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Milan, Ibrahimovic ferma il tempo: ma il Diavolo è molto di più

Ibrahimovic trascina ancora una volta il Milan. Tuttavia, la vittoria con il Bologna non porta soltanto la sua firma, sebbene la sua presenza risulti essere decisiva per i compagni e l'allenatore Stefano Pioli

“Zlatan Ibrahimovic ha cambiato il Milan. Dite la verità, quante volte avete ascoltato questa frase a partire da gennaio scorso? Il freddo inverno di inizio 2020 ha ricondotto lo svedese in quella che lui stesso ha definito casa sua e che pertanto ha deciso di decorare come meglio crede. Lo ha fatto prendendo per mano un ambiente allo sbando, segnato da un’altra stagione incolore, e guidandolo alle porte dell’Europa League quando sembrava ormai fuori dai primi sette posti. L’allenatore Stefano Pioli ha trovato in lui gol e carisma e, se dopo il lockdown il suo Milan aveva impressionato tutti, si può dire che abbia ripreso da dove si è fermato.

Un bolide di Ibrahimovic aveva segnato l’ultima giornata contro il CagliariSan Siro, un’incornata del Diavolo rossonero ha riaperto il conto dei gol nel 2-0 contro il Bologna. La gara con i felsinei, se ce ne fosse ancora bisogno, ha evidenziato di nuovo il peso specifico di Ibra in casa Milan, in grado di fermare il tempo e non far dimenticare a chi lo osserva che quel calciatore lì, che incanta con la maglia numero 11, ha ben 38 anni. Tuttavia, non bisogna incorrere nell’errore di ridurre tutto il buono del Diavolo in un singolo calciatore: i rossoneri sono molto, molto di più.

Milan, non solo Ibrahimovic: da Calabria a Kessie, segnali di rinascita

In occasione del collegamento con lo studio del nuovo Tiki Taka di Piero Chiambretti, l’ex Milan e attuale allenatore del Benevento Filippo Inzaghi ha colto l’occasione per dire la sua: “Il Milan non è soltanto Ibrahimovic, Pioli sta facendo un ottimo lavoro”. Vero è che Zlatan esalta se stesso e chi gli sta intorno, altrettanto innegabile è che l’intera squadra rossonera si sia distinta nel match di ieri, partendo dal numero uno Gigio Donnarumma. Il portiere rossonero, capitano in assenza di Romagnoli, non è stato mai chiamato in causa fino al minuto 84, quando si è superato con un intervento su Sansone, spegnendo il tentativo di rinascita del Bologna. Chi appare davvero rinato è Davide Calabria, uno dei migliori in assoluto e padrone della corsia di destra dove spinge e difende come mai ha fatto con la maglia del Milan finora.

E poi ancora, la grande prova a centrocampo di BennacerKessie, il lavoro sporco di Rebic e la piacevole sorpresa Saelemaekers. La lista dei punti di forza del Milan di Pioli, in attesa di vedere all’opera Tonali, non è un semplice elenco di nomi: è un insieme di ingranaggi ben oleato e che prosegue il proprio percorso di crescita. E il tasto “on” di questa macchina a tinte rossonere non può essere che lui, Zlatan Ibrahimovic: l’uomo che intende riportare il Diavolo in Paradiso dopo anni di cadute rovinose.