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Italia, la rinascita della nazionale senza un bomber. Sognare è possibile?

Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale
Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale

Con la vittoria sulla Polonia, l’Italia si è ripresa il comando del Gruppo 1 e vede le Final four, anche se prima ci sarà da battere la Bosnia di Edin Dzeko.
A distanza di 3 anni da quella fredda sera milanese dove la nazionale fallì clamorosamente l’appuntamento mondiale, e che rappresenta forse il punto più basso della storia azzurra, oggi sembrano essere cambiate molte cose.

Italia, perché non sognare? Gli equilibri sono instabili

Negli ultimi 5 anni gli equilibri internazionali sono spesso variati, con 2 eccezioni particolari. Dal 2016, anno nel quale il Portogallo sconfisse la Francia nella finale degli Europei, al Mondiale 2018 che vide trionfare i transalpini, arrivando alle Final four di Nations 2019 vinte dai lusitani; si nota come siano il Portogallo di Cristiano Ronaldo e la Francia con i suoi campioni le selezioni nazionali più costanti. Al loro fianco si sono susseguite diverse comparse come la Croazia ai Mondiali o l’Olanda, la Svizzera e l’Inghilterra nelle Final fuor dell’edizione precedente.

Ecco perciò che stilare una classifica delle migliori nazionali al momento sembrerebbe assai complicato. Davanti a tutti rimarrebbe la Francia, campione del mondo in carica; ma al suo seguito si potrebbe parlare per giorni. Le statistiche direbbero il Belgio di Dries Mertens e Romelu Lukaku, ma nonostante i dati impressionanti, i Diavoli Rossi sembrano ancora non essere riusciti a staccarsi l’etichetta di eterna incompiuta: giocano bene, hanno giocatori importanti, ma al momento del grande salto, falliscono.

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Diverso discorso per la Germania e la Spagna, ancora dei cantieri aperti nel loro intento di ringiovanire la rosa. Ecco perché con un gruppo di ragazzi così affiatato e la mancanza di una vera nazionale top, sognare in grande è diventato lecito.

Belotti
Belotti, attaccante del Torino e della nazionale italiana

Italia, serve davvero un bomber? La storia insegna diversamente…

Dall’arrivo in panchina di Roberto Mancini, l’Italia ha una media gol (2,3) inferiore soltanto a quella del Belgio. Nonostante il dato sia di buon auspicio, i goleador sono Belotti e Jorginho rispettivamente a 5 centri. Mancanza di un bomber internazionale quindi?
Troppo spesso, quasi sempre avremo pensato: “ne potevamo fare di più”; “Immobile e Belotti nei club segnano molto ma vedono azzurro e si bloccano”; “Se avessimo Lukaku, Ronaldo o Kane…” .Con i se e con i ma nessuno ha mai risolto niente.

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La storia della nazionale azzurra dimostra che gli azzurri non hanno mai avuto un vero e proprio bomber. E sono i numeri a confermarlo: il miglior marcatore in maglia azzurra rimane ancora un certo Gigi Riva, con il calendario fermo al 1973, quando nell’ultima partita in nazionale segnò il suo 35° gol. Com’è possibile allora che una squadra senza un vero cannoniere sia riuscita a conquistare ben 4 mondiali e 1 europeo? Semplice: la forza del gruppo.

Luca Toni
Luca Toni, ex centravanti della Nazionale

Esempio limpido i Mondiali del 2006: nonostante la vittoria i migliori cannonieri azzurri furono Marco Materazzi e Luca Toni con 2 sole marcature. Con i se e con i ma, si potrebbe anche finire per pensare che se avessimo avuto dei bomber da decine e decine di gol molte soddisfazioni non sarebbero arrivate. Messi con la sua Argentina è ancora alla ricerca del suo primo trofeo, ad esempio. L’italia ha sempre dimostrato di saper gestire le reti. Non è solita a goleade, ma quando serve, non si sa da chi, il gol arriva sempre. Meglio vincere sei partite per 1-0, che vincerne una sola ma 6-0.

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