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La legge dei campioni, ognuno fa quello che vuole: i casi di Ibrahimovic e Ronaldo

Il 2 marzo inizierà il Festival di Sanremo e tra gli ospiti ci sarà Ibrahimovic, che si allenerà in Liguria e tornerà a Milano solo per le partite: il Milan però è in un brutto momento

Ibrahimovic e Ronaldo, giocatori di Milan e Juventus
Ibrahimovic e Ronaldo, giocatori di Milan e Juventus

Si dice che i veri campioni si vedono da due aspetti: il primo su tutti è il rispetto per la squadra e i tifosi, il secondo è la prestazione sul campo. Nessuno ha mai avuto dubbi sulle qualità di Ibrahimovic e su quanto sia importante per questo Milan, ma nello stesso momento ci si chiede quanto rispetto stia avendo per la sua squadra. Tra pochi giorni, lo svedese andrà a Sanremo, essendo ospite del Festival della musica che andrà in onda dal 2 al 6 marzo.

In mezzo Milan-Udinese, un match importante specialmente in questo momento della stagione, in cui i rossoneri sono in seria difficoltà dopo alcuni risultati deludenti. Ibra ha promesso che ci sarà, ma solo per la partita, visto che gli allenamenti li svolgerà individualmente a Sanremo, in attesa del match di campionato. La squadra rimarrà senza il proprio leader, libero di scorrazzare in lungo e in largo grazie alla fame da grande campione che lo contraddistingue, presentandosi solamente il giorno della partita. Ma se lo avesse fatto qualcun altro? Domande che non avranno nessun tipo di risposta: l’unica cosa sarà affidarsi alla virtuale legge dei campioni.

Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo, attaccante della Juventus @Image Sport

La legge dei campioni, Ronaldo e la tribuna con la Juventus

Il caso di Ibrahimovic non è un episodio isolato. Anche se di natura differente, qualcosa di simile è spesso avvenuto con Cristiano Ronaldo, che nel corso di questi anni alla Juventus non è stato convocato in alcune partite di basso rilievo, così da poter avere una sorta di “giorno libero“. Il campo, però, ha dimostrato in molti casi che sarebbe bastata una panchina per risolvere alcuni match finiti in malo modo (Crotone-Juventus 1-1).

Insomma, quello dei grandi campioni è un vizio che non passerà mai e che li rende immuni da regole societarie di qualsiasi tipo. Ma se anche coloro che dovrebbero dare l’esempio, che dovrebbero aiutare sempre la squadra nel momento del bisogno e che ci dovrebbero essere sempre, alla fine si comportano così, che messaggio viene mandato ai futuri calciatori? Ci aspetta una generazione di giocatori davvero molto complicata.

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