Real Madrid, Zidane e Ramos in bilico: la stagione passa dalla Champions League

Perez spazientito dalla gestione Zidane tra mercato e figuracce di coppa

Il netto successo contro il Valencia tra le mura amiche di Valdebebas ha restituito al Real Madrid la continuità persa nel mese di gennaio. La truppa di Zinedine Zidane ha adesso messo in fila tre vittorie consecutive in Liga, un tentativo di rimanere in scia dell’Atletico Madrid, il quale appare però ormai spedito verso il trionfo in campionato. Sono infatti ancora 5 i punti che separano le due società della capitale spagnola, con ancora due partite da recuperare per i Colchoneros. Una situazione di classifica che frena i sogni delle Merengues di bissare il titolo ottenuto la scorsa stagione ma che verosimilmente permetterà di concentrare il massimo sforzo nella vera terra di conquista del tecnico francese: la Champions League.

L’ultima Champions League vinta dal Real Madrid: i festeggiamenti della squadra

L’impresa di conquistare tre volte consecutivamente la massima competizione europea non ha ancora saziato la fame di successo del Real, il quale di fronte si troverà l’ostica Atalanta di Gasperini. Un confronto impari a guardare le rose delle due squadre ma sappiamo benissimo come il calcio sia molto più di semplici nomi. Come detto, al Real Madrid, in questa prima metà di annata, è sembrata mancare una continuità di gioco e risultati che hanno difatti già messo in seria discussione la seconda gestione Zidane. L’allenatore francese ha ricevuto pesanti critiche per l’imbarazzante eliminazione in Copa del Rey per mano dell’Alcoyano, squadra di terza divisione spagnola, una sola settimana dopo quella subita dall’Athletic Bilbao in semifinale di Supercoppa Spagnola. Inoltre, a non esser affatto gradito a Florentino Perez, ci sarebbe la gestione di una squadra che sembrava dovesse intraprendere un nuovo ciclo e che invece è in buona parte la stessa dei successi passati di Zidane. Le tante giovani promesse arrivate a Madrid per un motivo o l’altro hanno quasi tutte fallito l’obiettivo di insediarsi in pianta stabile nell’11 dei Blancos e con loro a perdersi sono stati gli investimenti onerosissimi delle ultime campagne di mercato.

Real Madrid-Zidane: il rapporto con i giovani, quanto talento sprecato

La stagione del Real Madrid è stata fin qui molto altalenante, salvo il mese di dicembre durante il cui sono arrivati quasi esclusivamente successi, soprattutto in campionato, la restante parte ha messo in luce le molte difficoltà di Zidane nel trovare la giusta quadra. Anche in Champions League, il girone giocato dal Real è stato tutt’altro che brillante, con la certezza della qualificazione arrivata soltanto all’ultima giornata, anche causa doppia sconfitta contro il modesto Shakhtar Donetsk, giunto poi terzo alle spalle del Borussia Moenchengladbach, sebbene davanti all’Inter. Come anticipato, Zidane ha difatti restituito le redini della squadra alla vecchia guardia: Ramos a guida della difesa, il fedelissimo centrocampo con Modric, Kroos e Casemiro e Karim Benzema al centro dell’attacco.

La figuraccia casalinga contro lo Shakhtar in Champions League
Una sconfitta che fa male al Real Madrid

Una formazione assolutamente strepitosa, con un centrocampo tra i più forti e completi degli ultimi 20 anni, in grado di sollevare per tre volte di fila la Champions League, impresa unica e forse irripetibile, ma certo non più giovanissima. Le scelte dell’allenatore non sarebbero andate del tutto giù al Presidente Perez, il quale sperava di dare vita ad un nuovo ciclo fatto dai tanti talenti approdati nel club spagnolo nell’ultimo anno e mezzo. Eccezion fatta per il disastroso super arrivo di Eden Hazard dal Chelsea, acquistato per colmare il vuoto lasciato da Cristiano Ronaldo ma fin qui in grado soltanto di occupare l’infermeria con continuità, il Real Madrid ha puntato su alcuni dei giovani più talentuosi in rampa di lancio del panorama internazionale. Eder Militao, Luka Jovic, Ferland Mendy, Rodrygo, Valverde, Odegaard, Vinicius Junior, solo per fare alcuni nomi delle numerose promesse del calcio mondiale presenti nella rosa allenata da Zinedine Zidane. Fra questi però, il solo ad essere un titolare inamovibile è Mendy, tra l’altro il più grande di tutti, essendo un classe ’95. Valverde, inizialmente schierato continuativamente da Zidane, ha perso il posto anche causa infortuni, ma sembra comunque improbabile in questo momento che possa sostituire uno fra Modric e Kroos. Jovic ha fallito completamente al Real anche per il poco minutaggio ed è tornato in Germania, Odegaard non è stato praticamente mai tenuto in considerazione ed è stato costretto ad accettare il prestito all’Arsenal per poter giocare, Vinicius e Rodrygo peccano di continuità, Militao è chiuso da Varane e Ramos. Insomma, la gestione dei giovani di Zidane è apparsa totalmente fallimentare, con la vecchia guardia a chiudere la crescita dei tanti giovani presenti in rosa. Un vero e proprio caso riguarda la cessione di due fortissimi esterni di difesa come Theo Hernandez e Hakimi, ritenuti per diverse ragioni non all’altezza ma che certo al Real avrebbero fatto comodo. Zidane ha sempre preferito i “suoi” uomini, tanto da fidarsi ciecamente di un calciatore come Lucas Vazquez, grande professionista e lavoratore ma certo non paragonabile per talento ad altri giovani elementi della rosa.

Klopp, il nuovo sogno di Perez

La panchina di Zidane non sarebbe salda come un tempo e tanto passerà a questo punto dalla campagna europea delle Merengues. Florentino Perez intanto, starebbe valutando un’eventuale sostituzione per iniziare un nuovo ciclo, con un nuovo allenatore, nuove idee di gioco che portino spettacolo al Bernabeu. Il sogno del presidente spagnolo sarebbe, a detta di molti, quello di affidare la panchina a Jurgen Klopp, il quale dopo la stagione difficile a Liverpool, potrebbe anche decidere di accettare una nuova e stuzzicante avventura in Spagna, allenando di seguito due delle società più prestigiose della storia del calcio. Non sono da escludere comunque alternative meno eclatanti come la promozione di Raul Gonzalez Blanco, leggenda dei Blancos e attuale allenatore del Castilla, il quale potrebbe compiere lo stesso percorso di Zidane fino alla prima squadra. Tra i nomi maggiormente circolati anche quello di Julian Nagelsmann, astro nascente della panchina, oggi seduto su quella del Lipsia. Le sue idee nuove e la sua abilità nel far crescere i giovani sarebbe molto gradita, oltre ad essere sicuramente una soluzione coraggiosa. In estate ne sapremo di più, nel frattempo Zidane resta alla guida del Real Madrid con la Champions League unica giudice del suo lavoro.

Jurgen Klopp, tecnico del Liverpool

Sergio Ramos-Real Madrid: siamo ai titoli di coda?

La telenovela più scottante di questi mesi è però senza dubbio la vicenda riguardante Sergio Ramos. El Gran Capitan vedrà il suo rapporto con il Real Madrid scadere a fine stagione, con l’accordo per il rinnovo che appare ogni giorno che passa sempre più lontano dall’essere firmato. Ramos ha osservato dall’alto i suoi compagni passeggiare sul Valencia, causa infortunio e conseguente operazione al menisco. Il centrale della Roja salterà anche il doppio impegno di Champions, un’assenza molto pesante per Zidane, il quale dovrà fare a meno della faro della retroguardia, spesso traballante in sua assenza. Le ultime notizie provenienti dalla Spagna sarebbero tutt’altro che volte ad una positiva chiusura della trattativa. Ramos starebbe infatti ancora valutando il suo futuro e non sarebbe ancora sicuro nel voler continuare la sua carriera nella sua madrepatria. Tra le possibili destinazioni si è parlato di un approdo in un’altra big europea, pronta a garantirgli cifre da capogiro pur di averlo tra le propria fila, con Manchester United e Paris Saint-Germain in prima fila. Improbabile un suo approdo in Italia, per il rapporto costi-età mentre non sarebbe da scartare l’ipotesi Stati Uniti, dove Ramos potrebbe decidere di chiudere la carriera ed iniziare una nuova vita.

Zinedine Zidane, tecnico del Real Madrid

Champions League giudice massimo: Zidane si gioca il futuro

Il passaggio da primi nel girone in Champions League è stato soltanto il primo passo per il Real Madrid di Zinedine Zidane. Nonostante la stagione non sia partita nel migliore dei modi e il campionato appaia compromesso, i Blancos sono ancora dentro la massima competizione europea e l’ostacolo Atalanta è da oltrepassare a tutti i costi per dare un senso ad una stagione resa buia dalle figuracce storiche rimediate nelle coppe nazionali. Sollevare ancora una volta la coppa dalle grandi orecchie sarebbe qualcosa di unico per un gruppo cui gran parte lo ha già fatto per tre volte consecutive, ma non è detto che tutto questo possa salvare la panchina di Zidane. Come detto, Perez non sarebbe affatto contento della gestione della rosa, della mancata valorizzazione di alcuni calciatori e di conseguenza dei ricchissimi investimenti parzialmente perduti. Il Presidente dei Galacticos sognerebbe una rivoluzione che coinvolgerebbe panchina e formazione, per aprire un nuovo ciclo vincente in campo nazionale e internazionale. Per questo motivo la permanenza di Sergio Ramos non sarebbe affatto scontata, un primo passo verso un ricambio generazionale che potrebbe coinvolgere a poco a poco anche gli altri elementi della rosa più “anziani”. Zidane si gioca il futuro al Real Madrid in pochi mesi, una sfida ad alto coefficiente di difficoltà, una sfida galattica per una squadra che vuol dimostrare di poter dire ancora la sua. Zidane-Real Madrid: che “The last dance” abbia inizio.

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