Francelino Matuzalen, ex calciatore di Napoli, Brescia, Lazio e Genoa
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Matuzalem in ESCLUSIVA: “Superlega? Progetto egoista. Spero che la Roma vinca l’Europa League…”

Francelino Matuzalem, ex calciatore di Lazio, Genoa, Napoli, Brescia, tra le tante, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per analizzare da vicino alcune situazione legate al calcio nostrano, ripercorrendo le fasi salienti della sua carriera

Matuzalem: “La mia esperienza in Italia è stata fantastica”

In Italia dal 1997 al 2018, anno del suo ritiro dal calcio giocato, l’ex centrocampista di Napoli, Lazio e Genoa Francelino Matuzalem, intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, ha ripercorso alcune fasi salienti della sua carriera, soffermandosi sull’attualità del calcio nostrano e analizzando il progetto Superlega.

Ci racconti un po’ la tua vita post calcio, di cosa ti occupi adesso?

Dopo che ho smesso sono tornato in Brasile. Certo questo è un periodo un po’ particolare non si può fare nulla, sono tutti bloccati a casa, per via della pandemia. Spero che il tutto possa risolversi in fretta”.

Com’è la situazione Coronavirus in Brasile?

E’ peggiorata tantissimo, ci sono tantissimi contagi al giorno, un po’ come in tutte le parti del mondo. Poi il Brasile è più grande rispetto all’Europa. Spero che piano piano, anche con i vaccini che stanno iniziando ad arrivare con maggiore insistenza si possa risolvere questo problema. Così possiamo tornare a vivere la vita che abbiamo vissuto fino a due anni fa. Questo è un momento triste comunque. Tanta gente povera soffre sempre di più, tanti hanno perso il lavoro e non hanno nemmeno i soldi per mangiare”.

Facciamo un passo indietro, quando hai capito che saresti diventato un calciatore?

Diventare calciatore era il mio sogno fin da piccolo, da quando avevo 14-15 anni. Poi dopo il Mondiale del 1994, dopo la finale tra Brasile ed Italia mi sono appassionato sempre di più a questo magnifico sport. Mi sono detto che sarei voluto diventare un calciatore professionista e che avrei fatto di tutto per riuscire a giocare con grandissimi calciatori. Per divertirmi in campo come hanno fatto loro in passato, e poi ci sono riuscito, grazie ai miei sacrifici“.

Hai vissuto 16 anni in Italia, cosa ti porti dentro del nostro Bel Paese?

Tutta la mia esperienza è stata veramente bellissima. Io dico sempre che l’Italia è la mia seconda casa per come mi ha accolto. Nel vostro Paese ci sono i miei figli ed è sempre un piacere venire perché è davvero bellissimo, ci sono dei posti splendidi. Quindi diciamo che l’Italia, per me, sarà sempre nel cuore e non solo per la mia esperienza nel calcio, ma perché ho trascorso una parte importantissima della mia vita lì”.

Francelino Matuzalen, ex calciatore di Napoli, Brescia, Lazio e Genoa
Francelino Matuzalen, ex calciatore di Napoli, Brescia, Lazio e Genoa

Hai qualche rimpianto nella tua carriera, c’è una squadra in cui ti sarebbe piaciuto giocare, una trattativa sfumata per un niente?

Io penso che ognuno di noi scrive la propria storia ed io ho scritto una bella storia. Ho fatto il mestiere che volevo, quello che ho sognato da quando ero bambino e, non ho rimpianti per niente. Il fatto già di uscire dal Brasile, io stavo in un quartiere un po’ particolare, vicino alla Favelas, è stato per me una grandissima soddisfazione. Io posso dire veramente che il calcio mi ha salvato, perché mi ha tolto dalla strada, mi ha fatto vivere dei sogni. Avevo due opzioni nella mia vita, andare con la gente povera e diventare un “delinquente” oppure giocare a calcio. Sono stato fortunato. Il calcio mi ha tolto dai quartieri malfamati del Brasile dove avevo tanti amici, che ora non ci sono più oppure sono in galera”.

Avendo giocato per 21 anni a calcio, avrai sicuramente un sacco di aneddoti, ce ne racconti uno in particolare?

Il mio primo goal con la maglia del Napoli è stato davvero indimenticabile. Fu il mio primo goal in Serie A ed è stato un momento speciale della mia vita che ricorderò per sempre. Ho segnato questo goal contro l’Inter, una grandissima squadra, e grazie a questo goal abbiamo vinto 1-0. Ma giocare al San Paolo, per me è stata una grandissima emozione. Da lì sono passati tantissimi campioni. Poi la gente del Napoli è davvero appassionata, è davvero attaccata alla squadra. Un altro ricordo che terrò sempre nel cuore è la doppietta alla partita d’addio di un grandissimo calciatore come Roberto Baggio contro il Milan”.

Qual è il miglior calciatore con cui hai giocato e il migliore che hai affrontato?

Ho giocato con tantissimi calciatori importanti nella mia carriera. All’inizio, ho giocato anche con Ronaldinho, che poi, ha dimostrato di avere un grandissimo talento. E’ uno dei migliori calciatori di tutti i tempi. Ha vinto 2 palloni d’oro, però ti dico questo perché in particolare in allenamento, quando tu vedi questo giocatore dici: “Cavolo ma quanto è forte questo?” Ho giocato nella Nazionale under 17 ed under 20 con lui ed ho visto tantissime giocate di qualità di questo fenomeno. Poi ho anche giocato con Roberto Baggio, per me è stato l’ultimo numero 10 più forte del panorama calcistico italiano, con tutto il rispetto che porto verso Del Piero o Totti. Lui, per me, è stato più forte di loro, l’ho visto in allenamento ed ho visto la persona che è. E’ stato davvero un grande. Io, calcisticamente parlando, sono innamorato di lui e sono orgoglioso di aver giocato con lui”.

In Italia hai giocato per Napoli, Piacenza, Brescia, Lazio, Genoa, Bologna e Verona, in quale squadra ti sei trovato meglio e perché?

In tutte le squadre è stato un bel passaggio. Anche nel Brescia dove ho condiviso la mia esperienza con campioni del calibro di Baggio e Guardiola e con un grande tecnico come Carletto Mazzone. Al Napoli stavamo vivendo un periodo un po’ particolare, perché c’era il cambiamento di presidente e quindi era tutto avvolto dall’incertezza, però lì ho lasciato un pezzo del mio cuore. E’ stata questa squadra a darmi l’opportunità di esordire in Serie A. Nella Lazio sono stato per 4 anni, ed è stata anche una bella esperienza, ed è stato anche bello perché ho vinto 2 trofei. Poi, il Genoa, anche se sono rimasto poco, mi è rimasto nel cuore”.

Francelino Matuzalen, ex calciatore di Napoli, Brescia, Lazio e Genoa
Francelino Matuzalen, ex calciatore di Napoli, Brescia, Lazio e Genoa

Cosa ricordi della tua esperienza alla Lazio, il popolo biancoceleste è abbastanza attaccato alla squadra?

Il popolo della Lazio è parecchio attaccato alla squadra. Io dico sempre che giocare il derby a Roma è davvero bello, è un’emozione unica. C’è anche quello a San Siro o quello di Genova. Lì i tifosi sono più tranquilli, invece il derby romano è davvero un’altra cosa. A Roma comincia la guerra tra supporters già una settimana prima”.

Hai fatto anche esperienza all’estero allo Shakhtar Donetsk. In cosa si differenzia il calcio italiano da quello ucraino?

“Cambia tutto. Il campionato italiano è quello più difficile. Poi, ai miei tempi, nel calcio italiano c’erano tutti i più grandi calciatori del mondo, c’era Zidane, Bierhoff, Rui Costa e tantissimi altri. Il calcio ucraino, penso che adesso abbia aumentato un po’ il livello, però non ha nulla a che fare con quello italiano. Lì, però, ho avuto l’opportunità di conoscere un grande allenatore come Lucescu e di giocare la Champions League, quindi è stata una grande esperienza per me. Però tra Spagna, Italia ed Ucraina, secondo me, il calcio più difficile resta quello italiano“.

A proposito di calcio italiano, come ben saprai 3 delle big del nostro calcio hanno annunciato, pochi giorni fa, che potrebbero far parte della Superlega. Il progetto sembrerebbe esser naufragato, ma in generale che idea ti sei fatto di questa tentata rivoluzione del calcio europeo?

Questa cosa non esiste. Va bene che tutte le squadre hanno perso tantissimi soldi, con la tv, con i tifosi che non vanno più allo stadio, con gli sponsor. Sarebbe, però, una cosa un po’ egoista, ci sono anche altre squadre in difficoltà. Non possono guadagnare di più sempre le squadre più ricche. Tutti stanno male in questo periodo, tutti. Ripeto, secondo me è una cosa un po’ egoista”.

Facciamo un gioco, però mi devi rispondere con sincerità: se fossi dirigente della Juventus, terresti Pirlo dopo una stagione come questa?

“Guarda, bisogna conoscere l’ambiente. Io ho fatto il corso d’allenatore insieme a lui e l’ho visto abbastanza preparato. Lui ha vinto tantissimo con la Juventus da calciatore. Cambiare allenatore adesso secondo me non ha senso. Poi, se non sbaglio è il primo anno suo in panchina. La Juventus dovrà lasciare un trofeo qualche volta (ride ndr). Non è facile vincere subito al primo anno in panchina. Secondo me farà meglio il prossimo. E‘ una responsabilità grandissima, lui ha preso una delle squadre più forti al mondo, penso ci voglia tempo.

Cristiano Ronaldo resterà in bianconero?

Penso di si. Si è trovato benissimo alla Juventus. Era alla ricerca di una nuova sfida. Anzi, consiglio anche a Messi di venire in Italia. Cristiano Ronaldo ha dimostrato che non era forte solo nel Real Madrid, ma da tutte le parti. Spero che Messi faccia la sua stessa scelta e si confronti in un altro campionato. Tutti hanno cambiato per dimostrare la loro grandezza, l’ha fatto Ronaldo il Fenomeno che si è trasferito dal Real Madrid all’Inter, lo ha fatto Zidane lasciando la Juventus ed andando in Spagna, al Real Madrid. Secondo me questi campioni devono cambiare perché hanno bisogno di nuovi stimoli. Non esistono più calciatori attaccati alla maglia come Totti, che ha iniziato e finito la carriera alla Roma o Del Piero”.

Restando all’attualità, chi vedi favorita per la vittoria finale della Champions League?

Io tifo Paris Saint Germain. Lo sceicco ha speso tanto, ma ha sempre fallito in Europa. Speriamo possa essere l’anno giusto per i francesi in Europa”.

Francelino Matuzalen, ex calciatore di Napoli, Brescia, Lazio e Genoa
Francelino Matuzalen, ex calciatore di Napoli, Brescia, Lazio e Genoa

Aneddoti della tua esperienza al Genoa?

“Un goal particolare. Volevo crossare in mezzo, però ho sbagliato e il pallone è andato dritto in rete nel derby contro la Sampdoria. Nella sfortuna sono stato fortunato perché è stato importantissimo per la classifica (ride ndr)…

Cosa pensi della Roma in semifinale di Europa League?

Speriamo vinca e porti il nome dell’Italia in alto“.

Presto diventerai allenatore?

La mia idea è di iniziare con i ragazzini in Brasile, nei quartieri poveri. Il calcio ha salvato tante vite”.

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