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Inter, Pif punta anche l’Italia: Bin Salman è l’erede di Zhang?

Non solo il Newcastle. Il fondo Pif piomba sulla Serie A e sull’Inter: ma come potrebbe cambiare il club nerazzurro con l’avvento di Bin Salman, al posto di Steven Zhang?

Bin Salman, nuovo proprietario del Newcastle
Bin Salman, nuovo proprietario del Newcastle

Il fondo saudita Public Investment Fund (Pif) sta entrando a gamba tesa nel calcio europeo. Dopo l’acquisizione della società inglese del Newcastle, Pif sembra interessato a fare spesa anche in Italia. Notizia delle ultime ore, infatti, è la base di accordo per la cessione dell’Inter, tra il fondo saudita e Suning, attuale proprietario dei nerazzurri, per una cifra che si aggira intorno ad un miliardo di euro.


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Il dopo Zhang

Secondo il quotidiano Libero, un primo incontro tra le parti sarebbe avvenuto al ridosso del match tra Inter e Real Madrid a metà settembre, e la trattativa sembrerebbe già a buon punto. Un accordo che non può altro che convenire ai campioni d’Italia, a causa della grave crisi finanziaria che ha colpito la società della famiglia Zhang.

In aiuto alla beneamata erano già arrivati diversi fondi stranieri per affievolire la situazione. Come ad esempio quello californiano Oaktree, che ha permesso a Suning di far fronte in parte ai debiti accumulati nelle ultime due stagioni grazie ad un finanziamento di circa 275 milioni di euro. Ma la situazione è ad ogni modo critica, e la possibilità dell’avvento del braccio finanziario del principe di Ryad Mohamed Bin Salman potrebbe essere l’unica vera soluzione.

Steven Zhang, Presidente dell'Inter @Image Sport
Steven Zhang, Presidente dell’Inter @Image Sport

Il dubbio

Così come sta succedendo in Inghilterra, anche i tifosi dell’Inter potrebbero sognare in grande vista la grande disponibilità economica che ci sarebbe sul mercato, ma c’è prima da pensare a problemi ben più importanti. Le perplessità dei sauditi, infatti, si fanno comunque sentire, dal momento che dovrebbero puntare su una società che ha un bilancio in rosso che si aggira intorno ai 900 milioni, e in possesso di uno stadio non di proprietà.

Lo sforzo economico dall’oriente dovrebbe essere mastodontico, e inoltre la recente acquisizione del Newcastle lascia ancor di più in dubbio Pif, non solo per il grande apporto economico. La Uefa infatti non permette a due squadre della stessa proprietà di competere in coppe europee, quindi in futuro potrebbe rivelarsi controproducente una ricca doppia proprietà. Di certo c’è che l‘Inter entro giugno 2022 ha forte bisogno di correre ai ripari per la ribollente pressione dei debiti, che Suning sembra non essere più in grado di risanare. Le alternative quindi restano poche, il fondo saudita si profila come l’unica panacea.