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Manchester United, Ronaldo: “Futuro in Brasile? Nel calcio tutto è possibile”

Il centravanti del Manchester United Cristiano Ronaldo ha rilasciato un’intervista, nella quale ha parlato anche del proprio futuro sportivo

Cristiano Ronaldo, ex attaccante della Juventus, ora al Manchester United
Cristiano Ronaldo, ex attaccante della Juventus, ora al Manchester United

Negli ultimi giorni si sono intensificati i rumors riguardanti un possibile addio del centravanti del Manchester United Cristiano Ronaldo in estate, visti i risultati poco convincenti maturati sinora dalla squadra e l’arrivo del tecnico Ralf Rangnick, la cui impostazione tattica non convincerebbe il portoghese. Agli inizi di gennaio la mamma del fenomeno portoghese aveva postato una foto sul proprio profilo Instagram insieme a Marcos Braz, vicepresidente del Flamengo, che aveva fatto sognare il popolo del Brasile, entusiasmato dalla possibilità di vedere un giorno CR7 nella massima divisione brasiliana.

Nel corso di un’intervista ai microfoni di ESPN Brasil, proprio Cristiano Ronaldo si è espresso riguardo un possibile approdo in Brasile in futuro: “Quello che posso dire con assoluta certezza è che il Brasile è un Paese fratello. Per il rapporto che ho con i miei colleghi, per la cultura, i brasiliani che vivono in Portogallo. Mia sorella vive in Brasile, sposata con un brasiliano. Seguo i miei corsi di nutrizione con i brasiliani. È un Paese che stimo molto, so molto del Brasile. Futuro? Nessuno sa. Nessuno aveva previsto che sarei tornato a Manchester a 36 anni, ed eccomi qui. Giocare in Brasile? Non lo so. È lontano dai miei pensieri. Ma nel calcio tutto è possibile, non lo so“.

Oltre al parlare del proprio futuro, Ronaldo ha risposto ad un confronto riguardante il migliore tra lui, Ronaldo detto Il Fenomeno e Ronaldinho Gaúcho, sostenendo però di non amare i confronti: “Preferisco dire che ognuno dei tre ha lasciato la propria eredità, la propria storia. Posso dire, infatti, che ho vinto più titoli individuali di loro, ma entrambi hanno vinto i Mondiali. Simpatizzo molto con loro. Sono cresciuto guardando questi due giocatori. Dire chi è il migliore, il secondo, non è il più importante. Preferisco dire che sono idoli e hanno lasciato una bella storia nel calcio“.