in

Messi è meglio ‘e Pelé: la Pulga infrange un altro record

Lionel Messi mette la firma su un altro storico traguardo, questa volta con la maglia dell’Argentina: la tripletta contro la Bolivia lo incorona a re dei marcatori sudamericani, superato il record di Pelé

Lionel Messi (Argentina)
Lionel Messi (Argentina)

Da un diez all’altro

È dal giorno del suo esordio che ci si chiede se questo argentino sia fatto della stessa pasta di quello che, durante Messico ’86, riuscì a caricarsi sulle spalle un popolo intero. Tante volte il paragone con Diego Armando Maradona è uscito fuori, diventando quasi eccessivo, soprattutto quando questo serviva a screditare il talento della Pulga. Dal coast to coast contro il Getafe alla Mano de Dios rifilata all’Espanyol, Messi ricorda veramente tanto Diego. Fuori dal campo però no, lì preferisce stare in disparte, e questo non sempre viene apprezzato. Nel frattempo Leo inizia a diventare il leader della sua Argentina, con il mirino puntato su un’altra leggenda.


Leggi anche:


Brasile e Argentina, vicini dal punto di vista geografico ma completamente distanti su altre questioni, il calcio su tutte. Questa notte però anche su quel piano si sono avvicinati, quando Leo ha eguagliato Pelé nella classifica dei migliori marcatori sudamericani con la maglia della nazionale, superandolo poco dopo. 79 gol, due in più di O Rey, che ne sanciscono l’ingresso definitivo nella storia del fùtbol mondiale. La standing ovation successiva è il giusto riconoscimento per un fenomeno che, nonostante le innumerevoli manifestazioni all’interno del rettangolo verde, è stato sempre considerato in debito con la propria gente.

messi argentina
Argentina, Messi: la pulce pronta a ritornare in Nazionale / Goal

Sangue albiceleste

La prova che sia un vero argentino, e non un catalano come molti tifosi lo hanno definito nel corso degli anni, è tutta in quelle lacrime a fine partita. La prova che quel trofeo, alzato lo scorso luglio al Maracana, sia il più importante della sua carriera la si può trovare nel suo sguardo. Raramente l’abbiamo visto emozionarsi così tanto per un successo, ma questo ha un sapore diverso. Dalle varie delusioni in Copa America sino alla cocente sconfitta contro la Germania, nel Mondiale brasiliano del 2014, sempre con quell’etichetta addosso. Come se la sconfitta fosse una questione riservata tra lui e l’Argentina, senza tener conto degli altri 21 giocatori in campo.

Sullo stesso argomento
Paris Saint-Germain, Herrera sicuro: "Avevo capito che Mbappè sarebbe rimasto"

Gli ultimi mesi gli hanno permesso di scrollarsi di dosso tutto il peso delle critiche, e dei paragoni, accumulati in 16 anni di onorata presenza albiceleste. Dal 7 ottobre 2005, giorno nel quale fece il suo esordio da incubo in nazionale maggiore, si è capito quanto quella maglia gli porti un peso diverso. Quell’uscita dal campo in lacrime, appena 40″ dopo il suo ingresso, dovuta al rosso rimediato per la gomitata a Vilmos Vanczak, sarà la sintesi perfetta di tutto quello che gli accadrà dopo. Come se le sue esperienze con l’Argentina dovessero per forza essere caratterizzate da emozioni altalenanti, gioie e dolori. Le lacrime di ieri sera sono la chiusura di un cerchio, come il primo giorno Leo si commuove, ma questa volta non ha deluso nessuno.

Messi al cubo

Nella partita di ieri contro la Bolivia Leo parte subito forte, come se volesse ripagare la propria gente dello spettacolo perso contro il Brasile. 15′ e riceve palla poco più indietro del limite dell’area, Haquin esce con troppa foga non curandosi del talento del diez, che gli fa fare una bruttissima figura. Combo di suolata più tunnel, fatta con un’eleganza impareggiabile, e il resto dell’azione non avrebbe nemmeno bisogno di essere raccontato, perché sappiamo tutti come andrà a finire. Splendido mancino a giro che va a infilarsi alla destra di Carlos Lampe, Leo bacia la patch della Copa America e poi si lascia scappare un sorriso, come a dire: “Non avete ancora visto nulla”. In campo si hanno occhi solo per lui, come nella partita contro il Venezuela, ma questa volta non lo fermi nemmeno con le maniere forti.

Sullo stesso argomento
Psg, tanto rumore per nulla: il Brugge ferma Messi e Neymar

L’Argentina sta meglio, si vede annullare anche un gol a Lautaro Martinez, il quale al 64° imbastisce un splendida conversazione col protagonista della serata, ma in questo caso parla il loro talento. Una serie di scambi stretti che portano Messi davanti al portiere, quasi completamente solo, e quando mai la sbaglia? 2-0 ma c’è ancora tempo per esultare, dopo il gol annullato, Leo non si accontenta e all’88° completa l’opera. Paredes lascia andare il destro da fuori aria, respinta maldestra e Leo è il più veloce di tutti a ribadire in rete. Completa la sua serata perfetta portandosi a casa tutto, pallone e record, ma soprattutto l’affetto della sua gente.