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Milan, pesa l’assenza di Maignan: quanto è importante il secondo portiere nel calcio contemporaneo?

Il Milan di Stefano Pioli perde il suo pezzo più pregiato, l’unico finora insostituibile, Mike Maignan: l’arrivo di Antonio Mirante rincuora in parte i rossoneri, che sembrano aver compreso a pieno l’importanza del numero 12 nel calcio di oggi

Mike Maignan, portiere del Milan @Image Sport
Mike Maignan, portiere del Milan @Image Sport

Che pasticcio, Magic Mike!

Fin qui è stato praticamente perfetto, il miglior acquisto dell’estate rossonera, in grado di salvare più volte il Diavolo soprattutto nelle sfide decisive. Mike Maignan è stato sin da subito l’orgoglio del Milan, arrivato per sostituire un mostro sacro come Gianluigi Donnarumma, il portiere francese ha dimostrato grande talento e personalità. Paolo Maldini e soci hanno pescato un gioiello, a costi ridotti, in grado di ricomporre il cuore spezzato dei tifosi. Il rigore di Liverpool, i vari clean sheet stagionali, la sua incredibile abilità nel giocare la palla, Magic Mike ha preso pieno controllo della porta del Milan, riportando quella tranquillità che le vicende di mercato avevano sottratto.


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Una fiducia tale nei suoi confronti che dalle parti di Milanello nessuno degli uomini mercato si è mai sentito in dovere di cercargli un sostituto, e come darli torto. La pessima notizia delle scorse ore ha acceso un campanello d’allarme all’interno della rosa di Stefano Pioli, già alle prese con l’infortunio di Alessandro Plizzari. Con solo Ciprian Tatarusanu a disposizione, e il giovane Andreas Jungdal ad alternarsi tra prima squadra e Primavera, il Milan ha pescato dal mercato degli svincolati il miglior portiere disponibile. Esperienza e grandi capacità a disposizione del Diavolo, ma soprattutto una totale dimestichezza nel ricoprire il ruolo del secondo portiere.

Antonio Mirante, nuovo portiere del Milan
Antonio Mirante, nuovo portiere del Milan

Mirante o Tatarusanu?

Antonio Mirante, già accostato al club in estate, sarà un nuovo giocatore del Milan. Il portiere ex Roma sembrava ormai a un passo dallo Spezia, ma il richiamo di un top club è stato troppo invitante. Mirante, ormai prossimo alla firma, sarà chiamato sin da subito a dare il suo contributo, soprattutto per quel che riguarda la sfida di Champions League contro il Porto. Difficile che possa arrivare sin da subito l’esordio in quel di San Siro, nel posticipo di sabato sera contro l’Hellas Verona.

Il tempo è tiranno e Stefano Pioli, visto l’attuale corso degli eventi e il periodo di inattività del classe ’83, potrebbe decidere di non correre rischi. A meno di clamorose soprese contro gli Scaligeri dovrebbe rivedersi Ciprian Tatarusanu. Il portiere rumeno ha disputato l’ultima gara ufficiale nel derby di Coppa Italia della scorsa stagione, vinto dall’Inter per 2-1. L’ultima sfida giocata in Serie A risale a un anno fa, 3-3 casalingo contro la Roma. Dall’altra parte c’era proprio Antonio Mirante, colui che tempo fa era un avversario, oggi è diventato un diretto concorrente per il posto di nuovo numero 12 rossonero.

Ospina, portiere del Napoli
David Ospina, portiere del Napoli

L’importanza del numero 12

Se nel nostro campionato si fa riferimento a un secondo portiere di grande affidabilità, non può che venirci in mente lui: David Ospina. Definirlo oggi una riserva sembra quasi irrispettoso, dato che in cinque delle sette vittorie del Napoli c’è anche la sua firma, in grado di non far rimpiangere l’infortunato Alex Meret. Con il ritorno del portiere azzurro Ospina potrebbe ritornare al suo ruolo originale, quello del numero 12, anche se non sarà facile tenere fuori un leader del suo calibro. Il capitano della Colombia ha definitivamente mandato in tilt le gerarchie di Luciano Spalletti, che adesso è chiamato a una scelta: sacrificio o staffetta?

Non sempre l’alternanza ripetuta del portiere titolare ha portato i suoi frutti, spesso si rischia di togliere certezze alla propria squadra, soprattutto quando si hanno a disposizione due titolari con caratteristiche opposte. È esattamente quello che è successo alla Roma di Paulo Fonseca lo scorso anno, impegnata per buona parte del campionato con l’eterno dualismo Mirante-Pau Lopez. D’altro canto nel calcio di oggi, fatto di impegni sempre più ravvicinati, avere un’alternativa valida fra i pali è di vitale importanza. Il calcio è in continua evoluzione, cambiano le regole, le competizioni e gli schemi. Ecco che anche il numero 12 deve tenersi pronto, perché c’è sempre tempo per ribaltare le gerarchie iniziali.