Lazio, ESCLUSIVA Belleri: “Champions? La squadra può fare bene. Atalanta? Può vincere lo scudetto”

Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Manuel Belleri, ex Lazio,Atalanta e Udinese, ha parlato dell’inizio della nuova stagione, commentando le prime gare della squadra biancoceleste, soffermandosi sul mancato arrivo di David Villa, il quale, secondo l’ex calciatore, avrebbe distratto la società laziale, portando negatività all’ambiente.

Come ha visto le prime gare della nuova stagione della Lazio di Simone Inzaghi?

“La squadra l’ho vista bene ma non benissimo, secondo me è stata distratta parecchio dalle voci di mercato. Quest’ultimo, essendo stato aperto fino al 5 ottobre, credo che abbia impedito alla squadra di esprimersi al meglio o quantomeno ai livelli a cui ci ha abituato. Penso inoltre che il mancato arrivo di David Villa sia stato recepito in maniera negativa, togliendo parecchia attenzione all’ambiente squadra; il possibile arrivo dello spagnolo, infatti, ha creato parecchie aspettative nei confronti della società e, successivamente, una grandissima delusione non essendosi concretizzato. Sono sicuro che la chiusura del mercato possa tranquillizzare tutti, facendo tornare Inzaghi e giocatori a lavorare con maggiore serenità”.

Si è detto che Lotito non abbia sfruttato al meglio la sessione di mercato estiva per mettere a disposizione del proprio allenatore una rosa adatta a disputare ala prossima Champions League. E’ d’accordo? A questa Lazio manca qualche pedina?

“Devo essere sincero, quando David Villa era vicino alla Lazio, io come tanti altri tifosi, ero molto entusiasta. Il tutto però è saltato, creando delusione verso l’ambiente, e gli altri acquisti effettuati dalla società, fra cui giocatori non troppo conosciuti, sono stati immensamente sottovalutati. I profili su cui Lotito ha deciso di puntare sono molto buoni, purtroppo per i biancocelesti però il mancato acquisto di Villa è risultato un boccone troppo amaro da deglutire”.

Crede che ci sia il rischio, come successe alla fine della scorsa stagione, che questa squadra arrivi, ovviamente se il Covid-19 lo permetterà, a fine campionato con poche energie?

“A livello numerico credo che la rosa sia completa, i sostituti ci sono. I tifosi ovviamente si aspettavano però un nome importante, un grande colpo, come appunto poteva essere David Villa. E’ stato fatto un buon lavoro, è mancato solo un giocatore che portasse tanto entusiasmo attorno alla squadra”.

Come ha visto invece il girone di Champions League della squadra laziale? (Lazio, Borussia Dortmund, Zenti e Club Brugge)

“Tutto sommato Immobile e compagni potranno giocarsela perché hanno le qualità e l’entusiasmo per fare bene, inoltre il mister è in grado di valorizzare i giocatori, facendo esprimere alla squadra un ottimo gioco come dimostrato in passato. Possono fare un ottimo girone e passare il turno. Il Dortmund è un ottima squadra, però perchè non provare a qualificarsi come primi? Questa Lazio può farcela!”.

Restando in tema Lazio e Champions League lo scorso 3 ottobre abbiamo intervistato in esclusiva ai nostri microfoni Ruben Sosa, ex Lazio e Inter, il quale ha spiegato come i biancocelesti abbiano le carte in regola per vincere tutto. E’ d’accordo? 

“Mh… è un pochino… come affermazione è un pochino esagerata… diciamo che hanno la possibilità di fare bene, come hanno dimostrato. La squadra può crescere ancora molto, ma dal crescere al vincere tutto il passo è molto difficile. Credo sia un’opinione condivisa da molti”.

Champions che verrà disputata, per il secondo anno di fila, anche dall’Atalanta. Crede possano ripetere il cammino dello scorso anno?

“Formidabile. Questa squadra è formidabile. Vederla giocare è straordinario perchè lo fanno con una tranquillità ed un entusiasmo incredibile. Ho visto l’ultima gara che hanno disputato ed esprimono un calcio fantastico, sembrava che i giocatori si stessero allenando. Ciò che si è creato a Bergamo è favoloso, non solo per la società che anche a livello economico sta ottenendo grandissimo risultati, ma anche per i risultati e la crescita esponenziale dei calciatori. Possono fare benissimo anche in Champions”.

La squadra di Gasperini può vincere lo scudetto?

“Onestamente penso di sì, è una squadra con una mentalità pazzesca e una rosa molto importante, dimostrandolo anche dopo il lockdown. Sì, penso che l’Atalanta possa realmente vincere lo scudetto!”.

Quando vestiva lei la maglia della squadra bergamasca avrebbe mai pensato che a distanza di dieci anni quest’ultima sarebbe diventata tra le più importanti in Italia?

“No, assolutamente no. Non me lo sarei mai aspettato non perchè non fossero competenti, ma perchè capita che queste società medio piccole facciano una grande stagione grazie a diversi fattori e il campionato seguente invece facciano una fatica enorme, rischiando di retrocedere. Sono molto sorpreso di quanto fatto, hanno trovato in Gasperini un coach straordinario che è stato in grado di trasmettere la propria impronta ai giocatori, facendo la storia dell’Atalanta”.

Osservando le sue due esperienze personali, prima con la maglia della Lazio ed in seguito con quella dell’Atalanta, quali sono i ricordi più entusiasmanti?

“Alla Lazio il contesto e i tifosi erano qualcosa di unico, ricordo ancora le emozioni del Derby. Ho avuto la fortuna di arrivare e riuscire subito a segnare nella Coppa Intertoto, disputando in seguito buone annate. A Roma mi sono sentito un calciatore a tutti gli effetti, come se avessi giocato a Milano o a Madrid, ho ricordi che resteranno per sempre nel mio cuore. A Bergamo invece abbiamo giocato un ottimo campionato con Del Neri, avevamo un bellissimo gruppo”.

Ha nominato Del Neri ma ha avuto anche tanti altri allenatori, fra cui Spalletti, Delio Rossi, Mihajlović, Baldini. Qual è quello con cui si è trovato meglio?

“Ricordo sempre con molto piacere Silvio Baldini perchè è stato mio allenatore ad Empoli e mi ha lanciato poi nel calcio che conta. Con lui ho fatto prima la Serie B e successivamente anche la Serie A, mi ha trasmetto una grandissima mentalità. Spalletti invece l’ho avuto all’Udinese, è una persona splendida, ogni tanto lo sento ancora per telefono, sono stato anche a trovarlo quando allenava lo Zenit. Infine Delio Rossi, il quale ricordo con altrettanto piacere, volendomi a tutti i costi alla Lazio mi ha permesso di vestire la maglia di una grandissima società”.

Spalletti al momento è fermo da due anni. Nel mentre, però, è stato accostato a diverse squadre, tra cui anche alla Fiorentina. Come lo vedrebbe sulla panchina viola?

“Era stato accostato al Milan prima che arrivasse Pioli e quella poteva essere una piazza importante e giusta per il mister. E’ un bravissimo allenatore, credo abbia bisogno di grandi stimoli per fare bene. Ad oggi credo che quella della Fiorentina possa essere una panchina importante per lui, in grado di trasmetterli stimoli e tanta voglia di fare. Al momento a Firenze c’è un ottimo allenatore come Iachini, però credo che se Spalletti avesse la possibilità di firmare per i viola lo farebbe al volo, inoltre è pure vicino a casa sua”.

Restando in tema Fiorentina come ha visto il passaggio di Chiesa alla Juventus?

“I giocatori che passano dalla Fiorentina alla Juventus probabilmente infastidiscono molto i tifosi viola, è stato un colpo molto particolare e per alcune dinamiche mi è dispiaciuto. Sicuramente è comprensibile la scelta di Chiesa perché forse ha visto nella società bianconera un qualcosa di grande e importante per la propria carriera. Sono sicuro che Federico abbia spinto tantissimo per sbloccare la trattativa, non credo che la Fiorentina avrebbe mai voluto cederlo”.

E questa Juventus di Pirlo come la vede? Pirlo sarà effettivamente, come detto da molti, il nuovo Zidane?

“Questo è un grande dubbio, Andrea è stato un grandissimo giocatore ma allenare è completamente diverso, specialmente per chi come lui non ha esperienza. E’ un’incognita pazzesca. Penso che Agnelli creda molto in Pirlo e le prime partite sono state interessanti, buone. I momenti difficili arriveranno, mi auguro che possa fare bene specialmente nella gestione dei grandi campioni, cosa che secondo me sarà fondamentale. Dovrà farsi voler bene ed essere un leader, sono sicuro che abbia le carte in regola per dimostrare il proprio valore”.

Juve di Pirlo che avremmo dovuto osservare contro il Napoli, se solo la partita si fosse giocata. Come ha visto quanto successo nella serata di domenica tra bianconeri, partenopei, ASL e Lega Calcio?

“E’ stato qualcosa di strano, ci sono state delle incomprensioni tra gli organi competenti, probabilmente il Napoli avrebbe dovuto giocare la partita. Sono state scavalcate alcune situazioni, mi auguro che si faccia in modo che in futuro non si verifichino più: verranno messi dei paletti”.

Lei vive a Tokyo, cosa si è detto a riguardo alla vicenda che ha colpito Juventus e Napoli in Giappone?

“Il Covid-19 ha allenato la morsa su tutto, il calcio italiano non ha fatto una brutta figura. Effettivamente la gestione di questo virus è soggettiva, ognuno agisce come meglio crede, qui a Tokyo, ad esempio, la vita sembra normale, sta a me agire consapevolmente per tutelarmi. Ciò che succede in altri Paesi non è visto in modo drammatico, ognuno gestisce il tutto come preferisce in base alle proprie casistiche. Mi auguro che da oggi ci si metta d’accordo in modo che determinati protocolli non siano scavalcati da vari centri competenti”.