in

Italia, 13 Novembre: morte e rinascita. Dalla delusione all’Europeo

Italia esclusa ai Mondiali
Italia esclusa ai Mondiali

Una delusione così forte e storica non poteva che arrivare nel mese che da tutti è definito come “il mese dei morti”. Un’etichetta scomoda che, di fatto, impone a questo periodo dell’anno sentenze pesanti, definitive e senza possibilità di recupero ma per fortuna nello sport, e soprattutto nel calcio, il tempo può mitigare e cicatrizzare le ferite più atroci e più profonde.

Il 13 novembre era il giorno in cui, non la Nazionale, ma la Nazione non si qualificò al Mondiale russo. Sì, non fu la squadra a perdere il treno ma tutta Italia perchè, come disse l’eccentrico Pochesci, poco dopo la sconfitta nella gara d’andata, “senza qualificazione perdiamo tutti”. E così fu. Quel giorno tutti tradimmo i più importanti paradigmi dello sport e del calcio: mai sottovalutare l’avversario e giocare le partite fino all’ultimo.

Eravamo convinti di farcela. Eravamo convinti di passare il turno contro una squadra modesta e senz’altro inferiore a quelle che erano le nostre possibilità e le nostre qualità. Quel giorno, però, il funerale fu la cosa più giusta perchè, non solo sbagliammo tutto, ma tradimmo la nostra striscia infinita che, a dire il vero, già nel 2010 e nel 2014 sembrava aver preso una bruttissima piega.

Quella batosta di tre anni fa probabilmente fu la fine naturale di un processo che ci aveva visto già in passato perdere colpi. Probabilmente non eravamo pronti ed eravamo la Nazionale meno europea e più provinciale che ci fosse in circolazione. Le batoste, gli incidenti di percorso, però, servono a questo: a crescere e a cambiare. Da lì in poi non ci siamo mai fermati e la Nazionale sembra essere tornata quella di una volta.

LEGGI ANCHE  Tanti Auguri mister Mancini! Un vincente in campo come in panchina

Una squadra che coinvolge, diverte, piace e gioca al calcio. Mancini ha rimesso al centro del campo il pallone e non il blasone delle nostre 4 stelle presenti sulla maglia. Il nostro è tornato ad essere un calcio “pallone-centrico” che fa del divertimento e del gioco la sua missione. Questa Nazionale piace, convince e promette bene ma il merito non può essere di un uomo; esattamente come tre anni fa i demeriti non erano solo di Giampiero Ventura.

LEGGI ANCHE  Tanti Auguri mister Mancini! Un vincente in campo come in panchina

La Svezia è un capitolo chiuso che non fa più male ma che deve rimanere lì da monito per le generazioni future. Siamo l’Italia e dobbiamo rialzarci perchè questa è la nostra storia. Dobbiamo farlo ripartendo dalle sconfitte e dalla paure di un passato che, a ripensarci, fa venire ancora gli incubi. Per aspera ad astra, a Coverciano incorniciamo le lacrime di tre anni fa per capire quanto delusioni possano ancora fare male.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading…

0

Vota Articolo

526 points
Upvote Downvote
Euro 2020

Euro 2020, Pandev fa la storia: ecco i gironi

Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter

Calciomercato Inter, Marotta studia Europa: pronti i nuovi Top Player