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Juventus, a centrocampo si salvano in due

Juventus, è successo di nuovo: la Lazio regina di Coppa

Juventus, ancora non funzioni: le responsabilità sono di Sarri

È successo di nuovo e ancora contro la Lazio. La Juventus va incontro alla sua seconda sconfitta stagionale e lo fa meritando di non ottenere il risultato sperato. Un altro 3-1, che stavolta fa più male, perché di mezzo ci passa un trofeo. Una sfida che ha evidenziato in toto i problemi della Vecchia Signora e dell’idea di Sarri, aldilà delle scelte iniziali e del tridente. Già, perché non sono gli uomini a fare piccoli o grandi i bianconeri, ma un atteggiamento remissivo e una disposizione rivedibile.

La base delle difficoltà zebrate sta innanzitutto nel modulo. La squadra è estremamente maldisposta sul terreno di gioco: in fase offensiva manca l’ampiezza e l’imprevedibilità che gli esterni possono dare alla manovra. Così facendo, la fase difensiva della squadra avversaria sarà sempre concentrata a coprire gli spazi centralmente, in modo da creare un muro addosso al quale la Juventus andrebbe a sbattere di continuo. Ma non solo: i problemi sono evidenti anche nel reparto arretrato. I singoli centrano ben poco, perché gli errori fanno parte del calcio, di tutti i giocatori, compresi quelli più forti. Centrocampisti in ritardo nelle chiusure delle linee, terzini che a loro volta tardano nelle uscite sugli esterni avversari e l’esagerata compattezza in larghezza. Un cambio di gioco è capace di scardinare qualsiasi schema difensivo preparato, in un calcio che non può essere fatto solo di tattica.

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Sappiamo quanto Sarri possa essere affezionato ai suoi schemi, provando a prevedere qualsiasi situazione e studiando una soluzione per ognuna di esse. Parafrasando Allegri, però, il calcio è fatto di condizioni atmosferiche differenti, terreni di gioco da rimbalzi più o meno regolari, giocatori in forma e fuori forma, contrasti, falli, condizioni psicologiche. In questo sport, quanto contano gli schemi?

Il vero problema è che, anche dovessero effettivamente avere un peso specifico importante, non sarebbe certo questo il modo di metterli in pratica. Facendo riferimento alla fase difensiva, anche l’atteggiamento è sbagliato, soprattutto per quanto riguarda la difesa di posizione. Il primo gol biancoceleste è la fotografia dei problemi del pacchetto arretrato di Maurizio Sarri, che non può continuare a difendere in maniera così remissiva sul possesso altrui: anche in questo caso un cambio di fascia ha causato gravi difficoltà alla retroguardia, che ha finito per subire gol. L’ex Napoli ha bisogno di farsi un esame di coscienza e capire finalmente che il problema è il suo integralismo: così non va.

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Lazio, stai diventando grande: per Inzaghi vittoria meritata

Lazio
La Lazio alza al cielo la Supercoppa Italia

La Lazio, di contro, ha seriamente meritato questa vittoria. Stavolta, più del match scorso, la squadra di Inzaghi ha dimostrato una superiorità soprattutto tattica sull’avversario grazie ad un’ottima lettura del tecnico piacentino. I due esterni su tutti sono stati la vera spina nel fianco della difesa bianconera, che più volte si è fatta sorprendere da Lulic e Lazzari. Ottima anche la partita giocata dal pacchetto arretrato delle aquile, complice attivo delle poche occasioni create dalla Juventus. Ma ciò che impressiona di più è certamente il lavoro del centrocampo.

Otto vittorie di fila non arrivano certamente per caso, ma sono dettate da un ordine e da una compattezza sorprendente. Non è più la Lazio spregiudicata degli ultimi anni, quella che conduceva un’ottima fase offensiva a discapito di enormi disordini difensivi. Luis Alberto inventa, Milinkovic-Savic si inserisce, Lucas Leiva copre, lega e dà equilibrio. La Lazio ha finalmente trovato il bandolo della matassa, soprattutto con una mediana dinamica e sempre disposta al sacrificio nella doppia fase. A completare l’opera, un Correa che, con la sua fantasia e la sua tecnica, funge da collante tra centrocampo e attacco.

Grande, anzi grandissima, anche la partita di Ciro Immobile. Lui che sa dare profondità e che non si risparmia mai in entrambe le fasi. Corre e fatica, ma non perde mai lucidità nei momenti cruciali delle partite. Nonostante sia ancora a secco contro la Vecchia Signora, il centravanti napoletano è utile per liberare spazi ai suoi compagni, che sfruttano sempre meglio i suoi movimenti.

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L’evoluzione è arrivata, però, soprattutto dal punto di vista psicologico. Una squadra affamata, che gioca col coltello fra i denti e sa soffrire quando è il momento. Un gruppo che ha ben chiaro l’obiettivo e dà il massimo sempre, in ogni partita. Inzaghi ha quel che si merita, così come il resto della squadra: il primo trofeo stagionale va alla Lazio, che ora insidia anche il primo posto in campionato di Juventus e Inter. 

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