in

Lucilla Boari, bronzo e coming out: l’omosessualità non è più un tabù nello sport

Negli ultimi anni il mondo dello sport si è dimostrato inclusivo e favorevole all’integrazione dei membri della comunità LGBT. L’ultima a fare coming out è stata la nostra Lucilla Boari, bronzo nel tiro con l’arco

Spedizione italiana alle Olimpiadi di Tokyo 2020
Spedizione italiana alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Risultato storico, non solo con l’arco

Nella scorsa notte, Lucilla Boari ha scritto la storia delle Olimpiadi: è infatti stata la prima donna italiana a conquistare una medaglia nel Tiro con l’Arco. L’azzurra si è assicurata la medaglia di Bronzo battendo per 7-1 l’americana Mackenzie Brown. Al termine della gara Lucilla ha dedicato la vittoria alla sua compagna, l’arciera olandese Sanne, in maniera assolutamente spontanea, rappresentando un ulteriore passo in avanti verso la fine di ogni discriminazione ai danni della comunità LGBT. Il caso di Lucilla non è certamente il primo della storia ma dimostra come il mondo dello sport sia cambiato in positivo, lasciandosi alle spalle ogni forma di esclusione.

Hitzlsperger - Rsi
Hitzlsperger – Rsi

I precedenti

Parlare del proprio orientamento sessuale non è mai facile: la paura del giudizio altrui, spesso, è davvero ingombrante. Qualcuno però ci è riuscito: il campione di nuoto Ian Thorpe ha fatto coming out nel 2014, durante un intervista per una televisione australiana. In FInalnadia invece, Ari Pekka Liukonnen è il primo atleta della nazionale dichiaratamente gay. Non mancano i casi anche nel calcio, sia maschile sia femminile: l’ex calciatore della Lazio Thomas Hitzlsperger dichiarò la propria omosessualità nel 2014 così come Casey Stoney, attuale allenatrice del Manchester United Women. Oltreoceano, in America, i calciatori Robbie Roger e David Testo, rispettivamente ex LA Galaxy e Montreal Impact, si sono apertamente dichiarati gay. Anche a Rio 2016 avevano partecipato atleti dichiaratamente omosessuali: nell’Hockey su prato le inglesi Kate e Helen Richardson-Walsh hanno vinto l’oro da sposate.

Anche a Tokyo 2020 vi sono diversi atleti appartenenti alla comunità LGBT: Paola Egonu, schiacciatrice della nazionale italiana di pallavolo, Megan Raphinoe, capitana della nazionale di calcio americana e Tom Daley, oro olimpico ai tuffi. Lo sport, dunque, può ancora rappresentare uno strumento attraverso il quale veicolare messaggi positivi e da cui ripartire per abbattere tabù ormai ascrivibili come desueti.