Milan, il 2022 di Maldini e Massara: un progetto vincente

Lo straordinario anno del Milan è dovuto anche e soprattutto al contributo di Maldini e Massara: riviviamo il 2022 dei due dirigenti rossoneri

Francesco Basso
11 Min di lettura

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Il Milan è Paolo Maldini, Paolo Maldini è il Milan. Un binomio inossidabile, che ha segnato e che continua imperterrito a segnare la storia del calcio. Un legame unico e indissolubile, in grado di superare anche inaspettati momenti di crisi e di incertezze e di sopravvivere a qualsiasi tempesta. Pensare ad un Diavolo costretto ad andare avanti dovendo fare a meno della vitale e carismatica leadership della sua bandiera e leggenda costituisce disciplina estrema in cui nessuno, contando ogni singolo tifoso rossonero sparso in ogni angolo del mondo, oserebbe anche solo cimentarsi. Questione di identità, di punti di riferimento cui necessariamente appigliarsi nei momenti più difficili, di basi da cui poter e dover ripartire per vedersi garantiti davanti a sé concetti diventati eccessivamente estranei alla disastrata compagine rossonera delle annate passate come ad esempio quelli di competitività e soprattutto di ambizione. Termini tornati prepotentemente di moda per il Milan nel corso di questo 2022.

Per il club campione d’Italia in carica, Paolo Maldini rappresenta tutto questo e tanto altro di più. La rinascita della società rossonera, reduce da troppe stagioni di anonimato dopo lo scudetto del 2011 targato Massimiliano Allegri, si deve all’attuale direttore dell’area tecnica, che ha riconsegnato orgoglio e consapevolezza al Diavolo grazie anche alla preziosa e fondamentale collaborazione di Frederic Massara. Lo straordinario 2022 del Milan, caratterizzato dalla conquista di uno scudetto che mancava sulla sponda rossonera del Naviglio da ormai troppo tempo, è in gran parte merito dell’operato di questo duo. Una coppia che ha finalmente riportato i rossoneri in alto e la cui permanenza, messa solo in apparenza a rischio dai noti ritardi relativi al rinnovo dei contratti in scadenza, non è in fondo mai stata davvero in dubbio.

Maldini-Massara, dirigenti del Milan
Maldini-Massara, dirigenti del Milan

La gioia tricolore: Milan campione

L’anno solare 2022 ha visto il Milan tornare finalmente sul trono d’Italia. Un trionfo, quello del tricolore numero 19, atteso per undici lunghissime stagioni. La vittoria dei ragazzi di Stefano Pioli, sancita dallo splendido 3-0 dello scorso maggio in casa del Sassuolo con doppietta di Olivier Giroud e con l’ultimo gol in maglia rossonera di Franck Kessié, è stata ingiustamente ascritta da alcuni alle mancanze dell’Inter di Simone Inzaghi. La verità, estremamente evidente agli occhi di tutti, è però chiaramente un’altra: a riconsegnare al Diavolo il proprio naturale status di big del nostro calcio sono stati soprattutto Paolo Maldini e Frederic Massara.

Il duo dirigenziale del Milan ha avuto un peso enorme nel percorso di crescita della società rossonera. Un cammino all’insegna di una politica che rappresenta al giorno d’oggi una sorta di vero e proprio unicum all’interno del panorama calcistico italiano. A progetti che fanno del vincere ora e adesso l’unica cosa che conta a discapito di altri vitali aspetti come quelli relativi ai bilanci o alla programmazione a lungo termine, Maldini e Massara hanno scelto la strada della pazienza e del coraggio. Decisive per lo scudetto di Pioli si sono infatti rivelate le mosse del direttore tecnico e del direttore sportivo: le dolorose partenze a parametro zero di colonne della rosa come Donnarumma e Calhanoglu sono state accompagnate da acquisti mirati che hanno contribuito negli anni a plasmare la creatura di Pioli, dai colpi Theo Hernandez e Tomori alla scoperta Kalulu, dal capolavoro Maignan alla sapiente conferma di Sandro Tonali in mezzo al campo.

Maldini-Massara-Gazidis - Milan
Maldini-Massara-Gazidis – Milan

Il cambio di proprietà e la telenovela rinnovo

Dopo tantissimi anni, il Milan si è così finalmente ritrovato vincente ma anche e soprattutto con un progetto. Un fattore, questo, degno di costituire un vero e proprio vanto per tutto l’ambiente rossonero, e che ha rischiato solo in apparenza di venire clamorosamente a mancare nel corso dei giorni precedenti all’inizio della nuova stagione. Con la squadra di Stefano Pioli pronta ad iniziare l’annata calcistica 2022-2023 con l’ambito tricolore cucito sul petto, la serenità di Milanello si è vista improvvisamente minacciata dalla questione del rinnovo contrattuale dei due dirigenti, che da pura formalità si è tramutata in maniera abbastanza inaspettata in una vera e propria telenovela che ha tenuto con il fiato sospeso tutti i sostenitori del Diavolo.

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Dopo il trionfo del Mapei Stadium contro il Sassuolo, il mondo rossonero, nel corso dell’estate, ha assistito all’avvicendamento ai vertici della società preannunciato ormai da diverso tempo: a porre fine ai quattro anni di proprietà del gruppo Elliott, che continua a mantenere una partecipazione finanziaria di minoranza, l’acquisizione del Milan da parte del fondo di investimenti americano RedBird Capital Partners fondato da Gerry Cardinale. Il cambio di proprietà, con l’acquisto concluso per circa 1,2 miliardi di euro, finisce inevitabilmente con il rallentare le trattative per il rinnovo di Maldini e Massara. Una situazione di stallo resa movimentata dallo sfogo dell’ex numero 3 nel corso della famosa intervista a La Gazzetta dello Sport (dalle lamentele per la questione del prolungamento di contratto alla poca chiarezza per quanto riguarda le strategie di mercato) e conclusasi a fine giugno con la sospirata firma di un biennale fino al 2024.

Maldini e Massara (Milan)
Maldini e Massara (Milan)

Maldini e Massara: nel segno della continuità

L’accordo tra la nuova proprietà del Milan e i due dirigenti artefici dello scudetto numero 19 ha preservato quella continuità ritenuta preziosissima in primo luogo dai tifosi, che vedono rappresentate nella figura di Maldini tutti i propri sogni e le proprie ambizioni. Risolta definitivamente la grana rinnovi, la dirigenza rossonera ha dovuto fare i conti con le solite difficoltà relative al calciomercato: rallentati dalle discussioni relative ai propri prolungamenti, Maldini e Massara si sono visti sfuggire un paio di profili monitorati da tempo, basti pensare a Renato Sanches o anche a Botman. La certificazione dello scudetto ha però allo stesso tempo dato la forza di proseguire sulla solita fruttuosa strada: spazio dunque alla linea verde, con l’ingaggio di elementi come il terzino Dest, il centrale Thiaw e il centrocampista Vranckx in aggiunta ad altre operazioni come il ritorno dal prestito al Torino di Pobega.

Operazioni cui il Milan ci ha ormai abituato negli ultimissimi anni, accompagnate da quello che Maldini e Massara hanno identificato come il colpo da novanta della propria campagna di trasferimenti estiva. Si sta parlando di Charles De Ketelaere, ufficializzato dal Bruges a inizio agosto per una cifra intorno ai 35 milioni di euro. Il belga classe 2001 è stata la nuova grande scommessa del duo dirigenziale, anche se per ora il giovane talento non ha fatto vedere quanto ci si sarebbe aspettato. A far ben sperare ci sono però le tante precedenti intuizioni dei direttori tecnico e sportivo: basti pensare alle cifre spese nel recente passato per giocatori come Tonali e Leao, approcciatisi in modo difficoltoso al nuovo pesante ambiente e divenuti poi dopo un po’ di tempo colonne imprescindibili per lo scacchiere di Stefano Pioli, da sempre sapiente gestore delle risorse messegli a disposizione e che ha seguito i propri dirigenti con il recente rinnovo di contratto fino al 2025.

Maldini Massara
Maldini e Massara, dirigenti del Milan

Milan: base solida per un futuro vincente

Il prolungamento del rapporto con il tecnico che ha guidato la squadra alla riconquista dello scudetto e degli ottavi di finale della Champions League è stata solo l’ultima mossa di una dirigenza, quella del Milan, che fa non solo del coraggio ma anche della pazienza e della lungimiranza le proprie prerogative. All’interno dell’organico societario rispettivamente dall’agosto del 2018 e dal giugno del 2019, Paolo Maldini e Frederic Massara hanno dimostrato a più riprese di essere gli uomini giusti per proseguire sulla scia di un percorso iniziato ormai da qualche anno e all’interno del quale lo scudetto può e deve rappresentare un semplice punto di partenza.

Nonostante nel recente passato si sia praticamente sbagliato poco o nulla, dalla vittoria di tutte le già citate scommesse passando per altri acquisti intelligenti come ad esempio quelli di Tomori o di Giroud, sia Maldini che Massara sono finiti nell’ultimo periodo nel mirino di diverse critiche per via delle ultime operazioni in entrata che per ora non hanno portato a grandi riscontri sul campo. In questo senso, un ulteriore banco di prova, con il Milan di Pioli alla ricerca del prestigioso traguardo del bis tricolore che vorrebbe dire seconda stella, sarà ora costituito dal calciomercato di gennaio: totalmente immobili nella scorsa campagna invernale e comunque trionfatori a fine stagione, i due dirigenti rossoneri, alle prese nel frattempo con la questione Leao, saranno come sempre pronti a sfruttare eventuali opportunità. Nel segno della continuità e della lungimiranza.

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