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L’Italia con Castrovilli e Pessina: Nazionale double face

Dopo quello di Sensi, ancora un infortunio per la Nazionale italiana: Pellegrini non ce la fa e Castrovilli è chiamato al riscatto. Ecco come cambia l’Italia con gli inserimenti del giocatore Viola e di Matteo Pessina

Castrovilli (Fiorentina)
Gaetano Castrovilli, centrocampista della Fiorentina

Rivoluzione obbligata

Continua l’emergenza a centrocampo per l’Italia, anche Lorenzo Pellegrini è costretto a saltare l’Europeo. Il capitano della Roma, quasi mai al meglio della condizione durante questo ritiro, è stato costretto a lasciare Coverciano a causa di una lesione muscolare. Il forfait di Pellegrini si va ad aggiungere a quello di Stefano Sensi, e ai mai convocati Calabria e Zaniolo. In un settore per gli Azzurri di vitale importanza, vista la grande abitudine al palleggio e alla costruzione palla a terra, sarà fondamentale sin da subito l’inserimento degli ultimi arrivati. Gaetano Castrovilli e Matteo Pessina sono sicuramente due giovani interessanti del calcio italiano, i dubbi sulle loro qualità non hanno ragione di esistere, quelli sulla loro adattabilità al sistema leggermente di più. Se per Matteo Pessina la stagione passata alla Dea costituisce un punto di forza, con un giocatore esaltato dal sistema di Gasperini e in totale fiducia, Castrovilli potrebbe portarsi dietro qualche strascico di una stagione tutt’altro che semplice.

Lorenzo Pellegrini con la maglia dell'Italia
Lorenzo Pellegrini con la maglia dell’Italia

Le fatiche di Gaetano

Considerato come uno dei talenti emergenti del nostro calcio, ed eletto come uomo immagine della nuova Fiorentina targata Rocco Commisso, Gaetano Castrovilli è reduce da una stagione piena di insidie. I ripetuti cambi di panchina, Iachini-Prandelli, non hanno fatto altro che minare le certezze di un giocatore etichettato come simbolo del nuovo Rinascimento viola. La stagione di Gaetano è iniziata con grandi aspettative, dopo il cambio di numero (nuovo 10 dei viola) e la volontà da parte della Fiorentina di blindarlo per molti anni ancora, tutte inizialmente confermate. Castrovilli apre la stagione segnando quattro gol nelle prime cinque partite, mettendo a segno la prima doppietta in Serie A nel 3-2 contro l’Udinese, poi più nulla.

Gaetano Castrovilli
Castrovilli, centrocampista della Fiorentina e della Nazionale

I problemi fisici e tattici ne condizionano le prestazioni: tanti cartellini, pochi gol (astinenza durata addirittura quattro mesi) e tante, troppe voci sul conto di un ragazzo ancora giovanissimo, e che non può essere considerato come il principale responsabile di un progetto mai del tutto convincente. La convocazione agli Europei potrebbe essere un’arma a doppio taglio: da una parte la fiducia e la soddisfazione nel far parte di un gruppo ricco di talento, che nel sostituire uno dei leader tecnici di questa Nazionale, potrebbe riaccendere il talento del classe ’97. Dall’altro, la mancanza di considerazione e il fatto di stare più in basso nelle gerarchie del CT, come è normale che sia per uno nella sua condizione, possono rischiare di intaccare ulteriormente il morale di un giocatore già duramente colpito nel corso della stagione.

Matteo Pessina
Matteo Pessina, centrocampista dell’Atalanta e della Nazionale italiana @ImageSport

Cambiano gli interpreti

Che Pessina e Castrovilli giochino in maniera diversa rispetto a Sensi e Pellegrini non è una novità. Che il tempo per adattarsi scarseggi e le chances siano poche, è un dato di fatto. Matteo e Gaetano hanno dimostrato tanta abilità negli inserimenti e nel saper trovare la porta negli ultimi trenta metri, ma il gioco di Mancini per quelli come loro prevede soprattutto altro. Le loro doti tecniche dovranno farsi vedere soprattutto in fase di costruzione, e nella capacità di gestire la palla, due cose che nelle rispettive squadre non sempre sono stati chiamati a fare. I centimetri e la fisicità di Castrovilli, la rapidità e il fiuto del gol di Pessina. Ecco quello che Roberto Mancini ha visto e che sa, da buon alchimista, di poter trasformare in oro. Ora spetterà a loro adattarsi nel minor tempo possibile in un centrocampo che, se si fa riferimento al modulo, appare completamente differente dalle loro abitudini. Di tempo per gli esperimenti ce n’è poco, ma di talento, i due, ne hanno in abbondanza.

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