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Manchester City: tutti i segreti del trionfo di Guardiola

Grazie alla sconfitta dei cugini del Manchester United i Citizens si sono laureati campioni d’Inghilterra con 3 giornate d’anticipo. L’ennesimo successo targato Guardiola

Avvio lento, poi la remuntada

Dopo avere fallito il primo matchpoint contro il Chelsea in una sorta di anticipo della finale di Champions League in programma il prossimo 29 maggio, il Manchester City si è aggiudicato il suo terzo titolo negli ultimi 4 anni davanti alla televisione, grazie alla sconfitta interna dei cugini del Manchester United contro il Leicester di Rodgers, ormai vicino alla qualificazione alla prossima Champions. Un successo conseguito grazie a un girone di ritorno straordinario dopo un avvio di stagione al rallentatore caratterizzato da una serie di risultati deludenti al punto di far precipitare la squadra addirittura nella parte destra della classifica.

Poi dopo la sconfitta del 21 novembre la svolta: una serie di 28 risultati utili consecutivi che gradualmente hanno stritolato la concorrenza. Una difesa imperforabile, la capacità di sopperire all’assenza di un centravanti di ruolo, la velocità di esecuzione e di tenere costantemente ritmi sopra la media: queste le principali armi dell’ennesimo trionfo di Guardiola, il 31° della sua ricchissima bacheca.

Dal muro Dias al talento di Foden: gli uomini chiave

Sono diversi gli uomini chiave della cavalcata trionfale dei Citizens che quest’anno hanno trovato nuove certezze oltre ai soliti De Bruyne e Bernardo Silva, da anni punti fermi dello scacchiere di Guardiola. La prima è indubbiamente costituita da Ruben Dias: il centrale portoghese, prelevato dal Benfica per 68 milioni di euro, era il tassello mancante di una squadra che negli anni passati ha palesato parecchi problemi difensivi, tra infortuni e rendimento altalenante degli interpreti di ruolo al punto da costringere Guardiola a ricorrere con frequenza all’adattato Fernandinho.

Phil Foden, talento del City e dell'Inghilterra
Phil Foden, talento del City e dell’Inghilterra

Fra gli altri giocatori che hanno trovato la consacrazione impossibile non citare Gundogan, Foden e Cancelo: il tedesco di origine turca, finalmente lasciato in pace dagli infortuni che ne hanno tormentato la carriera, è stato trasformato da Guardiola in un incursore di lusso, capace di realizzare ben 12 reti in 26 presenze, il giovane inglese invece ha saputo garantire freschezza e imprevedibilità all’attacco sopperendo al meglio ai numerosi problemi fisici di Aguero, al passo d’addio, e Gabriel Jesus, il portoghese, dopo una prima stagione in chiaroscuro, è stato uno dei principali artefici della rimonta dei Citizens.

Ultimo, ma non in ordine di importanza Riyad Mahrez, l’uomo che ha trascinato il City nella finale di Champions grazie alla doppietta realizzata contro il PSG: l’algerino ha finalmente trovato quella continuità che gli era mancata nelle scorse stagioni relegando spesso in panchina un certo Raheem Sterling. Ora, dopo i festeggiamenti, la squadra di Guardiola è attesa a un nuovo appuntamento con la storia: il 29 maggio per centrare quella Champions League che il tecnico catalano rincorre dai tempi del Barcellona e che costituirebbe il primo trionfo europeo del club inglese.

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