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Le scommesse sul calcio tornano dal 1 luglio. Europei di giugno: perdite per 200 milioni

Il decreto riaperture penalizza le scommesse sul calcio. La ripresa del gioco legale dal 1 luglio dimentica 44 partite su 51 degli Europei di calcio che partono dall’11 giugno

Euro 2021
Euro 2021

Probabile autogol per il governo Draghi nel settore dei giochi e delle scommesse sportive.
Già penalizzato dal Decreto Sostegni che ha sostenuto i lavoratori con pochi aiuti il gioco legale viene ancora messo in difficoltà dalla ripresa annunciata del prossimo 1 luglio.

Una data che, sicuramente, non tiene conto del fatto che l’11 giugno a Roma c’è la partita che dà il calcio d’inizio agli Europei 2021. Evento già rimandato a quest’anno a causa della pandemia iniziata nel marzo del 2020. Se questa data non verrà modificata 44 partite su 51 del campionato verranno lasciate al mercato delle scommesse clandestine, senza possibilità di scommettere nelle sale e nelle agenzie fisiche. Mentre i brand più rappresentativi nel mondo dei siti di scommesse sul calcio continuano a incrementare i propri introiti, gli esercizi fisici continuano a contare i danni.

Perdite stimate di circa 200 milioni

Gli appassionati, solo dal 1 luglio in poi, potranno scommettere sul mercato legale del gaming, nelle agenzie fisiche. Consentite dunque le scommesse sulle semifinali e sulle finali degli Europei. Un danno enorme per il gioco autorizzato dallo Stato che mortifica una manifestazione seguita in tutto il mondo e che avrebbe fatto respirare il settore in crisi da circa un anno.

Fabio Schiavolin, amministratore delegato di Snaitech, parla della scelta del 1 luglio come di una decisione così stupida da ricordare l’inaugurazione di una gelateria nel mese di novembre. Le scommesse di calcio, fuori dalla fase a gironi degli Europei, rappresentano perdite per circa 200 milioni di euro.

Pensare, però, che in questo anno di chiusura non si sia affatto giocato è un errore. I dati della Guardia di Finanza e dell’agenzie delle Dogane e dei Monopoli ha stimato tra i 10 e i 20 miliardi di euro le entrate del gioco illegale. Si parla di una perdita, invece, di circa 6 miliardi di euro per l’Erario nel 2020 e di 631 milioni di euro nel primo trimestre del 2021. Cifre immense in un mercato già azzoppato dalla pandemia.

Mercato legale a macchia di leopardo in tutta la penisola

Favorire il mercato illegale delle scommesse non è il solo problema. Si somma, infatti, al caos della ripresa del gioco legale che varia da regione a regione. Il 7 giugno si prevede che almeno 6 regioni passino dalla zona gialla alla zona bianca, quindi in un regime di totale normalità. Questo significa offrire il gioco legale a macchia di leopardo. Ci saranno alcune regioni in cui sarà autorizzato giocare e altre in cui non si potrà ripartire.

Con un evento così importante come gli Europei alle porte si contano le perdite prima di poter guadagnare qualcosa di concreto. Il dover attendere, a pochi giorni dalla partita inaugurale, se e come aprire, porta gli imprenditori in confusione. Non ricevere soldi a sufficienza, non conoscere la data reale della riapertura e l’attesa di decisioni governative pone il settore in una crisi ancora più profonda.

Gli aiuti dal Decreto Ristori

Il gioco legale non ha ricevuto tanti aiuti dal Decreto Ristori. Circa il 2,5% di quelle che sono le perdite di fatturato del settore è stato recuperato grazie ai ristori governativi. Chiaro è che un imprenditore preferirebbe lavorare riavviando l’attività rispetto a un aiuto pubblico dall’impatto irrilevante.

Una vera e propria catastrofe economica, questa, che può essere risolta in parte con i 100 milioni del nuovo Decreto Sostegni alle sale che sono rimaste chiuse. Ma al momento non arrivano notizie certe dal Mise che aveva anche promesso la proroga delle concessioni.

Il costo enorme dell’operazione ha bloccato anche le norme pensate dai Monopoli che sono state rinviate. Tanti imprenditori, infatti, si sono sentiti abbandonati sulle normative che avrebbero reso più facile la riapertura dopo quasi un anno di chiusura forzata.

Alcuni esperti hanno pensato di proporre al Governo una defiscalizzazione per le piccole e medie imprese che danno lavoro a 60mila persone. Questo potrebbe essere un aiuto importante per garantire lavoro in un settore che è stato tra i più colpiti e tra i meno supportati.

Un grande evento sportivo come Euro 2021 avrebbe potuto essere un grande rilancio ma, al momento, aiuta soltanto le scommesse online sul calcio deprimendo, invece, le agenzie fisiche. Agenzie che, da più di 300 giorni, si trovano in un limbo di decreti e nuove aperture che non sembrano risolvere il problema più grave di tutti: le perdite ingenti.

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