in

L’ambiguità di Christian Eriksen: tra Inter e Nazionale

Christian Eriksen, centrocampista dell'Inter @Image Sport
Christian Eriksen, centrocampista dell'Inter @Image Sport

Christian Eriksen – dopo una lunga trattativa – approda in casa Inter allo scadere del mercato di riparazione di gennaio dell’anno corrente dal Tottenham presentandosi come il grande colpo del mercato nerazzurro che Antonio Conte tanto desiderava.
Il danese sin da subito spende parole al miele per il tecnico: “Conte? Ho avuto modo di conoscerlo quando ero al Tottenham e abbiamo affrontato il suo Chelsea, è stata molto dura. L’opportunità di conoscerlo e di imparare come giocano le sue squadre mi entusiasma. Sono molto felice di poter giocare in Serie A e con una grande società come l’Inter, un club fantastico” dando modo quindi di sperare in un futuro roseo, ma qualcosa non va come previsto.

Eriksen infatti all’Inter è una riserva, nella stagione 2019-2020 gioca complessivamente 700 minuti in campionato, con 8 partite da titolare su 16, in Coppa Italia disputa un match dal 1′ e 2 da subentrante e in Europa League 2 partite da titolare e 4 da subentrante. E la storia quest’anno non sembra diversa, lo stesso mediano, una volta rientrato in patria, afferma: “Ovviamente non è mia intenzione stare in panchina tutto autunno […] spero arrivi il mio momento” dando così adito alle insistenti voci di mercato che vedono il suo futuro lontano dalla Milano nerazzurra.

In campionato effettivamente non gioca da due partite consecutive, contro Real Madrid e Atalanta, quasi confermando il suo ruolo dietro le quinte nelle gerarchie della squadra; è pur vero però che Conte quest’anno non gli ha negato una possibilità di rivalsa – Secondo me sta giocando il giusto. Prendo sempre le decisioni per il bene della squadra” dichiara nella conferenza stampa pre-derby –; Eriksen ha infatti disputato le due gare di Champions contro Borussia Mönchengladbach e Shakhtar Donetsk e cinque giornate di campionato, ma il ventottenne non ha ripagato la fiducia del suo allenatore, collezionando partite sfocate e quasi deludenti.

D’altro canto, non appena giunge in Danimarca sembra un calciatore rinato: 3 gol nelle ultime tre partite giocate in Nazionale, in cui mette in mostra tutto il suo talento e bellezza di gioco, che invece non si ravvisa con la casacca nerazzurra.
Due facce della stessa medaglia: un Eriksen splendente, leggiadro e sinuoso in Nazionale contro un Eriksen sottotono in Italia, ma questa volta l’approccio del calciatore è diverso: la sua meta – e la speranza del suo allenatore – è quella di incanalare gli stimoli che riceve in Danimarca per sfruttarli parallelamente anche con l’Inter. Conte – e con lui tutto l’ambiente Inter – si augura che nel danese possa accendersi un fuoco di rivalsa durante le gare disputate in Nazionale che possa accendere il suo talento definitivamente.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading…

0

Vota Articolo

599 points
Upvote Downvote
Cesare Prandelli, tecnico della Fiorentina

La nuova Fiorentina di Prandelli: riscatto per Vlahovic

Ronaldo Portogallo

Juventus, Cristiano Ronaldo a caccia del nuovo record