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Inter, Zhang: “Il Covid-19 ci obbliga a cambiare. Superlega? Sono favorevole”

Steven Zhang, presidente dell'Inter
Steven Zhang, presidente dell'Inter

Il presidente dell’Inter Steven Zhang è intervenuto ai microfoni di Sport-Lab, convegno dell’anno promosso da Il Corriere dello Sport e Tuttosport in occasione dei 75 anni delle due testate, e si è soffermato su diverse tematiche attuale dalla pandemia da Covid-19 alla Superlega Europea: “La pandemia ci costringe a un grande cambiamento. È chiaro che i guadagni del nostro settore sono diminuiti, ma pensando ai prossimi anni direi che la tecnologia e l’innovazione siano senz’altro la soluzione. Social media e contenuti digitali ci aiuteranno a raggiungere sempre più consumatori e tifosi. Tra i grandi cambiamenti, dobbiamo annoverare i nuovi tipi di intrattenimento legati allo sport come i videogames. La fruizione del calcio va oltre i classici 90 minuti. Ci stiamo chiedendo come poter coinvolgere ulteriormente gli spettatori con i nostri prodotti”.

Il giovane presidente ha poi commentato le prestazioni della sua Inter dando un’occhiata al futuro: “Sono fiero del fatto che siamo sempre stati ad alti livelli. Abbiamo creato un gruppo, dallo staff ai calciatori passando per il management, che hanno creduto nel nostro progetto. Il nostro obiettivo dev’essere diffondere gioia ed energie positive alle persone. Per riuscirci dobbiamo essere in grado di combattere e vincere in campo, ottenere successi in termini di trofei e in ambito finanziario sono le chiavi su cui stiamo lavorando”.

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E ha concluso poi l’intervista commentando uno degli argomenti più caldi delle ultime settimane, l’ipotesi Superlega: “Per risolvere il problema legato al Covid-19 bisogna analizzare tutti gli aspetti. Dobbiamo pensare ai prossimi quattro-cinque anni e guadagnare pubblico, non solo attraverso le televisioni, ma anche tramite cellulari o altri dispositivi. Dobbiamo raggiungere i consumatori, a prescindere dalla cultura e dalla zona di provenienza. Bisogna utilizzare la tecnologia in modo saggio. Non stiamo dicendo che la tv non sia importante, ma vorremmo arrivare in tutto il mondo tramite le nuove piattaforme e incrementare la nostra presenza in Asia e in America. Questo può portare a nuovi guadagni”.

“Sono sempre favorevole all’idea di evolverci come sistema calcio. Penso che dobbiamo rendere i nostri prodotti più internazionali, adatti al pubblico di diverse culture e alle nuove generazioni. Gli orari delle partite di Serie A spesso non sono adatti per quei consumatori che devono svegliarsi alle 3 o alle 6 del mattino, quindi dobbiamo pensare a come modulare l’offerta”.