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Luciano Zauri in ESCLUSIVA: “Sarri ha bisogno di tempo. Immobile? Ci porterà al Mondiale…”

Luciano Zauri, ex difensore di Atalanta e Lazio, in un’intervista esclusiva rilasciata alla nostra redazione ha parlato dei temi di attualità del calcio italiano tra Serie A e Nazionale, esprimendo anche il suo parere sul “caso” Immobile

Luciano Zauri, ex Lazio e Atalanta
Luciano Zauri, ex Lazio e Atalanta

Luciano Zauri, esperto difensore classe ’78, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Footballnews24.it per ripercorrere alcune tappe della sua carriera calcistica e dirci la sua opinione sui temi attuali della Serie A. Cresciuto nel vivaio dell’Atalanta, l’abruzzese ha vissuto i suoi anni migliori a metà degli anni 2000 con la maglia della Lazio, squadra con cui ha vinto anche una Coppa Italia. In seguito sono arrivate anche le esperienze con Fiorentina e Sampdoria, prima di chiudere la carriera al Pescara. Proprio con i Delfini ha avuto la sua prima significativa esperienza da allenatore in Serie B nella stagione 2019/2020, ruolo che vorrebbe continuare ad esercitare in futuro.


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La tua carriera parte dall’Atalanta. Come giudichi la stagione dei bergamaschi finora? In Champions League hanno possibilità di qualificarsi?

“L’Atalanta è la società grazie alla quale sono diventato un giocatore professionista. Sono arrivato a Bergamo all’età di 12 anni, ho fatto tutta la trafila dagli Esordienti fino ad arrivare in Prima squadra, considero l’Atalanta casa mia. Il campionato che sta facendo è in linea con gli ultimi, ormai non è più una sorpresa ma una realtà. Il loro lavoro continua alla grande, è in piena lotta per il discorso qualificazione Champions, ha le carte in regola per poter passare il turno. L’anno scorso ha fatto un ottimo cammino e quest’anno si sta ripetendo. L’augurio è che l’Atalanta, ma anche le altre squadre italiane, riescano a passare il turno”.

L’avventura alla Lazio è stata probabilmente quella più importante. Lì sei stato capitano e hai vinto anche un trofeo contro la Juventus. Sabato all’Olimpico arrivano proprio i bianconeri, che partita ti aspetti?

“Sì, in termini di campionato e di competizioni la Lazio è stata senza dubbio la squadra più importante. Con i biancocelesti ho avuto la possibilità di giocare in Champions League e quella di segnare, cosa che non guasta per un giocatore come me che non era abituato a farne molti. Abbiamo terminato la prima stagione vincendo un trofeo, la Coppa Italia contro la Juventus. La gara di sabato vedrà affrontarsi due squadre che stanno cercando un po’ di continuità, hanno alternato prestazioni buone ad altre meno buone. La Juventus è più in difficoltà in campionato ma meno in Champions League quindi la Lazio assolutamente vorrà approfittarne. L’assenza di Immobile certo non sarà proprio un dettaglio”.

Sarri (Lazio) @Image Sport
Sarri (Lazio) @Image Sport

Zauri su Sarri: “Sta facendo un buonissimo campionato”

Dove può arrivare la Lazio di Maurizio Sarri in questa stagione tra campionato e coppa?

Sarri sta cercando di dare la sua idea di calcio alla Lazio stravolgendo un po’ il sistema di gioco e tutto ciò che ne consegue. Sta facendo un buonissimo campionato, è chiaro che negli occhi abbiamo la Lazio di Inzaghi che ha creato importanti aspettative nei confronti di questa squadra. Tutti si aspettano che i risultati arrivino in fretta ma come tutti i progetti c’è bisogno di tempo, un maestro come Sarri sono convinto che a breve riuscirà a dare continuità al gioco e al suo lavoro poiché è uno che insegna calcio da anni”.

Nel tuo passato da calciatore ci sono anche Fiorentina e Sampdoria, due squadre che finora hanno sorpreso in modo opposto: te lo aspettavi?

“Sì, la Fiorentina è una squadra che sta funzionando da subito, ha fatto fatica l’anno scorso invece quest’anno ha avuto immediatamente un impatto importante con il campionato. Faccio i complimenti ad Italiano e alla società. Discorso inverso per la Sampdoria che invece ha avuto delle difficoltà, ha subito delle sconfitte pesanti e quindi naviga in brutte acque. Da ex sampdoriano le auguro di trovare subito di risalire, mi auguro che D’Aversa riesca a trovare una quadra perché nonostante le difficoltà è opportuno fare punti se non si vuole sprofondare in classifica”.

L’importanza di Immobile

La Nazionale ha fallito la qualificazione diretta ai Mondiali. Si fa tanto parlare dell’assenza di Immobile, che però ha dimostrato di essere tanto decisivo nella Lazio quanto poco efficace con gli Azzurri. Nelle gare di qualificazione infatti ha segnato solo due reti. Pensi che la sua presenza contro Svizzera e Irlanda del Nord avrebbe potuto cambiare le sorti dell’Italia?

“Purtroppo non siamo riusciti a centrare la qualificazione diretta, siamo costretti a passare dai playoff. Abbiamo assolutamente bisogno di andare ai Mondiali, già essere stati assenti in Russia è stata una tragedia. Non dobbiamo essere pessimisti, veniamo da un Europeo vinto per cui sono convinto che Mancini riuscirà a trovare le giuste soluzioni recuperando i molti giocatori assenti. Nelle ultime due gare ne mancavano parecchi e purtroppo sostituirli non è mai semplice. Io sono convinto che ce la faremo, è l’augurio che faccio alla Nazionale italiana”.

“Per quanto riguarda Immobile non è possibile criticare un giocatore con quei numeri e con quelle prestazioni, è un giocatore che anche quando non segna fa un lavoro incredibile. Poi, se vogliamo parlare di numeri, ricordiamoci che ha vinto la classifica dei marcatori tantissime volte, è un giocatore fondamentale sia per la Lazio che per la Nazionale. Assurdo criticare la sua importanza, va bene criticare qualche prestazione, fa parte del gioco, ma il valore del calciatore non si discute minimamente. Penso anche che alla fine sarà proprio lui a portarci ai Mondiali“.

Ciro Immobile, attaccante della Lazio e della Nazionale
Ciro Immobile, attaccante della Lazio e della Nazionale

Hai condiviso lo spogliatoio, tra gli altri, con Simone Inzaghi. Avresti immaginato questo tipo di carriera che sta conducendo? 

Simone Inzaghi è una persona molto piacevole, lo considero un amico. É una persona che non vedo molto ma quando ci vediamo ci salutiamo sempre con tantissimo affetto perché insieme abbiamo condiviso delle bellissime annate. Parlando di lui mi piace considerare l’uomo, dal punto di vista tecnico è sotto gli occhi di tutti, basta guardare quello che sta facendo e quello che ha fatto nel passato recente. Dopo tanti anni non so dirti se mi aspettavo questo suo percorso, alla fine la carriera che ognuno di noi decide di intraprendere si basa su mille dinamiche. Lui ha trovato la sua strada passando dal settore giovanile della Lazio fino ad arrivare ai grandi. Complimenti a lui, al lavoro suo e del suo staff”.

A proposito di Inzaghi, la sua Inter riuscirà a confermare lo scudetto oppure vedi qualcun’altra favorita?

“Vincere lo scudetto in Italia non è mai semplice però Inzaghi dall’inizio è riuscito ad entrare in armonia con la società e la squadra e sta avendo degli ottimi risultati. Gli auguro di fare bene e, perché no, anche di vincere lo scudetto. Tuttavia Napoli e Milan hanno fatto vedere fin da subito che vogliono rubare lo scettro ai nerazzurri, alla fine vincerà una tra queste tre“.

Delio Rossi, ex allenatore di Palermo e Lazio
Delio Rossi, ex allenatore della Lazio

Una panchina importante nel futuro

A fine carriera hai intrapreso la carriera da allenatore. Nel tuo passato hai avuto tanti allenatori importanti, per esempio Prandelli e Mancini: ci sono delle cose che hai “rubato” ai tuoi ex allenatori per svolgere questo mestiere?

“Ho avuto la fortuna di avere tanti allenatori bravi, già a partire dal settore giovanile dell’Atalanta. Vavassori, Prandelli, Delneri, Delio Rossi ne ho avuti tanti e tutti bravi. In tutte le esperienze che ho avuto ho cercato poi nel corso degli anni di trovare la mia strada prendendo un po’ da tutti. É chiaro che si prende da tutti sia nel bene che nel male, ci sono alcune cose che mi sono piaciute ed altre meno. Fa comunque tutto parte dell’esperienza, del proprio bagaglio personale. Ho sempre ringraziato tutti perché comunque quando ti confronti con gente che allena da venti/trent’anni c’è solo da imparare. Il mio ringraziamento va quindi a tutti gli allenatori che mi hanno allenato durante la mia carriera”.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

“Ho avuto tanto da questo gioco, trasformandolo dal mio gioco preferito al mio lavoro. Adesso vorrei continuare a stare sui campi da calcio allenando. L’ambizione è sempre alla base di ogni cosa che si fa per cui il sogno è quello un giorno di allenare in Serie A, nel frattempo lavoro sodo per poterci arrivare”.