Manuel Rui Costa: “O Maestro” del calcio compie 49 anni

In occasione del quarantanovesimo compleanno di Rui Costa, ripercorriamo insieme la sua fantastica carriera dagli inizi con la maglia del Benfica ai successi ottenuti con Fiorentina e Milan

Rui Costa,ex centrocampista della Fiorentina

Il talento smisurato di Rui Costa: il re degli assist con un destino già scritto

Di giocatori come Manuel Rui Costa ne nascono veramente pochi. Forse uno ogni trent’anni, forse anche di più. Perché quel tocco di palla che sembra dettato dal cielo, quella visione di gioco quasi trascendentale, quelle verticalizzazioni improvvise dettate da un’intelligenza calcistica fuori dal comune non appartengono al bagaglio tecnico di molti calciatori. Semplicemente perché nessuno, o comunque solo una ristrettissima élite di giocatori, può anche solo avvicinarsi al talento smisurato de O Maestro. Sì, O Maestro: un soprannome che rappresenta una vera e propria laurea ad honoris causa conferita dall’intero mondo del calcio ad uno dei suoi massimi e più fantasiosi esponenti.

Rui Costa possedeva tutte le caratteristiche necessarie atte a far innamorare gli appassionati di questo magnifico sport: tecnica sopraffina, dribbling, lancio lungo, gol, passaggio filtrante e soprattutto assist. Tantissimi assist: ben 65 in 5 stagioni con la maglia del Milan per fare un esempio, che lo rendono di diritto uno dei migliori trequartisti mai esistiti. D’altronde se hai 5 anni ed un mostro sacro come Eusebio ti nota mentre giochi con una palla come farebbe un qualsiasi bambino spensierato, il tuo destino non può che non essere già scritto nelle stelle: quello di diventare uno dei più grandi di sempre.

Rui Costa: un genio del calcio che ha vinto ed incantato ovunque

La bacheca personale del portoghese è quasi senza eguali, qualcosa di praticamente inarrivabile, di “imbarazzante” agli occhi dei migliaia di giocatori professionisti sparsi per il mondo che, pur praticando il suo medesimo mestiere, non possono fare altro che invidiare tutti i trofei che ha conquistato O Maestro nel corso della sua magnifica carriera. Semplicemente perché Rui Costa non aveva niente a che vedere con un giocatore più o meno “normale“, in quanto il genio appartiene a pochissimi eletti. Egli ha infatti vinto ed incantato in ogni squadra che ha avuto la fortuna di averlo nella propria rosa: un campionato portoghese, una Coppa di Portogallo, un campionato italiano, due Supercoppe italiane, tre Coppe Italia, una Champions League e una Supercoppa europea.

La carriera di Rui Costa tra Benfica, Fiorentina e Milan

Rui Costa entra nelle giovani del Benfica all’età di 9 anni e debutta in prima squadra nel 1991, a 19 anni, diventando immediatamente uno dei pilastri della squadra con la quale vince un campionato ed una Coppa di Portogallo. Nel ’94 il presidente della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori lo soffia alla concorrenza del Barcellona e lo porta in Toscana per 11 miliardi di lire. Non è un caso che i ricordi più belli di un tifoso viola coincidano proprio con l’approdo di Rui Costa a Firenze, poiché aver la fortuna di poterlo ammirare in coppia con Batistuta nella stessa squadra è qualcosa di inimmaginabile, meraviglioso e poetico. Con la maglia della Fiorentina il portoghese ottiene due Coppe Italia, di cui una da capitano dopo l’addio di Batigol, ed una Supercoppa italiana. Si mette inoltre in mostra soprattutto nella stagione ’98-’99 quando sfiora la conquista dello Scudetto con i toscani, chiudendo il campionato al terzo posto e realizzando la bellezza di 10 gol.

Rui Costa,ex centrocampista del Milan
Rui Costa,ex centrocampista del Milan

A causa dei gravi problemi finanziari che metteranno in ginocchio la società viola, Rui Costa viene ceduto al Milan nel 2001 per l’incredibile cifra di 85 miliardi di lire. Con i Diavoli diventa uno degli elementi cardine del celeberrimo “albero di Natale” ancelottiano, modulo in cui si dividerà la trequarti prima con Rivaldo ed in seguito con Kakà alle spalle di Shevchenko o Inzaghi. Con questa meravigliosa squadra – che annovera nomi altisonanti in ogni reparto quali Maldini, Seedorf, Nesta – conquista nel 2003 la Champions League nella finale di Manchester vinta ai rigori contro la Juventus, la Supercoppa europea sconfiggendo il Porto a Monaco e la Coppa Italia. A tali trofei si aggiungeranno l’anno successivo la vittoria del campionato italiano e della Supercoppa italiana.

Il ritorno a casa: dove tutto ha avuto inizio

Dopo aver vinto qualsiasi trofeo ci fosse in palio con la maglia del Milan, nel 2006 fa ritorno al Benfica, squadra con cui si ritira dal calcio giocato nel 2008, diventandone direttore sportivo, ruolo che ricopre tuttora. Si è chiuso così il cerchio della carriera di Manuel Rui Costa, nel modo più naturale possibile. Come se la storia della sua vita fosse stata partorita dalla penna di uno scrittore che decide di concludere il proprio romanzo facendo ritornare il protagonista a casa, in Portogallo.

Rui Costa,ex centrocampista della Nazionale portoghese
Rui Costa,ex centrocampista della Nazionale portoghese

Proprio lì, dove tutto ha avuto inizio 25 anni prima, quando Eusebio lo notò mentre giocava con gli altri bambini rimanendone incantato. Perché anche i fenomeni – o gli eroi che dir si voglia – necessitano di tornare a casa dopo aver fatto conquiste in lungo e in largo per l’Europa. Ora, nelle vesti di direttore sportivo, chissà che non possa ripercorrere le orme dello stesso Eusebio scovando a sua volta il “nuovo Rui Costa“. Magari guardando distrattamente una semplice partita di calcio fra bambini. Tanti auguri Manuel per i tuoi 49 anni da tutti noi che amiamo il calcio ma che soprattutto abbiamo amato le tue gesta in quel rettangolo verde. Lo stesso rettangolo verde che per tante persone non significa niente, ma che per noi significa tutto. Grazie.

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