Chiellini (Juventus) e Lukaku (Inter) @Image Sport

Lukaku, Ronaldo, Simy: Serie A ad immagine dei bomber

I bomber scolpiscono la classifica di Serie A a suon di gol, aumentandone il numero e crescendo a livello numerico nella classifica marcatori. Ciò è essenzialmente relativo a due motivi, entrambi figli dell’evoluzione del calcio moderno

Il ruolo più in vista, che stimola la curiosità di chi guarda una partita di calcio per la prima volta ed è in grado di scatenare le folle è quello dell’attaccante. E in Italia ne abbiamo avuti, eccome, nel corso degli anni e spesso con le loro giocate hanno deciso intere stagioni. Analizzando le ultime tre annate, aumentano esponenzialmente le marcature dei bomber in Serie A, sia in termini di quantità che di calciatori coinvolti. Nel 2019 Quagliarella vinceva la graduatoria dei centravanti con 26 gol, soltanto un anno dopo Immobile ne metteva a segno 36 – eguagliano l’Higuain del Napoli del 2016 – e quest’anno la media tende a sollevarsi. In particolare, riferendosi al numero di terminali offensivi coinvolti: Lukaku, Ronaldo, Simy, ma anche lo stesso Immobile, Ibrahimovic. Senza dimenticare Luis Muriel. La corsa Scudetto, Champions e salvezza si costruisce ad immagine dei bomber. E ciò è dovuto essenzialmente a due motivazioni.

Cristiano Ronaldo, attaccante della Juventus @imagephotoagency
Cristiano Ronaldo, attaccante della Juventus @imagephotoagency

La fase difensiva “pura”

Può sembrare una banalità, da dire e ribadire, ma nel calcio la difesa non è una questione di singoli. Si difende di reparto e la tendenza nel calcio moderno è quella di affidarsi ad una fase difensiva “pura”, collettiva. L’allarme lo lanciò Chiellini in un’intervista del 2017 – “I difensori di oggi non sanno marcare” – e trova riscontro in campo. Non è una mancanza, ma è diretta conseguenza di un tipo di lavoro più completo che viene richiesto ai centrali. Impostazione, fuorigioco e marcatura a zona hanno allentato le mani sulle maglie dei Lukaku, dei Ronaldo o dei Simy che hanno più libertà di movimento. La scelta dei loro profili non è casuale, poiché testimoniano come qualsiasi posta in palio sia decisa dai gol dei bomber in questa Serie A. Nessuno, per estremizzare, ad oggi si annulla al fine di annullare un avversario. E ciò fornisce più spazio ad attaccanti come i sopracitati, che restano di livello altissimo e capaci di segnare prettamente per meriti propri.

Borja Mayoral (Roma) e Tomori (Milan))
Borja Mayoral (Roma) e Tomori (Milan)

La carenza dei singoli

Nel roster dei difensori di Serie A si registra una carenza di marcatori puri. E ciò se vogliamo è diretta conseguenza di quanto scritto sopra, visto che la crescita dei giovani difensori percorre un binario diverso rispetto al passato. Ai tempi di Cannavaro, Maldini, Nesta, Thuram, ma anche dei centrali arcigni delle medio-piccole, la capacità in marcatura era il primo requisito. Senza quella si cambiava ruolo in tenera età, ci si adattava. Ad oggi gli aspetti che un difensore deve curare sono diversi e gli attaccanti ne hanno giovato calcandone i difetti. Chiaramente in Serie A non è semplice andare ad impattare su de Ligt, Tomori, Bastoni, Mancini o Toloi. Ma si creano battaglie tra Lukaku, Ronaldo, Belotti, Immobile e il difensore di turno spesso più leggere e spaziose, che lasciano che il killer instinct dei bomber si scateni. Ed aumenta così lo spettacolo. Ed aumenta, così, la mole di reti degli attaccanti in Serie A.

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