in

Inter, Tovalieri: “Contro il Real dovevi vincere! Lukaku manca, l’Atalanta fa paura…”

Sandro Tovalieri
Sandro Tovalieri

C’era una volta un calcio che sapeva emozionare. Tempi in cui le maglie erano simbolo di un’identità ben precisa e sfoggiavano colori semplici e puri, non intrecci complicati e incomprensibili ghirigori. Tempi in cui bastava una magia di Roberto Baggio, una telecronaca di Bruno Pizzul o una esultanza scomposta di Carletto Mazzone a farti dimenticare, anche solo per novanta minuti, una settimana di lavoro e preoccupazioni. Tempi in cui i bomber erano bomber (altro che falso nueve) e i difensori non ci pensavano due volte a spazzare via un pallone pericoloso o ad asfissiare l’attaccante di turno (altro che tiki taka). Oggi c’è il Var, ieri l’emozione.

Bomber veri, dicevamo. Come lo è stato sicuramente Sandro Tovalieri, rappresentante autorevole di un’epoca forse irripetibile del nostro calcio. E di emozioni l’attaccante cresciuto nella Roma ne ha dispensate tante in piazze come BariArezzoAtalantaAnconaCagliariPerugiaReggiana e, appunto, Roma. L’esultanza del trenino, lo Scudetto perso con i giallorossi, l’affiatamento con Igor Protti e una carriera vissuta sempre con “il numero 9 stampato sulla schiena”, come lo stesso Tovalieri ha confessato in esclusiva ai nostri microfoni in un viaggio tra il passato e il presente del campionato italiano. A poche ore dalla super sfida tra Atalanta e Inter.

Vota Articolo

704 points
Upvote Downvote
Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli

Napoli, grinta e impegno: Gattuso non chiede altro

Roberto Burioni

Covid, Burioni tuona: “Impossibile raggiungere l’immunità di gregge, finiamola con le bugie”