Michele Paolucci, attaccante dell'FC Manitoba
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Michele Paolucci in ESCLUSIVA: “La Juventus un sogno in un momento sbagliato. Su Pirlo e Ronaldo…”

Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, Michele Paolucci, attaccante del Manitoba con un passato alla Juventus, ha parlato di Serie A, soffermandosi sui bianconeri, e anche di calcio estero, in particolare della sua esperienza nel calcio canadese

Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, Michele Paolucci, attaccante dell’FC Manitoba, franchigia canadese con sede a Winnipeg, ed ex di Siena, Palermo, Latina, Vicenza, Catania e Juventus fra le altre, ha raccontato della sua esperienza da calciatore in Italia e oltreoceano, parlando a tutto tondo dei temi d’attualità di Serie A e calcio estero, soffermandosi in particolare sui bianconeri. Proprio con la Juventus, Paolucci vanta inoltre il record di miglior marcatore di ogni tempo del settore giovanile con 184 reti.

La Roma ha annunciato nelle scorse ore Josè Mourinho come prossimo allenatore. Potrà ottenere la vittoria dello scudetto con il portoghese?

Josè è un allenatore di prestigio, che ha vinto davvero tantissimo nella sua carriera. Per fare una valutazione bisogna vedere cosa l’acquisto di Mourinho comporterà per la Roma, perché lui da solo non basta. Bisognerà fare una campagna acquisti che soddisfi l’allenatore ed io penso che questo accadrà, altrimenti il portoghese, senza garanzie, non avrebbe scelto la Roma. Allo stesso tempo, credo che però una squadra che quest’anno è arrivata a 20-30 punti dalla prima in classifica e con l’Inter così solida e così più avanti sia un po’ troppo ambizioso pensare di poter portare lo scudetto. Sicuramente però il piazzamento Champions deve essere una priorità per la Roma”.

L’Inter ha appena vinto il suo 19° scudetto, è un trionfo meritato?

“L’Inter ha meritato perché nella parte di stagione che conta, dal mese di marzo-aprile in poi, ha inanellato una serie incredibile di vittorie e prima di quella comunque ne aveva fatte altrettante. Tra l’altro, il girone di ritorno è stato impressionante, anche se un po’ tutti se l’aspettavano vista la profondità della rosa. La squadra ha effettuato un vero e proprio salto di qualità che dal mio punto di vista è arrivato grazie ad Antonio Conte. Per mentalità, per sue caratteristiche, Conte ha impresso quel cambio di passo nella testa di ogni calciatore, li ha fatti sentire tutti importanti e li ha migliorati tutti, quindi è evidente che in questo scudetto ci sia la sua mano“.

Antonio Conte (Inter) @Image Sport
Antonio Conte (Inter) @Image Sport

La Juventus, insieme alla Lazio, al Milan, all’Atalanta ed al Napoli si sta giocando la qualificazione in Champions League. Secondo lei riusciranno i bianconeri ad arrivare nella massima competizione europea?

La vittoria di Udine con i due gol di Cristiano Ronaldo a 5′ dalla fine in una partita buia sia per lui che per la squadra, gli hanno dato la possibilità di avvantaggiarsi. Venir via con un solo punto in Friuli avrebbe complicato molto la corsa. E’ chiaro che molto passa dallo scontro diretto contro il Milan di domenica prossima. Secondo me Juventus e Milan, e la Lazio che ha una partita in meno, tra le squadre che si stanno giocando la Champions, sono le meno in forma, quindi, per entrambe un passo falso domenica, potrebbe risultare fatale”.

Come è stata la tua avventura con la maglia della Juventus? Secondo te cosa non ha funzionato?

Ero semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato, in una società che si stava ricostruendo, in cui c’era un periodo di transizione, si era appena insediato Andrea Agnelli come presidente. Quella squadra, purtroppo non era la Juventus che da lì in poi ha fatto 10 anni di successi. Io ho avuto la possibilità, la fortuna e l’onore di indossare la maglia della squadra bianconera. Ho realizzato il mio sogno da bambino. E’ però chiaro che non era il mio momento, ma non potevo dire di no”.

Hai avuto esperienze anche nel Palermo e nel Catania. Che differenze ed analogie hai individuato in queste due squadre del calcio siciliano? Torneranno a competere per la Serie A?

“Io glielo auguro. Sicuramente queste squadre dovranno essere guidate da società forti perché hanno un potenziale immenso. Credo che debbano trovare delle proprietà che diano continuità e valorizzare anche il territorio che merita altri palcoscenici della Serie C. E’ veramente avvilente vedere il mio Catania in Serie C“.

Hai giocato col Petrolul in Romania. Che differenza c’è tra il calcio rumeno e quello italiano?

Il calcio rumeno è un calcio dove l’aspetto fisico è predominante, ci sono delle squadre che, sicuramente hanno quel qualcosa in più. Bisogna essere preparati fisicamente per poter competere a certi livelli”.

Andrea Pirlo, allenatore della Juventus
Andrea Pirlo, allenatore della Juventus @ Image Sport

Chi vedi favorita per la vittoria della Champions League ?

“Sicuramente sarebbe una sorpresa vedere le due inglesi in finale. C’è da dire che Tuchel, anche se è un tecnico per il quale non impazzisco, ha fatto un lavoro incredibile da quanto è arrivato al Chelsea sia a livello di statistiche sia a livello di numeri è stato impressionante. Il Chelsea da un paio di mesi a questa parte sembra tutt’altra squadra, quindi io credo che bisogna fare loro i complimenti”.

Al posto di Andrea Agnelli terresti Andrea Pirlo sulla panchina bianconera?

Io credo che molto dipenda anche dal discorso Champions League. E’ chiaro che gli ultimi anni sono stati un po’ particolari perché dopo una grande continuità, con 2 tecnici nel giro di 8 stagioni, sono arrivati 2 esoneri con 2 scudetti e questo, è anche un paradosso. Il primo con Allegri ed il secondo con Sarri, che, entrambi hanno vinto e questo non è bastato a riconfermarli. Diciamo che, per la storia della Juve, se l’anno prossimo vedessimo il 4° allenatore in 4 stagioni sarebbe abbastanza sorprendente. La Juve storicamente è una società che cerca sempre nella continuità la forza dei cicli vincenti. Allo stato attuale delle cose, credo, che però il potenziale della Juventus sia abbastanza inespresso“.

Che consigli daresti ad un giovane che vuol diventare un calciatore?

“Il consiglio ai giovani che do qua all’FC Manitoba. Credere in quello che fanno e perseguire il loro sogno. Questo comporta sacrifici, ogni singolo giorno. Consiglierei ai giovani di utilizzare un po’ meno il telefono, spendere più tempo sul campo, palleggiando, migliorandosi e soprattutto rendendosi conto che non è semplice arrivare, ma che è ancora più difficile mantenersi sempre a quei livelli. Il consiglio più grande è quello di rispettare questo sport ogni giorno“.

Stai facendo un’esperienza all’FC Manitoba, in Canada, c’è un calciatore della tua attuale squadra che consiglierebbe alle squadre della Serie A?

“Attualmente, ogni tanto parlo con quale direttore sportivo italiano e ci confrontiamo un po’ su quello che è il percorso. Naturalmente ci sono parecchi ragazzi giovani. Sono ragazzi che hanno bisogno di crescere, di migliorarsi. Quello che posso dire è che, sicuramente, sentiremo parlare di qualcuno. Il nostro progetto è a medio lungo-termine ed abbiamo tante possibilità. Ovviamente il fatto che abbiamo ingaggiato e per questo ringrazio la famiglia Garcea per avermi dato la possibilità di scegliere l’allenatore che è il mister Josè Borg, con il quale avevo già lavorato a Malta. E’ un allenatore giovane, ma ambizioso, che ci darà la possibilità di migliorare gli obiettivi che ci siamo prefissati”.

Michele Paolucci, attaccante dell'FC Manitoba
Michele Paolucci, attaccante dell’FC Manitoba

In quale categoria è l’FC Manitoba?

Nella scorsa stagione avremmo dovuto giocare la USL Americana, che è un campionato che si disputa tra Canada e Stati Uniti. Poi ovviamente per tutto il discorso del Covid, questo non è stato possibile e la stagione è stata cancellata. Adesso tutti i proprietari del club si stanno organizzando per far nascere una nuova Lega indipendente in Canada e siamo quindi impegnati nello sviluppo e nella progettazione di questa lega. Quest’anno partiremo con una sorta di torneo, intorno al Canada che ci servirà per attirare sponsor e la nostra previsione è quella di partire nel 2022 di partire con una vera e propria stagione, partendo da zero. Un progetto nuovo ed esaltante”.

A proposito di nuova competizione, che idea ti sei fatto della Superlega Europea?

Secondo me, è stato un tentativo abbastanza goffo dei grandi club di voler sistemare le loro casse creando una nuova manifestazione. Io credo che l’Italia non è il Nord America dove esistono queste leghe a numero chiuso. Io credo che lo sport sia del popolo e ci sia la meritocrazia. Ci sono esempi in tutta Europa di questo. Uno di questi è l’Atalanta, che è una squadra che pur tenendo in ordine i conti ha dei risultati incredibili, anzi auguro a mister Gasperini di arrivare in Champions. E’ impensabile che ci siano società, anche italiane che hanno 400-500 milioni di euro o altre spagnole che arrivano ad 1 miliardo di debiti. E’, secondo me, una cosa che non può funzionare. Credo che il problema di queste squadre è che abbiano speso troppo, oltre le loro possibilità. Ovviamente è anche vero che il Covid ha complicato ulteriormente i piani, però, dal mio punto di vista, non sono le uniche attività in difficoltà. E’ importante quindi nella progettazione, nell’attenzione al bilancio e nel cercare di creare un calcio sostenibile che devono passare i risultati di queste squadre, perché se si continua a comprare a 100 milioni giocatori, che allo stesso tempo hanno anche ingaggi stratosferici, poi non ci si può lamentare. Non si può pensare di creare una Superlega per pochi, non dando la possibilità a squadre che meritano di giocare ad alti palcoscenici“.

Parlando di calciatori importanti con stipendi stratosferici, secondo te Cristiano Ronaldo resterà alla Juventus il prossimo anno?

Non è facile rispondere, ovviamente in caso di mancata qualificazione in Champions direi assolutamente no, perché la Juve non se lo può più permettere. In caso, La Juventus si dovesse qualificare direi ni, perché bisogna vedere quello che accadrà, i piani della società, ovviamente c’è anche l’incognita allenatore. Si parla di Zidane, per il portoghese sarebbe quindi stimolante, interessante e motivante restare con lui in panchina. Ovviamente, però credo che certe cifre siano davvero insostenibili per questo calcio“.