Massimiliano Allegri, ex allenatore della Juventus @Image Sport
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Juventus, l’ombra di Allegri su Pirlo: Napoli ultima spiaggia

Dopo nove anni ricchi di successi (17 trofei totali), la Juventus è al momento quarta in attesa del recupero contro il Napoli. L’obiettivo ora è la qualificazione in Champions League

Juventus-Napoli decisiva per Pirlo

Pirlo o non Pirlo? Allegri o non Allegri? Bel gioco o concretezza? Ultimamente in casa Juventus ci si preoccupa troppo di ciò che era e di ciò che sarà, senza pensare invece all’attualità, al presente, a quello che di drammatico – sportivamente parlando – sta accadendo. Dopo nove stagioni ricche di successi, dove tra Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa sono stati conquistati 17 trofei, la regina del calcio italiano sembrerebbe aver perso la propria corona. Disattenzioni, mancanza di cattiveria e assenza di idee sono i principali ingredienti della Juventus di Andrea Pirlo, il Maestro che sin qui – dopo 28 giornate – ha ottenuto solamente 56 punti, 13 in meno rispetto a Sarri e 19 rispetto ad Allegri. Troppo poco, dunque, per colui che avrebbe dovuto dare nuova luce ai colori bianconeri.

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Pirlo innocente, l’errore è della dirigenza

Parlare di Andrea Pirlo non è per nulla facile, soprattutto in una situazione come questa. L’ex centrocampista di Inter, Milan e Juve ha ereditato una realtà complicata e per nulla semplice da gestire da Sarri, allenatore esonerato nonostante la vittoria dello scudetto. A prescindere dalle possibili divergenze iniziali, però, 56 punti in 28 partite sono troppo pochi e non lasciano alcun margine di dubbio: Pirlo non è – così come non lo era ad inizio stagione – ancora pronto a vestire i panni del grande allenatore e i risultati lo confermano. Otto pareggi e quattro sconfitte per un totale di 28 punti persi, di cui 16 contro Crotone, Verona, Benevento, Fiorentina e Torino, squadre – almeno sulla carta – nettamente inferiori, e 12 negli scontri diretti contro Roma, Lazio, Atalanta, Inter e Napoli, mancando di cattiveria nei momenti decisivi. Quella di Pirlo è una squadra senza idee, senza gioco, che scende in campo confusa, con poca attenzione e poca personalità, vittima dei propri errori e incapace di reagire, caratteristiche mai presenti negli ultimi nove anni.

Andrea Pirlo, allenatore della Juventus @ Image Sport
Andrea Pirlo, allenatore della Juventus @ Image Sport

Al momento i bianconeri occupano la quarta posizione, a -12 dalla vetta presidiata dall’Inter di Conte. Mai così male dai tempi di Del Neri, che mancò addirittura la qualificazione in Champions League terminando il campionato da settimo, prima della rivoluzione attuata proprio da Antonio Conte.

In queste ultime dieci partite la Juventus deve esclusivamente pensare a terminare il campionato tra le prime quattro, qualificandosi almeno per la prossima Champions. Mancare l’accesso alla massima competizione Europea, dieci anni dopo l’ultima volta, rappresenterebbe infatti un vero e proprio dramma per l’ambiente bianconero, anche e soprattutto dal punto di vista economico visto il periodo di profonda crisi. Fortunatamente, per Pirlo, le avversarie sembrerebbero non avere intenzione di intensificare il passo, permettendo dunque ai bianconeri di restare in corsa. Le prossime partite vedranno Ronaldo e compagni impegnati contro Napoli, Genoa, Atalanta, Parma, Fiorentina, Udinese, Milan, Sassuolo e Inter, squadre dure da affrontare, ostiche, specialmente in queste condizioni.

Cristiano Ronaldo e Andrea Pirlo, attaccante e allenatore della Juventus @imagephotoagency
Cristiano Ronaldo e Andrea Pirlo, attaccante e allenatore della Juventus @imagephotoagency

Ad oggi il problema non può però essere il singolo allenatore. Sarebbe superficiale e completamente sbagliato incolpare Andrea Pirlo per la scarsa efficienza della Juventus. I principali responsabili di questa pseudo disfatta – probabilmente – non possono nemmeno essere individuati sul terreno di gioco, bensì in tribuna, tra la dirigenza. Da due anni a questa parte, infatti, Paratici e Nedved hanno difficilmente preso scelte corrette, mostrando confusione anche nelle scelte di mercato.

Il possibile ritorno di Max Allegri

Massimiliano Allegri – senza se e senza ma – è l’allenatore italiano più bravo del momento, nonostante i (quasi) due anni di inattività. A confermarlo sono i numeri: ovunque sia stato ha lasciato il segno. Siamo però sicuri che un suo ritorno gioverebbe alla Juventus? La minestra riscaldata – si sa – non è mai buona, anche se – bisogna ammettere – con le scarpe vecchie si cammina molto meglio. Tuttavia, un possibile ritorno di Allegri rappresenterebbe una chiara ed evidente sconfitta da parte della dirigenza che, dopo l’eliminazione in Champions League contro l’Ajax nel 2019, decise di cambiare, di dare significato ad un qualcosa che non appartiene al calcio: la bellezza del gioco. Quella del tecnico livornese era una macchina perfetta, spietata, che non dava scampo agli avversari. In un modo o nell’altro i bianconeri erano in grado di vincere, anche quando sembrava impossibile, anche quando nessuno ci credeva più.

Allegri, oltre ai cinque Scudetti e alle quattro Coppe Italia su campo Nazionale, è stato capace di imprese incredibili anche in Europa, restituendo all’ambiente solidità, concretezza e personalità, giocando addirittura due finali di Champions in cinque anni. Dal suo addio la Juve è stata eliminata per due anni consecutivi agli ottavi di finale contro Lione prima e Porto poi. Un caso? Assolutamente no. Allenatori così sono in grado di invertire la rotta, di dare speranza dove speranza non c’è, facendo la differenza in tutto e per tutto. “Quello che conta nella Juventus è il risultato, non se giochi bene: l’importante è vincere”, spiegava in esclusiva ai nostri microfoni Claudio Gentile, descrivendo perfettamente l’indole bianconera. E allora perché Allegri – il tecnico più vincente nella storia della Juve – è stato esonerato come uno dei tanti? Perché in questo Paese – quando si parla di pallone – non ci si accontenta mai, pretendiamo sempre di più perdendo di vista l’obiettivo principale, quello della vittoria, fino a ritrovarci con nulla di fatto, con un castello che ora viene assediato da chiunque e con estrema facilità (vedi Benevento).

Allegri, ex allenatore della Juventus
Allegri, ex allenatore della Juventus

Parlare ora di un possibile suo ritorno è difficile, solo il tempo potrà fornire maggiori risposte. Sicuramente, nel caso in cui la Juventus perdesse anche contro il Napoli il 7 aprile, le percentuali di rivedere Allegri nuovamente sulla panchina bianconera aumenterebbero notevolmente.

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