Dzeko e Mayoral, attaccanti della Roma

La Roma brilla, l’attacco preoccupa: Dzeko-Mayoral polveri bagnate

Non è tutto oro ciò che luccica: la Roma ipoteca le semifinali di Europa, ma lo scarso feeling del reparto offensivo con il gol preoccupa Fonseca in vista del finale di stagione

Dall’Inferno al Paradiso: è la solita Roma

Dalle stalle alle stelle, dall’Inferno al Paradiso. La Roma più bella, la Roma più vera della stagione rimonta l’Ajax e ipoteca le semifinali di Europa League. Una squadra fragile ma allo stesso tempo coriacea offre un’immagine a 360° di sè, un gruppo consapevole dei propri mezzi in campo europeo, un gruppo che nel momento in cui stacca la spina scivola nel baratro e rischia di oscurare tutto ciò che di buono è stato fatto in precedenza, come è accaduto di recente in campionato.

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Dal 3-0 con lo Shakhtar al 2-0 contro il Parma, dal 2-2 di Reggio Emilia col Sassuolo all’ 1-2 della Johan Cruijff Arena. Non c’è una spiegazione o forse sì. Bisogna tifare questa squadra per comprenderlo, bisogna essere abituati a questa altalena di emozioni, del resto se l’ultima gioia risale al 2008, se l’ultimo scudetto è datato 17 giugno 2001, se non è mai arrivato un trofeo europeo un motivo ci sarà. E allora va bene così, parafrasando a modo nostro Louis Zamperini, una vita di dolore vale un momento di gloria, a patto che non si dica che un eventuale fallimento sia da attribuire solo ed esclusivamente all’allenatore.

Edin Džeko, attaccante della Roma
Edin Džeko, attaccante della Roma

Dzeko brilla, ma non incide

Nella gelida serata olandese di Amsterdam brilla anche la stella di Edin Dzeko. Il bosniaco, come la Roma in effetti, gioca due partite in una: prestazione sontuosa, importante sul piano della determinazione e del sacrificio; una prova sottotono dal punto di vista realizzativo, il Capitano giallorosso lotta in area di rigore avversaria ma spreca almeno due ghiotte opportunità per far male a Schepers.

L’ingresso di Borja Mayoral a 13′ dal traguardo non cambia la sostanza e se aggiungiamo che il gol vittoria arriva per l’ennesima volta in stagione dal reparto arretrato, il dato diventa ancora più preoccupante. Per arrivare in fondo alla competizione c’è bisogno soprattutto dei gol degli attaccanti, l’Inter in Italia è la prova concreta di quanto siano fondamentali le marcature del reparto avanzato.

Errori difensivi e polveri bagnate: la Roma è settima perchè…

L’ultimo gol di un attaccante giallorosso risale al 14 febbraio in campionato (Pedro contro l’Udinese, circa due mesi fa) e al 18 marzo in Europa League (doppietta di Borja Mayoral nel match di ritorno contro lo Shakhtar Donetsk). Facendo un confronto tra le marcature realizzate dalla squadra di Fonseca, vien fuori una netta supremazia della combo difesa e centrocampo sul reparto offensivo: 37 reti (Pellegrini, Veretout, Mkhitaryan, Ibanez, Mancini) contro le 28 messe a segno da Dzeko, Mayoral e Pedro.

Esultanza Roma al gol di Ibanez contro l'Ajax
Esultanza Roma al gol di Ibanez contro l’Ajax

A deludere sono soprattutto le prestazioni del gigante bosniaco, alle prese con la peggior stagione dal punto di vista realizzativo, al di là degli screzi con l’allenatore e con la dirigenza per la mancata cessione in estate. Male anche Pedro, lontano dagli standard della prima parte di stagione, un capitolo a parte merita invece Borja Mayoral che è andato addirittura oltre le aspettative con 13 reti all’attivo tra campionato ed Europa League.

Lo scarso feeling con il gol del reparto avanzato insieme ai troppi errori commessi dalla retroguardia, le gare contro Sassuolo, Napoli e Parma ne sono la prova lampante, sono le cause principali dell’involuzione dei giallorossi nella seconda parte di campionato. Continuando di questo passo anche il settimo posto potrebbe non essere al sicuro per la Roma.

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