Juventus, la svalutazione dell’impresa: Allegri sotto accusa

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Juventus, gli esperti dello spettacolo e la critica ad Allegri

JUVENTUS SERIE A ALLEGRI / Il campionato di Serie A è dominato da una squadra, la Juventus, il cui allenatore Massimiliano Allegri insegna a non giocare, affidandosi solo ai singoli campioni per vincere le partite. Queste sono le considerazioni di alcuni esperti di calcio.

Analizziamo ora l’andamento di questa stagione, mettendo in evidenza alcuni aspetti più importanti. La Juve sta dominando il campionato di Serie A, avendo vinto 20 partite su 23 e realizzando 49 reti subendone solo 15. Nessuna altra squadra europea è riuscita a fare meglio dei bianconeri, eppure tutto questo non basta. Allegri è considerato il maestro del non gioco e riesce a vincere le gare grazie a Cristiano Ronaldo e company. Sarà vero tutto questo?

L’ipotesi, espressa dai critici del calcio, viene racchiusa nella partita di Coppa Italia contro l’Atalanta. Gara in cui i bianconeri si sono dimostrati incapaci di esprimere un proprio gioco, non riuscendo neanche a opporsi all’agonismo e al pressing dei ragazzi di Gasperini, venendo così travolti. L’ipotesi espressa ha però delle lacune, come i due gol letteralmente regalati dai giocatori di Allegri, il primo da Cancelo e il terzo da De Sciglio. Quindi, due azioni che non sono il frutto di una costruzione corale di squadra, bensì due opportunità sfruttate. Con questo non si vuole sminuire la prestazione spettacolare dei nerazzurri, che dimostrano a ogni partita la qualità del proprio gioco.

Il calcio spettacolo della Dea

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L’Atalanta è una bella realtà del calcio italiano e il suo mentore è Gian Piero Gasperini. La squadra bergamasca, dopo un’inizio stentato, sta dimostrando una qualità fuori dal comune. Dinamismo, verticalizzazioni e pressing, queste le armi della Dea che hanno messo in difficoltà tutte le grandi del calcio italiano.

Contro la Juventus, il mago Gasperini ha messo in campo una squadra aggressiva che, grazie al pressing, prodotto per tutti i 90 minuti di gioco, è riuscito a mandare in confusione i bianconeri. Come dice lo stesso Gian Piero Gasperini  “per giocare contro i campioni d’Italia devi togliergli l’ossigeno”. Nella gara di coppa il mago Gas è riuscito nell’impresa di battere la Vecchia Signora, così come in altre partite con le big. Con la Roma, a esempio è riuscito nell’impresa di recuperare un passivo di tre gol. Anche con il Napoli ha sempre espresso un buon calcio, confermando di essere ormai una bella realtà.

L’unico rammarico è dato dalla precoce eliminazione europea, poiché l’Atalanta poteva affermarsi anche in Europa League. Il vero segreto del mago Gas sta nel saper trovare gli equilibri in una squadra sempre nuova. L’Atalanta, infatti, ogni anno vende i prezzi pregiati per comprare degli illustri sconosciuti e il tecnico riesce ad assemblarli in modo da poter giocare bene e in poco tempo.

Il calcio spettacolo e le altre big

Ma se la Juventus di Massimiliano Allegri viene aspramente criticata, perché non esprime un calcio spumeggiante, le altre big non stanno meglio. Anche il Napoli, infatti, non sta mostrando un grande calcio. Sicuramente è più pratico rispetto allo scorso anno, ma non esprime più il calcio spettacolare di Maurizio Sarri. La Roma di Di Francesco non riesce a trovare il giusto equilibrio e alterna ottime partite ad altre meno. Gli esempi sono forniti dalle partite con l’Atalanta, in cui si è fatta rimontare ben tre gol e dall’ultimo impegno di Coppa Italia con la Fiorentina, in cui venne travolta con ben sette gol. L’Inter, dal canto suo, continua a dimostrare la sua incapacità a ritornare ad alti livelli, dimostrando la sua immaturità oltre a una carenza di organico importante. Mentre il Milan sta vivendo un momento storico particolare e il cantiere è ancora aperto.

Non bisogna tralasciare il fatto che, nell’arco di una stagione, non si può giocare sempre al massimo. La vera forza di una squadra sta nel saper dosare le forze, anche all’interno della stessa partita. Molti critici tralasciano questi dati importanti. Lo stesso Napoli spettacolare di Maurizio Sarri, nella scorsa stagione, in alcune gare non ha espresso un bel gioco e in altre, come con il City, ha giocato bene ma ha perso, quindi, uno spettacolo fine a se stesso. Anche il Barcellona o lo stesso Manchester City non si esprimono sempre al 100%, però la Juve viene criticata.

Allegri e il gioco che non c’è: la critica è inesorabilmente negativa, ma…

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Massimiliano Allegri è al comando di una squadra di campioni e di fuoriclasse, e sta compiendo delle vere e proprie imprese calcistiche. In quattro anni ha vinto 4 scudetti e 4 Coppe nazionali, arrivando per ben due volte in finale di Champions, perdendo contro due squadre di gran lunga più forti. Sia il Barcellona sia il Real Madrid, infatti, hanno dominato la scena europea per più di dieci anni dividendosi la gloria, con qualche intermezzo tedesco. Eppure la Juve viene considerata, dai critici italiani, una squadra di leoni in patria e di pecorelle in Europa. Questo accade quando non si conoscono i valori di un’impresa del genere o si cerca di sminuire il lavoro di altri.

Antonio Conte lasciò la Juventus perché considerava quei giocatori non all’altezza della Champions League, affermando che: “E’ come entrare in un ristorante da 100 euro e pretendere di pagare con 10 euro”. Massimiliano Allegri, proprio in quell’anno, riuscì nell’impresa di arrivare in finale di Champions, perdendo contro il Barcellona. I critici però non sono contenti e affermano che se, quest’anno, la Juventus non vince la Champions ha fallito. Come se fosse tutto facile. Ma, il Real Madrid, il City, il Psg, il Barcellona e l’Atletico Madrid sono più scarse della Juve?

Cercando di analizzare la situazione attuale, e considerando le voci che vogliono la Vecchia Signora maestra del non gioco e del possesso palla stucchevole, poniamo delle domande. La Dea, che ha giocato divinamente nella partita di Coppa e che viene osannata per il bel gioco espresso con i bianconeri, si esprime sugli stessi livelli in tutte la partite? La soluzione a  tutte le critiche, le possiamo trovare mettendo a confronto la gara interna con il Parma e quella esterna con il Sassuolo. Con i Ducali, i ragazzi di Allegri hanno giocato una buona gara, ma hanno subito troppo nel reparto arretrato. Con il Sassuolo, invece, dopo i primi venti minuti, hanno espresso un bel gioco travolgendo gli emiliani senza subire alcun gol. Dove sta, quindi, la verità?

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