Juventus, Esclusiva Fn24: Bruno Garzena, il Falco di Venaria si racconta in esclusiva (VIDEO)

Bruno Garzena, il Falco di Venaria in un'intervista esclusiva FN24. L'abbiamo raggiunto al Circolo della Stampa Sporting Club di Torino, luogo significativo, per farci raccontare la sua storia, visti i suoi 86 anni appena compiuti.

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Juventus, Garzena: il Falco di Venaria si racconta e ci regala uno spaccato d’altri tempi

Uomini d’altri tempi hanno segnato la storia del calcio italiano. Se prendiamo ad esempio gli anni del dopo guerra, gli anni 50, scopriamo personaggi che hanno contribuito alla grandezza dei maggiori club che oggi conosciamo. Uno di questi è stato il Falco di Venaria: Bruno Garzena. Il difensore che ha militato in diverse squadre, ma che per ben tre volte nella sua carriera è tornato alla Juventus. E’ lui, ad esempio, il terzino sinistro bianconero che conquista la prima stella nel 1958. L’abbiamo raggiunto al Circolo della Stampa Sporting Club di Torino per farci raccontare la sua storia, visti i suoi 86 anni appena compiuti.

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Bruno Garzena

Garzena, una carriera, più squadre, un unico amore

Bruno Garzena nasce a Venaria, nel 1933. Nel settembre del 1945 inizia a giocare nelle giovanili della Juventus, dove vi si sviluppa. Va agli allenamenti in bicicletta, quando non lavora nel negozio di famiglia. Un calcio di altri insomma. Gioca per una cosa sola: divertirsi. Siamo lontani dal modello contemporaneo di calciatore. A quei tempi, come ci spiega chiaramente Garzena, si giocava per quel solo motivo, lontano dagli ingaggi da capogiro. Esordisce nella Juventus nel 1952 in prima squadra a diciannove anni. Un combattente che conquista con una squadra ruggente gli scudetti 1957-58 e 1959-60, con Boniperti, Charles e di Sivori. Ruolo terzino, un mastino insuperabile e temuto. Giocò anche una stagione all’Alessandria, in Serie B. Poi, come detto, la Juventus per cui vestì la maglia per sei stagioni consecutive, vincendo due scudetti e due Coppe Italia. Nel 1960 fu temporaneamente ingaggiato in prestito dal Lanerossi Vicenza, facendo ritorno alla Juventus nella stagione 1961-1962. Successivamente vestì le maglie di Modena e Napoli, concludendo la carriera all’Ivrea. Il 23 marzo 1958 esordì in nazionale maggiore, a Vienna, in una gara di Coppa Internazionale contro l’Austria, l’unica esperienza in Azzurro.

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Bruno Garzena in azione / Foto Il Pallone Racconta

Juve, Garzena: un uomo d’altri tempi, proiettato verso il futuro

Ancora oggi ispira caparbietà e forza. I capelli bianchi hanno preso il posto di quelli corvini, ma gli occhi sono gli stessi: ti si ficcano addosso proprio come quelli di un falco gentile che ti scruta. Ciò che colpisce della storia di Bruno Garzena è il suo percorso. Dal basso, con le umili origini di una famiglia di lavoratori. Ha lasciato presto la scuola per aiutare nell’attività di famiglia dopo alcuni problemi di salute del padre. Ha iniziato a giocare e si è fatto valere tanto che Agnelli gli chiedeva spesso di non pressare troppo certi attaccanti avversari, di farli giocare un po’, per poterli valutare per possibili acquisizioni. Un corpo statuario lo caratterizzava, senza bisogno di troppi allenamenti. Un muro nella difesa di una Juventus che aveva iniziato la sua cavalcata verso la leggenda che oggi si conosce, formata da personaggi iconici e a cui si fa ancora riferimento.

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