Milan: “Eppur si muove”. Sontuoso Ibra, Tonali il predestinato

Nasce la rubrica "Eppur si muove" a cura di Manlio Morcella

In un recente intervento alla domanda retorica rivolta al tifoso del Milan, sul come vedesse lo stato di attuale salute della squadra, avevamo risposto con una metafora sul pendolo. Questa: “ Eppur si muove”.

L’assunto stava a significare che dopo le rovine degli ultimi interminabili anni delle rovine berlusconiane, e dopo la sceneggiata del porta borse cinese, qualcosa di incoraggiante si stava finalmente verificando. E, meglio, si stava percependo. La continuita’ del progetto, testimoniato sia dalla conferma di Pioli, adatto o non adatto ad un Milan da riproporre sul palcoscenico internazionale, sia dalla conferma di Maldini, non possono non essere interpretati come volontà di assecondare uno sviluppo seriamente migliorativo della squadra e prima ancora del club. Sviluppo predelineato ed ambizioso.

Ipotetiche opinioni contrarie risultano obiettivamente smentite non solo dalle mosse finora compiute sul mercato, soprattutto con la magica definizione dell’acquisto di Tonali, ma anche per il ritrovato stile di condurre le trattative nel calciomercato. Non più abbinate ad apparizioni coreografiche in questo o quel locale pubblico, puntualmente riprese ed anzi enfatizzate dalla stampa. E quasi sempre risoltesi con un nulla di fatto. Quanto invece connotate da discrezione e riservatezza. Seguite dal conseguimento degli obiettivi da raggiungere.

Zlatan Ibrahimovic, attaccante del Milan
Zlatan Ibrahimovic, attaccante del Milan, esulta dopo il gol del 1-0 @imagephotoagency

Questo modo di procedere, apprezzabilmente discreta, integrata da una saggia, ancorché obbligata – per via della scure del Fair play finanziario – e comunque tardiva attenzione agli equilibri di bilancio, fa poi il resto. Inducendo nell’un tempo il tifoso partecipe alle vicende della societa’ ad attribuire dei primi significativi apprezzamenti alla attività di Maldini, che, per un verso, sara’ pure privo di esperienza manageriale, fermo pero’ rimanendo che, per altro verso, a tanto supplisce con una esperienza invidiabile maturata nel calcio giocato, ai massimi livelli internazionali. Intrisa dalla anima del milanista puro, che gli è propria. Addirittura per discendenza familiare: non essendo mai vissuto un Maldini nel football, al di fuori del Milan.

E’ sempre quella mancata esperienza che lo sta spingendo a premere sull’azionista Elliott nell’auspicio a che sia reintegrato Boban – ha dichiarato di recente che senza Boban il Milan si è indebolito – o almeno a riconciliarsi con lo stesso Boban. E che, d’accordo con quest’ultimo, ha contribuito ad allontanare dal Milan Rangnick. Rangnick che per un sortilegio del destino, alla vigilia della prima di campionato, aveva definito la scelta della società a favore del rinnovo contrattuale di Ibrahimovic, quale opzione irragionevole. In coerenza con quanto da lui asserito, quando nei giorni immediatamente precedenti, aveva altezzosamente sostenuto che egli produceva ricchezza ( o meglio plus valenze, facendo lievitare il valore dei giovani che sotto la sua guida maturano). Ma in radicale antitesi con la straordinaria prova offerta dallo svedese contro il Bologna e con la storia strepitosa ed invidiata del Milan, secondo in Europa per trofei vinti al solo Real Madrid. A significare che il Milan non è una buona squadra di alta classifica tedesca, congeniale al tecnico teutonico. Il Milan e’ insieme al Real Madrid la regalità del calcio europeo. Perché ha vinto tanto in campo internazionale, al contrario di Ragnick con le squadre che ha guidato nella veste di tecnico.

Ralf Rangnick
Ralf Rangnick

Ed è ancora quella esperienza che ha portato alla odierna lucida sinergia che intercorre con l’azionista e con le enormi disponibilità finanziarie dell’azionista. E’ di nuovo quella esperienza che consente al tifoso di confidare nel completamento in grande stile della campagna acquisti, con il rinnovo di Gigio Donnarumma ( malgrado Raiola, che flirta con Paratici), con l’ingresso in organico di un valentissimo centrale, di un ulteriore valentissimo centrocampista, di un sostituto di Ibra, di un terzino destro, di un vice Theo e, perché no, della ciliegina a destra dell’attacco, che aggiungerebbe qualità alla qualità recuperata dopo la faticosissima epurazione della squadra approntata dall’improbabile cinese – si verifichi senza infierire chi è rimasto dei giocatori acquistati nella relativa stagione –. Questo per capire la rilevanza della fallimentare eredita’ berlusconiana-cinese….

Traendo spunto da tale angolazione deve essere valutata la vittoria nella prima gara dei gironi eliminatori dell’ Europe League e nell’incontro con il Bologna. Secondo l’adagio in forza del quale una squadra che vince gode della solidità della società che ne è alle spalle. In ambedue i predetti incontri il Milan ha manifestato vivacità, organicità, idee, pressing, ritmo, carattere – v. il rientro difensivo compiuto da Rebic al 90’-, malgrado le gambe siano ancora un po’ imballate.

Sandro Tonali giocatore del Milan
Sandro Tonali, nuovo centrocampista del Milan

Con il Bologna sontuoso Ibrahimovic, in spolvero Calabria, nonostante i limiti fisici in altezza, in evidenza Benasser ed in lenta, quantunque percettibile evoluzione Theo Hernandez. Un po’ in sordina Kessie e Castillejo, bene Rebic, benissimo Kjaer e Gigio, discreto Gabbia, squarci di sole nei pochi minuti concessi a Tonali. Un predestinato. Testa alta, passaggi di primo tocco, già presente con personalità. Al pari della personalità del Milan che ha tenuto quando vi era da tenere e che ha diretto il match. Dall’inizio alla fine.

Preoccupante la difesa dopo la uscita di Kjaer. E di qui la impellenza del nuovo centrale.Da ricordare all’allenatore gialloblu, che il Milan ha avuto tre nitidissime occasioni da rete, due con Ibra ed una clamorosa con Gabbia. Le indicazioni che favoriscono ottimismo hanno bisogno di massima cautela, anche se è un fatto che dopo due sconfitte maturate nella prima giornata degli ultimi due campionati, la vittoria di questa stagione con il Bologna, ed ancora alla prima, significa non poco. Anche per entrare in continuità con la striscia positiva della fase terminale della stagione appena conclusa.

Va da se’, per completezza di analisi, che la fascia di destra avanzata, va ribadito, mostra delle severe criticità che impongono la sopra accennata criticità. Va bene, infatti, lo spagnolo avanzato dai capelli biondi, per l’aiuto che garantisce all’equilibrio del centrocampo, nei suoi ripiegamenti. Pero’, per crescere in maniera vera, occorre anche altro, da schierare quale titolare… ed ecco il richiamo irrinunziabile alla ciliegina. Come pure va da se’ che il Kessie attuale e del secondo tempo con il Bologna, è una realtà. Più fisica che tecnica. Con la problematica derivata sulle spalle di Pioli, nel dover inserire nella compagine base un incontrista dotato financo di capacita’ propositive, Tonali. Ricordando che una formazione del grande Milan vinceva in europa con Kaka’, con l’irriconoscente Pirlo, e con Seedorf.

Ed a seconda della soluzione che adotterà Pioli rispetto alla rinascita di un grande squadra capiremo se l’attuale allenatore sia adeguato. Ad ogni buon conto, vista il modo che sta contraddistinguendo l’operare della dirigenza, e vista la armonia che sta affiorando tra le varie componenti del club, è difficile non intravedere nel retro bottega dei movimenti di una futura proprietà forte e sicura che tira in occulto le fila. Sogno o realtà è in ogni caso pacifico che si possa ben ribadire l’enunciato di stile della nostra rubrica “Eppur si muove….”. Perché iniziamo fondatamente credere nel risveglio dopo la dolorosissima rottura dall’incantesimo berlusconiano.

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