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Mauro Bressan in ESCLUSIVA: “Fiorentina-Milan gara spettacolare. Per lo scudetto sarà una lotta a tre”

L’ex centrocampista Bressan ha rilasciato un’intervista ai nostri microfoni dove ha affrontato vari temi: scudetto, salvezza, Nazionale e vari aneddoti sul suo passato da calciatore

Mauro Bressan in ESCLUSIVA
Mauro Bressan, ex calciatore della Fiorentina

Cresciuto nelle giovanili del Milan il trevigiano Mauro Bressan si è affermato con la maglia della Fiorentina, squadra con cui ha vinto nel 2001 una Coppa Italia. Intercettato dai microfoni di Footballnews24.it l’ex centrocampista ci ha concesso una lunga intervista dove ha parlato di tutto: dagli esordi in rossonero al fianco di Van Basten, Rijkaard e Gullit fino all’esperienza in maglia Viola e in Svizzera, dove ha chiuso la carriera nel 2009. Senza tralasciare aneddoti e curiosità riguardanti il passato e il prossimo futuro.


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Oggi si gioca Fiorentina-Milan, due squadre a cui credo per motivi diversi sei molto legato: nei rossoneri ci sei cresciuto, hai fatto le giovanili; nei viola hai vissuto probabilmente i due anni più importanti della tua carriera. Puoi confermare?

“Confermo pienamente quello che hai detto tu. Il Milan è stata la mia giovinezza, lì ho lasciato una parte del mio cuore. I due anni che sono stato nel Milan di Sacchi c’erano davvero tanti grandi campioni, sono stati anni molto formativi per me. Sono rimasto legato alla società, poi sono andato via a giocare in prestito e in seguito mi hanno ceduto definitivamente. La Fiorentina è stata la squadra più importante dove ho giocato, a Firenze ho ottenuto le soddisfazioni maggiori da calciatore, ho giocato in Champions League e ho vinto una Coppa Italia. Sicuramente il club che mi ha dato di più sotto ogni punto di vista”.

Stefano Pioli (Milan) @Image Sport
Stefano Pioli (Milan) @Image Sport

Che partita ti aspetti oggi al Franchi?

“Mi aspetto una partita spettacolare: da una parte c’è la Fiorentina che con Italiano ha proposto un gioco molto diverso da quello dell’anno scorso, più aggressivo, più propositivo e facendo sempre bene al di là dei risultati ottenuti. La mentalità dei viola è sempre stata molto buona. Dall’altra parte c’è il Milan che arriva a questa gara da capolista e in grande spolvero. Pioli sta dando un bel gioco alla squadra e sicuramente anche nella gara di oggi cercheranno di confermare il primo posto in classifica. Bisogna comunque sottolineare le assenze che la Fiorentina avrà in difesa, questo sicuramente comporterà dei problemi nei meccanismi già collaudati da tutta la squadra. Sulla carta vedo favorito il Milan, poi può succedere di tutto”.

Cosa manca alla Fiorentina per fare il salto di qualità e tornare a vincere un trofeo? (l’ultimo fu nel 2001, ndr)

“Parlando da appassionato della Fiorentina posso dire che è già stato fatto un grande passo in avanti rispetto all’anno scorso, spero che magari il prossimo anno si possa iniziare a competere anche con le big. Finora è vero che ha sempre perso con la squadre forti però ha sempre giocato buone partite: è mancata quella malizia, quella voglia di portare a casa il risultato che si acquisisce con l’esperienza del gruppo. Spero per i tifosi che finalmente possano tornare a gioire per un trofeo visto che sono passati vent’anni esatti”.

La vittoria dello scudetto se la contenderanno Milan e Napoli?

“È ancora presto per dirlo. Ho visto il derby di Milano e l’Inter mi ha fatto un’ottima impressione, per buona parte della gara si è dimostrata superiore ai rossoneri. Il match di domani contro il Napoli sarà molto importante per i nerazzurri, se vincono accorciano le distanze e si rimettono in corsa. Non vedo molte possibilità per le altre, sarà lotta a tre”

Italiano Fiorentina
Vincenzo Italiano, allenatore della Fiorentina

Le sorprese della stagione: Zanetti, Italiano e… il Cagliari

Tra le varie esperienze della tua carriera c’è anche quella con il Venezia. Come giudichi il campionato dei lagunari finora? Si possono salvare?

“Devo essere sincero mi sta sorprendendo, i pronostici non erano molto favorevoli a questa squadra per il tipo di mercato che aveva fatto a giugno, la decisione di puntare su molti calciatori sconosciuti. Non si pensava che tanti volti nuovi riuscissero ad amalgamarsi come invece sta succedendo. Qui i miei complimenti vanno a Paolo Zanetti perché se il Venezia in questo momento ha questa classifica, buona parte del merito è suo. In poco tempo è riuscito a dare un’identità a questa squadra, non è certo una cosa da dare per scontato. Dovessi indicare l’allenatore che mi ha più impressionato in questo avvio di campionato, oltre a Italiano, indicherei Zanetti“.

Paolo Zanetti, allenatore della Venezia
Paolo Zanetti, allenatore della Venezia

A proposito, capitolo salvezza: ti aspettavi l’arrivo di Shevchenko al Genoa? L’ucraino riuscirà a cambiare le sorti del Grifone o c’è anche bisogno di altro?

“Con il cambio di società a Genova e il conseguente ingresso di questo nuovo gruppo mi aspettavo potesse cambiare qualcosa anche in panchina, certo non Shevchenko, però che ci sarebbe stato un cambiamento sì. È una scelta accattivante, è un grande ex giocatore ed ha allenato la Nazionale ucraina. Secondo me è pronto per fare un’esperienza in Italia. Certo prende una squadra che oggi è in evidenti difficoltà, penso che verrà accontentato nel mercato di gennaio con acquisti mirati nei ruoli dove c’è maggior carenza”

Anche il Cagliari ha cambiato allenatore ma i risultati faticano ad arrivare. Come vedi la situazione dei sardi?

“Questa è proprio una sorpresa in negativo, non me lo immaginavo. Ad inizio anno avevo detto che dopo due anni di sofferenza quest’anno c’erano i presupposti per fare un campionato di metà classifica e invece non sta andando così. È incappato in un inizio difficile, nemmeno Mazzarri purtroppo sta riuscendo, dopo Semplici, a fare bene. Il mio augurio è che la squadra si possa risollevare, la rosa è di qualità quindi se riesce ad inanellare una serie di risultati utili può prendere fiducia e uscire tranquillamente dalla zona retrocessione”.

Scendiamo di categoria. Como è un’altra tappa importante della tua carriera. Quest’anno la squadra sta facendo bene e al momento è in zona playoff. Avranno possibilità di risalire in A dopo vent’anni?

“Innanzitutto sono molto felice perché allena la squadra un mio ex compagno che era anche capitano quando io ho giocato a Como e cioè Giacomo Gattuso. È una grande persona, ha fatto tanta gavetta e merita di essere citato per quello che ha fatto l’anno scorso con la promozione e anche per quest’anno. Como è una realtà particolare, anche qui c’è stato l’intervento di una società straniera ma anche se hanno potenzialità economiche hanno sempre deciso di fare un passo alla volta. Senza fare grandi proclami finora hanno sempre fatto le scelte giuste sia a livello di allenatore che per i giocatori e questi sono i risultati. Quando si lavora in sintonia tra direttore sportivo, allenatore e società poi i risultati arrivano di conseguenza.

Fatih Terim
Fatih Terim ai tempi della Fiorentina

Ritorno al passato: calciatori e allenatori rimasti nel cuore

Soprattutto a Firenze hai condiviso lo spogliatoio con gente del calibro di Batistuta, Rui Costa, Enrico Chiesa, c’è qualcuno che ti è rimasto impresso?

“Beh in ogni squadra dove ho giocato ho stretto amicizie con vari giocatori. Nel periodo a Firenze Rui Costa senza dubbio è stata una grande persona, un grande calciatore che ho potuto ammirare sia dentro che fuori dal campo. In quella Fiorentina lì c’erano Adani, Rossitto e Pino Taglialatela che eravamo molto amici e stavamo sempre insieme in quel periodo. È rimasta una bella amicizia che dura tuttora”.

Tra gli allenatori invece hai avuto modo di lavorare con Trapattoni, Mazzone, Fascetti. Vorrei chiederti un aggettivo per descrivere ognuno di loro e con chi hai avuto un rapporto più speciale.

“Allora partirei con Mazzone che durante la settimana era una persona, poi la domenica mandava giù la belva, quasi si trasformava. Era un po’ a due facce perché ovviamente voleva che la squadra la domenica in campo facesse il massimo e aveva delle reazioni che magari non erano consone al suo personaggio, durante la settimana era molto tranquillo e sereno. Fascetti direi geniale perché ogni partita ti sorprendeva, aveva una trovata particolare che sorprendeva sia gli avversari ma anche noi stessi. Di partita in partita gli piaceva cambiare uno/due elementi in modo da sorprendere l’altra squadra. Per Trapattoni userei la parola equilibrio, tra le tante qualità riusciva nei momenti belli ad abbassare i toni per non volare troppo alto e nei momenti tristi toccava le giuste corde per evitare che la squadra si demoralizzasse”.

“A questi che hai citato io vorrei aggiungerne un altro che mi è rimasto particolarmente a cuore, ed è Fatih Terim. Quando è arrivato non lo conoscevo e grazie a lui ho capito cosa è il carisma di un allenatore. Ci dava davvero tanta carica prima di entrare in campo, solo guardandoti negli occhi ti faceva sentire davvero forte”.

Sei stato allenato pure da Roberto Mancini, a tal proposito: come commenti la mancata qualificazione (per ora) dell’Italia ai Mondiali? La Nazionale vista contro l’Irlanda del Nord è sembrata una lontana parente di quella apprezzata ad Euro2020.

“Ho un po’ di anni e purtroppo ricordo che la stessa cosa successe sia dopo Spagna ’82 che Germania 2006, dopo la vittoria di un trofeo per i successivi mesi si fatica. L’ultima partita è stata a mio parere la più brutta del ciclo manciniano ma bisogna tener conto delle assenze, hanno sicuramente influito e poi a livello mentale neanche alcuni dei presenti, vedi Barella o Jorginho hanno reso per il loro reale valore. Sono convinto che da qui a marzo il ct possa scegliere tra tanta gente che sta bene e se tutti saranno a disposizione penso non ci saranno problemi per la qualificazione”.

La folle rete segnata durante Fiorentina-Barcellona 3-3

Mi racconti quei 10 secondi di “follia” in occasione del tuo famoso gol contro il Barcellona in Champions League?

“Sì tanti hanno chiesto, è un video che continua a passare spesso nei canali della Fiorentina e fa piacere ricordarlo. In quei dieci secondi ho fatto una cosa che ero sereno di fare, la facevo sempre in allenamento. Mi sono isolato da tutti i pensieri, per esempio che ero davanti al Barcellona di Rivaldo, Luis Enrique e Guardiola davanti circa 38mila persone, uno stadio pieno. Non pensavo a niente, per me è come se avessi fatto una cosa facilissima, infatti mi sono concentrato per fare quello che sapevo fare. La fortuna è stata vedere la palla che entrava proprio all’incrocio, sotto la curva della Viola, sicuramente la soddisfazione più grande”.

Tornando un attimo ai tuoi inizi, hai avuto modo di allenarti con il famoso trio degli olandesi quando eri al Milan? Che ricordi hai?

“Si si assolutamente. In quei due anni io mi allenavo regolarmente con loro. Ma oltre Gullit, Van Basten e Rijkaard anche con Albertini, Ancelotti, Baresi e altri. E poi guardavo anche Sacchi che secondo me già in quel periodo era avanti dieci anni secondo me rispetto a tutti gli allenamenti del tempo. È stato un precursore di certi tipi di allenamenti riguardo intensità, velocità, tante cose le ho imparate grazie a lui”.

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Mauro Bressan, ex calciatore della Fiorentina

Ultime esperienze tra Lugano e Chiasso e i progetti futuri

Cosa ti è rimasto dell’esperienza in Svizzera?

“Gli ultimi anni li ho fatti in Svizzera e mi sono divertito moltissimo giocando nei campi di provincia. Già allora mi ero reso conto di quanto la Svizzera fosse preparata e tenesse molto a preparare le varie nazionali. Ricordo che ogni due/tre settimane loro organizzavano dei raduni per trovare e aiutare nuovi ragazzi da formare. Insomma si vedeva che sarebbe diventata presto una Nazionale da top10 nel mondo”.

So che ti stai occupando di una fondazione dal 2018, la National Football Academy. C’è questo nel tuo futuro o hai in mente altro?

“Ho una scuola calcio a Desenzano del Garda, è una passione che sto portando avanti da ormai tre/quattro anni. Cerco di insegnare ai ragazzini questa passione premendo tanto sul fattore divertimento. Poi non saprei, vedremo se arriverà qualche occasione come direttore sportivo, ho il patentino e potrei intraprendere questa strada ma finora non c’è stata la possibilità”.