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Milan, Bonaventura in uscita: è davvero la mossa giusta?

Calciomercato Roma, anche Bonaventura nel mirino
Giacomo Bonaventura, centrocampista del Milan

Dopo sei anni di onorata militanza, sembra essere giunta agli sgoccioli l’avventura di Giacomo Bonaventura nel Milan. Il centrocampista, 172 presenze all’attivo in rossonero, è in scadenza di contratto e, due giorni fa, con la sfida alla Juventus, è iniziato il countdown per il suo addio a Milanello. Cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, dopo alcune esperienze in prestito alla Pergolettese e al Padova, si stabilisce nell’undici titolare bergamasco, diventando ben presto uno dei punti fermi di una Dea che era appena risalita dalla Serie B.

Arrivati al 2014, precisamente agli ultimi giorni di agosto, la vita di Jack cambia totalmente: il suo agente lo informa del fatto che l’Inter è ad un passo dall’acquistarlo, lui tocca il cielo con un dito, per poi cadere rovinosamente. Il trasferimento salta, tutti raccontano che lui è distrutto, disilluso. Ed è proprio in quei momenti che un condor come Adriano Galliani attacca la sua preda. In poche ore chiude l’accordo con l’Atalanta per 7 milioni di euro e, sul gong che segna la fine del calciomercato, Bonaventura diventa un calciatore del Milan.

Milan, infortuni e sfortuna: la storia rossonera di Bonaventura

Giacomo Bonaventura
Giacomo Bonaventura, centrocampista del Milan

Dal primo settembre 2014, si può benissimo affermare che tra il Milan e Giacomo Bonaventura sia iniziata una bellissima storia d’amore. Al di fuori di ciò che si è potuto vedere sul campo nel corso degli anni, sono le statistiche a parlare per lui: 172 presenze totali, 34 reti e 24 assist. Questi numeri, tra l’altro, potrebbero essere molto più alti se non fosse per il fatto che Jack sia stato martoriato da una sfilza di infortuni, alcuni più gravi degli altri. Per i primi due anni in rossonero fila tutto liscio dal punto di vista fisico: sono solo 7, infatti, le partite saltate a causa di infortuni.

La ruota comincia a girare nel verso opposto dall’inizio del 2017, con la rottura della fibra degli adduttori che lo costringe a uno stop di quasi 4 mesi e a saltare in totale 16 partite. Da lì in poi, tanta sfortuna dal punto di vista fisico. L’anno passato, dopo aver accusato un’infiammazione al ginocchio, viene messo a riposo preventivo. Solo le analisi successive rivelano che, per risolvere i problemi all’articolazione, è necessaria una complessa operazione e una lunga riabilitazione. Il giocatore accetta e, dopo ben 224 giorni e 32 partite saltate, torna in campo con la maglia del Diavolo. Riassumendo, da quando è al MilanBonaventura ha saltato 73 partite per infortuni, per un totale di 469 giorni tra riposi forzati, riabilitazioni e allenamenti differenziati. Senza questa storia clinica decisamente sfortunata, chissà se questo giocatore avrebbe potuto fare la differenza nella storia rossonera.

Milan, un punto fermo in mezzo a mille cambiamenti

A livello di risultati, magari, si può affermare che Bonaventura non abbia esattamente scritto la storia del Milan. Certo, il calcio è un gioco di squadra e le colpe della mancanza di risultati e trofei non può sicuramente essere addossata ad un solo giocatore. C’è però qualcosa di diverso nel rapporto tra il giocatore nativo di San Severino Marche e la tifoseria rossonera: in questo quinquennio di continue rivoluzioni e innumerevoli anni zeroBonaventura è sempre stata una certezza per i tifosi, a livello di presenza e a livello di impegno sul campo, nonché una garanzia di qualità sul rettangolo di gioco.

Allora perché privarsene? La risposta potrebbe trovarsi nella volontà della dirigenza di ringiovanire la rosa, di abbassare il monte ingaggi o semplicemente di attuare una sorta di rivoluzione. Gazidis, da uomo di calcio qual è, non può fare a meno di riconoscere le qualità dell’ex Atalanta, tra le quali spicca soprattutto la duttilità (nasce come mezz’ala, ma può benissimo agire anche come trequartista, seconda punta, ala destra o sinistra e anche centrocampista laterale su entrambe le fasce). Se tutto va come previsto dagli analisti di mercato, a fine stagione Bonaventura lascerà Milanello, con una nuova avventura all’orizzonte o, chissà, un ritorno dove è nato e cresciuto come giocatore, in quell’Atalanta oggi così diversa da quella che ha lasciato in un caldo e frenetico 31 agosto del 2014.

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