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Michelangelo Rampulla in ESCLUSIVA: “La Juventus ha bisogno di personalità in mezzo al campo, Allegri? È la scelta giusta”

Michelangelo Rampulla, storico portiere della Juventus, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni: insieme a lui abbiamo parlato dell’attuale momento dei bianconeri, dentro e fuori dal campo, e delle sue esperienze in carriera anche dopo il ritiro

Michelangelo Rampulla,, ex portiere della Juventus @Image Sport
Michelangelo Rampulla,, ex portiere della Juventus @Image Sport

Una vita con la Juventus, non solo in campo ma anche nel cuore. Michelangelo Rampulla è un tifoso vero, uno che quella maglia l’ha sognata fin da bambino e con la quale ha impresso il proprio nome all’interno della storia bianconera. Con la maglia della Juventus ha vinto praticamente tutto, Scudetti, Coppa Uefa, Coppa Intercontinentale e soprattutto lei, l’ultima Champions League. Quella che, dopo la stagione 1995/96, è diventata una vera e propria ossessione per qualsiasi bianconero. Oltre ai successi di squadra vi sono anche i record individuali, uno su tutti ci permette di capire l’importanza del giocatore all’interno del nostro calcio. Michelangelo Rampulla è stato il primo portiere a segnare un gol in Serie A, nel match della stagione 1991/92 tra la sua Cremonese e l’Atalanta di Bruno Giorgi. Intervenuto ai nostri microfoni, Rampulla ci ha raccontato le sue impressioni riguardo la stagione attuale della Juventus, complicata sia dentro che fuori dal campo. Per finire con un racconto sulla propria esperienza in Cina, da preparatore dei portieri, nella quale si è ricongiunto col suo ex allenatore Marcello Lippi.

Fabrizio Ravanelli e Michelangelo Rampulla, ex giocatori della Juventus ( Roma 1996, Juventus Campione d'Europa) @Image Sport
Fabrizio Ravanelli e Michelangelo Rampulla, ex giocatori della Juventus ( Roma 1996, Juventus Campione d’Europa) @Image Sport

100% Champions

Al primo giro del sorteggio di Champions League la Juventus aveva pescato lo Sporting Lisbona. Tuttavia, dopo la famosa ripetizione è uscito il Villarreal. Cosa ne pensi? Secondo te è cambiato qualcosa, in meglio o in peggio?

“Credo che cambi poco, alla fine la Juventus può ritenersi soddisfatta, visto il valore delle altre squadre che potevano capitarle. Insomma, è andata abbastanza bene perché stiamo parlando di un match alla portata dei bianconeri. Va detto che mancano ancora due mesi alla sfida contro il Villarreal, e non si sa mai in quali condizioni una squadra puoi arrivarci. C’è da sperare che la Juventus di febbraio stia meglio rispetto a quella di adesso. Lo ritengo comunque un buon sorteggio, anche se arrivati a questo punto della competizione tutte le squadre hanno dimostrato di essere temibili. La Juventus dovrà approcciare la gara con estrema cautela“. 

Sei stato uno degli ultimi a vincere la Champions League con la maglia bianconera, nella stagione 1995/96. Come giudichi la differenza di prestazioni, da parte della Juventus, tra Serie A ed Europa. C’è un motivo in particolare?

“Il motivo è semplicissimo, in Serie A la Juventus è conosciuta e temuta. Le squadre italiane spesso tendono a chiudersi molto bene, lasciandoti poco spazio. In Champions League gli avversari ti concedono qualcosa in più, giocando in maniera più aperta e sfrontata”.

Visti i risultati attuali, pensi che la qualificazione in Champions League sia l’obiettivo principale anche per questa stagione?

“Penso proprio di si, ma le servirà un filotto di vittorie importante per agganciare le prime quattro. La zona Champions dev’essere l’obiettivo della Juventus“.

Max Allegri (Juventus)
Max Allegri (Juventus)

I problemi di Max

Da tifoso bianconero eri contento del ritorno di Massimiliano Allegri? Secondo te la società ha fatto la scelta giusta?

“Secondo me si, e ne sono convinto tutt’ora. La Juventus aveva bisogno di un allenatore che conoscesse già l’ambiente e i giocatori in rosa, da questo punto di vista Allegri è l’uomo giusto. Nella situazione in cui si trovava la Juventus quest’estate c’erano solo due piste percorribili: cambiare completamente oppure mantenere un certo tipo di continuità con un allenatore come lui. Penso che sia stata un’ottima scelta anche perché stiamo parlando di un grande allenatore”.

Pensi che ci sia un reparto in particolare nel quale la squadra si trovi maggiormente in difficoltà?

“Credo che il problema principale della Juventus, ma spesso di tante altre squadre, sia il centrocampo. in quel reparto la squadra ha bisogno di giocatori con grande personalità e grinta, penso sia questo il più grande deficit al momento “. 

Da tifoso, che idea ti sei fatto dei problemi finanziari che sta vivendo la Juventus nel recente periodo? Secondo te l’esperimento Superlega era legato a questa situazione? 

“Non sono a conoscenza delle dinamiche societarie relative al discorso delle minusvalenze o plusvalenze, ma a mio avviso stiamo andando sempre di più verso un calcio economico nel quale c’è un grande esborso finanziario. La situazione che sta vivendo la Juventus credo che sia comune a molte squadre, in tante cercano di risolvere questo tipo di problemi. Sono convinto che il progetto Superlega andasse verso questa direzione, le grandi squadre avevano l’intento di rientrare da questi esborsi. Personalmente ho sempre sperato, e lo faccio tutt’ora, che il progetto non andasse in porto”.

Rampulla, Deschamps, Ravanelli, ex giocatori della Juventus (Roma 1996, Juventus Campione d'Europa)
Rampulla, Deschamps, Ravanelli, ex giocatori della Juventus (Roma 1996, Juventus Campione d’Europa)

I sogni diventano realtà

Hai sempre dichiarato di essere tifoso della Juventus sin da bambino. Cosa si prova a giocare, e soprattutto vincere, per 10 anni nella squadra del proprio cuore?

“È una sensazione stupenda, il coronamento di un sogno che avevo sin da bambino. Il mio desiderio più grande è sempre stato quello di giocare almeno una partita con la maglia della Juventus, fortunatamente ci sono riuscito”.

Nel calcio di oggi tante squadre si ritrovano ad avere in rosa due portieri di alto livello. Durante la tua esperienza alla Juventus ti successe una cosa simile con Angelo Peruzzi. Come hai vissuto il dualismo?

“Non c’è mai stato nessun dualismo, ero perfettamente consapevole di quello che era il mio ruolo alla Juventus. Con Peruzzi abbiamo sempre avuto un gran rapporto, a oggi lo considero uno dei miei migliori amici nel mondo del calcio. Io comunque ho avuto la fortuna di poter giocare tante partite con la maglia bianconera. Peruzzi è stato un grandissimo campione, sono orgoglioso di averlo avuto come compagno di squadra“.

Sei stato il primo portiere, nella storia della Serie A, a segnare un gol. Ci racconti quel momento? Cosa ti è passato per la testa, dopo aver visto la palla entrare in porta?

“È stato un bellissimo momento, proseguito durante tutta la settimana e nei giorni successivi. In quel preciso istante non ho pensato a niente di particolare, mi sono sentito un giocatore come tutti gli altri, ecco perché sono andato in avanti senza pensarci. Dopo che ho visto la palla entrare l’emozione è stata grandissima, ero nel posto giusto al momento giusto“.

Con la maglia bianconera hai vinto praticamente tutto e sei stato spesso decisivo. C’è un momento o una vittoria che ricordi con particolare gioia?

“Tutti i successi sono stati belli e importanti in egual misura. Quello che ricordo con maggior gioia è la domenica che mi regalò il primo Scudetto con la Juventus, nella stagione 1994-95, contro il Parma. Quella partita mi sono goduto tutto dal primo all’ultimo minuto, giocai titolare e vincemmo 4-0. A fine partita ci fu anche l’invasione di campo, è stato il coronamento di un sogno che avevo sin da bambino. Fu anche il primo Scudetto dell’era Lippi“.

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Globe Soccer Awards, i premi alla carriera per Marcello Lippi e Francesco Totti: l’edizione del 2017

L’esperienza in Cina e il ricongiungimento con Lippi

A proposito di Marcello Lippi, hai fatto parte del suo staff sia con il Guangzhou che con la nazionale cinese. Come si è evoluto il vostro rapporto rispetto a quando eravate allenatore e giocatore?

“Quando mi ha chiamato per far parte del suo staff è stato un altro piccolo sogno che si è realizzato. Poter lavora nuovamente con un grande allenatore, col quale avevo vinto tanto, è stata un’esperienza memorabile. Sicuramente il rapporto con Lippi si è evoluto rispetto ai tempi della Juventus, rimanendo comunque bello”.

Come giudichi la tua esperienza in Cina da preparatore dei portieri? 

È stata una bella esperienza. Quando riesci a vincere sempre, come abbiamo fatto noi, tutto va alla grande, indipendentemente dalla nazione nella quale ti trovi”.