Maguire, adesso è un peso per il Manchester United

Maguire, dal Mondiale ad oggi: una caduta grottesca

Harry Maguire, your defence is terrified intonavano i tifosi inglesi presenti in Russia nell’estate del 2018, in occasione dell’ultimo Campionato del Mondo. L’attuale difensore del Manchester United era considerato un vero e proprio predestinato, anche se il fatto che il suo coro più rappresentativo sia dedicato alle sue doti offensive e non difensive qualche sospetto doveva pur suggerirlo. Sospetto che, guardando le partite dei Red Devils e della Nazionale inglese, oggi è più che fondato.

Si fa presto ad esaltare un giovane calciatore ed altrettanto ad affossarlo nel baratro dell’incapacità. Tuttavia, Maguire dopo il suo passaggio ad Old Trafford ci ha messo parecchio del suo, inanellando prestazioni insufficienti ed ai limiti del grottesco. Lento, impacciato, raramente in grado di fornire la sicurezza al reparto arretrato di Solskjaer. Allenatore che, c’è da scommettersi, si sarà chiesto più di qualche volta se il massiccio centrale inglese valga la spesa compiuta per assicurarselo.

Maguire, dal Lecester allo United: crollo verticale, ma non è l’unico colpevole

Nell’estate del 2019, Harry Maguire passa al Manchester United dal Leicester per la modica cifra di 87 milioni di euro. Un accordo che già allora fece scalpore, visto che si tratta pur sempre di un difensore, caricando di aspettative il ragazzone classe 1993 nato a Sheffield. Gli studi televisivi, i social e la tagliente ironia britannica si scagliano quotidianamente contro Maguire, che ha comunque indossato la fascia da capitano dei Red Devils per gran parte della scorsa stagione.

Harry Maguire
Manchester United: si punta Harry Maguire del Leicester

Le problematiche legate a questa delicata fase della sua carriera sono da riscontrare nel prototipo del calciatore che rappresenta, il classico centrale cui affiancare un collega veloce ed agile in copertura. Il Manchester non ha garantito nulla di tutto ciò e, come spesso accade, le colpe ricadono solo sul singolo e mai sull’intero gruppo.

Ammesso ciò, saremmo in malafede nel non considerare Maguire il maggior responsabile del crollo di se stesso. La goffaggine con il quale lascia la sua Nazionale in dieci contro la Danimarca è l’emblema di un atleta che sembra essersi fermato a quell’estate del 2018, quando faceva ammattire le difese avversarie sui calci da fermo.

Troppo poco, però, per indossare ciò che fu di Wayne Rooney o Roy Keane, troppo poco per sperare in una riconferma. Urge un cambio di passo. Per sé, per lo United e per chi ancora romanticamente fa affidamento sui cori a squarciagola provenienti dai supporters di Sua Maestà.