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Juventus, Dybala croce e delizia: un gioiello in naftalina

Paulo Dybala attaccante della Juventus @imagephotoagency
Paulo Dybala attaccante della Juventus @imagephotoagency

Paulo Dybala, croce e delizia. Un’espressione entrata stabilmente nel linguaggio comune e nell’immaginario collettivo attraverso La Traviata, capolavoro lirico partorito dal genio di Giuseppe Verdi. “A quell’amor ch’è palpito dell’universo intero, misterioso, altero, croce e delizia al cor”, si rivolge così Alfredo all’amata Violetta nel duetto che anima la quinta scena del primo atto. Vita e morte, odi et amo come nel più classico dei carmi catulliani, un binomio che attraversa tutta l’opera di Verdi dalla vita campagnola vissuta felicemente dai due innamorati fino all’inevitabile separazione e alla tragica morte di Violetta per tisi.

Non è certo così drammatico e nefasto il rapporto tra la Juventus e il fuoriclasse originario di Laguna Larga, che in bianconero però ha vissuto come sulle montagne russe. L’arrivo trionfale a Torino al termine dell’ennesima sfida di mercato con l’Inter, l’assegnazione della numero 10 di Del Piero, la quasi cessione in Premier League, il rilancio con Sarri e il rapporto controverso con Pirlo. Non si è fatto mancare niente, insomma, U picciriddu, come amavano chiamarlo i tifosi del Palermo per la faccia pulita e l’espressione spensierata tipica di un bambino.

Un bambino che, in campo, con la maglia rosanero, diventava improvvisamente uomo con giocate d’alta scuola e un mancino capace di fare innamorare una città intera, già abituata all’infinita classe di gente del calibro di Miccoli, Cavani, Pastore, Ilicic, Zauli o Corini. U picciriddu ma anche La Joya, in italiano il gioiello. Aggiungiamo noi in naftalina visto che, con l’avvento di Andrea Pirlo sulla panchina della Juventus, il gioiellino sembra essere stato lasciato temporaneamente sul fondo di un armadio a brillare al buio.

Juventus, Dybala tra infortuni e rinnovo: i motivi della crisi

Un diamante grezzo sepolto tra le macerie di una miniera che aspetta soltanto di rivedere la luce e ricominciare a scintillare. Un avvio di stagione che è quasi un déjà vu per Paulo Dybala, passato lo scorso anno da emarginato ad eroe in pochi mesi. Ad un passo dal Manchester United, l’attaccante argentino ha puntato i piedi ed è rimasto alla corte dell’allora neo tecnico Maurizio Sarri, trascinando la Juventus verso il nono Scudetto consecutivo. Una firma autorevole quella del classe ’93, che ha illuminato con tutti i suoi carati la manovra bianconera nel periodo più buio e complicato di una stagione spaccata in due e resa imprevedibile dall’avvento del Covid.

Dopo tre mesi di stop, contro il Bologna è Cristiano Ronaldo a sbloccare la gara su calcio di rigore, ma è Dybala a cristallizzare il punteggio sul definitivo 0-2 grazie ad un sinistro dal limite dell’area che si insacca all’incrocio dei pali. Porta diversa, stessa soluzione e tiro imprendibile anche contro il Lecce in una partita rimasta bloccata per circa 53 minuti fino al lampo dell’argentino. Poi lo slalom gigante tra i difensori del Genoa e la discesa libera nel cuore della retroguardia del Torino: tanti paletti in fila che aspettano soltanto di essere superati, immobili e inanimati.

Paulo Dybala attaccante della Juventus @imagephotoagency
Paulo Dybala attaccante della Juventus @imagephotoagency

Il gioco non decolla? Juventus in difficoltà? É sempre il numero diez a sbloccarla e a spianare la strada verso l’ennesimo successo. Una manciata di mesi e l’incantesimo si è interrotto bruscamente. Sotto la guida di Andrea Pirlo, centosessanta minuti complessivi in Serie A, centoquarantasei in Champions League e un gol contro un Ferencvaros non proprio irreprensibile per usare un eufemismo. Senza dimenticare l’errore di gestione che ha permesso alla Lazio di riacciuffare un pareggio insperato in zona Caicedo. Un errore che riassume e semplifica una condizione fisica e psicologica non ottimale.

Reduce dal doppio infortunio che ne ha condizionato il finale di stagione, Dybala è ancora a caccia di un recupero totale e, soprattutto, della forma migliore, con la mancata partenza per l’Argentina “per problemi di natura genito-urinaria” che potrebbe rivelarsi un toccasana da questo punto di vista. Sotto il profilo psicologico, invece, non aiuta di certo il tira e molla con la Juventus per il rinnovo di contratto fino al 2025: 15 milioni la richiesta dell’argentino, 11-12 quella del club piemontese.

Paulo Dybala, attaccante della Juventus (Photo by @imagephotoagency)
Paulo Dybala, attaccante della Juventus (Photo by @imagephotoagency)

Due aspetti forse secondari rispetto ad una esigenza prettamente sportiva e comune ad entrambi gli attori: da una parte il bisogno manifestato tacitamente da Dybala di sentirsi al centro del progetto, dall’altra la necessità questa volta abbastanza esplicita della Juventus di rendere la manovra meno piatta e prevedibile. In fin dei conti ad un gioiellino, per non opacizzarsi e perdere brillantezza, occorrono cure, attenzioni, una bella lucidata ogni tanto e un raggio di luce che gli permetta di tornare a splendere e incantare sotto gli occhi di tutti.

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