmente tornati a gioire. Passata l’euforia del momento, la domanda che ora tutti si pongono è una: il diciannovesimo scudetto è il punto di partenza o quello di arrivo?

Inter del Triplete: l'insieme più della somma delle parti
L’Inter del Triplete 2009/2010 solleva la Champions League

Facciamo un passo indietro di 11 anni

Gli step fatti per raggiungere il diciannovesimo scudetto sono stati molteplici. E’ il 22 maggio 2010, l’Inter di Josè Mourinho raggiunge il momento più alto della storia nerazzurra vincendo il Triplete. Quella data può essere considerata il punto zero. Dopo l’addio di Mourinho, nel triennio successivo il club nerazzurro inizia il processo di rifondazione: a novembre 2013 la società passa da Moratti a Erick Tohir, e a fine stagione, con gli addii di capitan Zanetti, Samuel, Cambiasso e Milito si conclude definitivamente il ciclo. Inizia un periodo non troppo felice per i colori nerazzurri, l’introduzione del Fair Play Finanziario costringe Piero Ausilio a compiere miracoli di mercato per racimolare plusvalenze e chiudere il bilancio in parità, costringendolo ad avere poco margine per operare in chiave acquisti. Nonostante le scelte non sempre indovinate sia a livello di allenatori che di calciatori, Thoir riesce comunque a far tornare le casse dell’Inter in regola e nel 2018 formalizza la cessione di tutte le quote societarie alla famiglia cinese Suning per 200 milioni di euro, con la nomina di Steven Zhang come presidente.

La svolta con Marotta e Conte

L’arrivo nel 2018 di Beppe Marotta dalla Juventus segna un punto di svolta nel club nerazzurro. Il dirigente dopo aver costruito la squadra del ciclo vincente bianconero passa ai nerazzurri e nei cuori dei tifosi dell’Inter torna la speranza di poter tornare a vincere. Nell’estate successiva, l’amministratore delegato convince Antonio Conte a sedersi sulla panchina nerazzurra: la coppia che aveva dato il via alla cavalcata della Juve. Dal mercato arrivano i primi grandi colpi, Romelu Lukaku su tutti e dopo un primo anno chiuso con un secondo posto in campionato e una finale di Europa League, i tifosi tornano a respirare l’aria dei grandi palcoscenici, fino ad arrivare alla conquista dello scudetto nella stagione successiva.

Conte e Marotta
Conte e Marotta, allenatore ed Amministratore Delegato dell’Inter

Si può aprire un ciclo?

Prendendo in esame gli undici titolari nerazzurri, possiamo affermare che l’Inter è una squadra giovane. Se Handanovic alza la media, la restante parte dell’ossatura della squadra non va oltre i 25 anni. Con uno scheletro composto da Skriniar, De Vrij, Bastoni, Brozovic, Hakimi, Barella, Lautaro e Lukaku, i presupposti per continuare sulla strada intrapresa ci sono tutti. Sicuramente si parte da un’ottima base, questa però andrebbe rinforzata con qualche acquisto mirato, soprattutto per aumentare la competitività in Champions League. Se andiamo anche a considerare la situazione della squadre rivali, con la Juventus che si appresta ad una rivoluzione, il futuro del Milan che dipenderà dalla Champions, l’Atalanta che rappresenta ormai una realtà ma con ambizioni inferiori, e Roma, Napoli e Lazio che hanno sempre un cammino altalenante, sicuramente la società interista sembra avere la strada in discesa. Considerando però le vicende extra-campo, il futuro dell’Inter è tutto da valutare. La proprietà lontana, i limiti che il governo cinese gli impone e i problemi economici aggravati dal Covid, fanno apparire la situazione assai complessa. Un ridimensionamento delle prospettive future potrebbe portare all’addio di Conte e probabilmente anche a quello di Marotta. Senza questi due tasselli, l’Inter si troverebbe a dover ricominciare, e l’ultima volta che lo ha fatto dopo aver conquistato un trofeo, è stato proprio nel post-Mourinho. La missione di Zhang sarebbe comunque chiara, risolvere i problemi e aprire un ciclo con Conte e Marotta, i presupposti e le intenzioni ci sono e non ripetere gli errori del passato sarà fondamentale.

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