Home Calciomercato Lazio, l'inadeguatezza del mercato biancoceleste

Lazio, l’inadeguatezza del mercato biancoceleste

Un'analisi sul calciomercato della Lazio: da Vavro a Jony, l'inadeguatezza delle scelte biancocelesti

Lazio, il calciomercato biancoceleste stenta a decollare

Il calciomercato della Lazio richiedeva una serie di migliorie da apportare in estate alla rosa capitolina, soprattutto dopo l’ottavo posto in classifica dello scorso anno. L’andamento del precedente campionato, che ha visto i biancocelesti veleggiare lontano dalle zone europee, avrebbe dovuto richiamare all’ordine la dirigenza al fine di aumentare la competitività della squadra. Così, però, non è stato, nonostante il calcio di Simone Inzaghi, apprezzato negli anni, abbia fruttato la vittoria di una Coppa Italia e di una Supercoppa Italiana. Da qui, un rapido, quanto critico pensiero sulle effettive possibilità del club capitolino: molto talentuoso in termini di elementi in campo, ma spesso discontinuo in tema di risultati. Per studiare attentamente le mosse del mercato, occorre comprendere i meccanismi tattici utilizzati dall’allenatore in questione. Il modulo prediletto dall’ex attaccante è senza dubbio il 3-5-2, volto a favorire uno sviluppo ampio sulle corsie esterne. L’acquisto di Manuel Lazzari avrebbe dovuto aiutare in questo senso, anche se ad oggi l’ex Spal sembra essere ancora lontano dalle aspettative iniziali.

L’assetto imposto ai propri giocatori prevede un rapido spostamento di palla, dalle retrovie fino al pilastro centrale Ciro Immobile, uno degli attori protagonisti della scena biancoceleste. Ma, nell’estate romana, probabilmente, l’acquisto più importante è costituito dalla permanenza di Milinkovic Savic: autentico faro del centrocampo biancoceleste, nonchè punta di diamante della squadra. Un susseguirsi di racconti, di ipotetiche offerte, hanno mediaticamente posto il serbo su un volo per chissà quale destinazione, ma alla fine ha prevalso la caparbietà del club di appartenenza.

Calciomercato Lazio, la scommessa estiva

La strategia della Lazio, in sede di calciomercato, è sempre stata finalizzata, negli ultimi anni, a pescare un talento ancora non affermato, piuttosto che puntare al botto di mercato. Da una parte la lungimiranza di Igli Tare, abile a scovare l’effettivo valore di un giocatore, basti pensare ai vari Immobile, Correa, Milinkovic e Acerbi, che rappresentano i punti fermi della compagine capitolina; dall’altra le scelte discutibili di Lotito, nel corso di un’estate che ha portato nella Capitale giocatori dimostratisi fino a questo momento poco utili alla causa laziale.

La scommessa per eccellenza prende il nome di Jonathan Rodriguez, detto Jony. Lo spagnolo, prodotto della Masia, cantera del Barça, è sceso in campo soltanto 4 volte. Tra l’altro, confezionando un esiguo bottino di titolarità (14%) di minuti giocati (19%) e partecipazione al gol (0%). Arrivato dopo alcune vicende legali, per 2 milioni di euro, sul documento d’identità presenta una modesta carriera in Liga e caratteristiche perfette per il gioco di Inzaghi. Il rettangolo verde, però, ha dimostrato finora tutt’altro: un esterno avulso dalle idee dell’allenatore e incapace di adattarsi alle caratteristiche tecnico-tattiche di un campionato complicato come la Serie A.

Calciomercato Lazio, un polacco per Inzaghi

Passiamo ad un altro acquisto, Denis Vavro, arrivato dal Copenhagen per oltre 10 milioni di euro. Negli schemi iniziali, il centrale difensivo avrebbe dovuto rappresentare un rafforzamento della linea a tre. Ma ad oggi, anch’egli finisce sul banco degli imputati, in riferimento ad uno scarso rendimento di gioco. Come Jony le presenze effettive sono 4, spalmate tra Europa League e Serie A, mai nessuna da titolare. Il giocatore, che avrebbe dovuto affiancare il leader Acerbi, si è trovato così relegato in panchina, nonostante le premesse facessero ben sperare i tifosi biancocelesti.

Calciomercato Lazio, la nuova idea giunge da una neopromossa

Ad accompagnare la parabola discendente delle trattative laziali è Sofyan Amrabat, accostato al club di Lotito negli ultimi giorni. In termini di presentazione, il marocchino sarebbe un autentico jolly per la formazione biancoceleste. Le sorprendenti apparizioni con la neopromossa Hellas parlano di un giocatore ancora giovane (classe 1996), dall’invidiabile duttilità, schierabile inoltre sia da centrale difensivo che nella zona intermedia. La domanda è, come al solito, se si tratti di un profilo da Lazio. Da una parte è condivisibile una visione rivolta alla crescita quanto al risparmio, ma dall’altra, la mancanza di valide alternative potrebbe portare ad un ridimensionamento degli obiettivi di Immobile e compagnia. L’anno scorso la Lazio uscì clamorosamente dall’Europa League anche per questi motivi: una rosa poco profonda e una ridotta esperienza internazionale. Ad oggi, dunque, la concezione del mondo laziale è completamente lontana dalle più fulgide premesse e da un passato glorioso, che sembra ormai solo un dolce ricordo.

NOTIZIE PER TE

Prima la Juve e la Lazio, poi Inter, Atalanta, Roma e Milan: l’Italia guarda all’Europa… con la mascherina

E' un'Europa diversa, afflitta dal male che ha condizionato l'ultimo anno, che ha minato un'economia già in difetto, che ha condizionato la vita dell'umanità; da piccoli, quando tutto era...

Lazio, Immobile: “Sono felice di aver portato in Champions questa società”

Serata magica per la Lazio di Simone Inzaghi che dimentica la sconfitta di campionato contro la Sampdoria e trionfa nella prima giornata di Champions League contro il Borussia Dortmund...

SOCIAL NEWS