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Miracolo Atalanta, da Gasperini all’exploit della rosa: il mix vincente della famiglia Percassi

Alla scoperta dell’Atalanta, la favola più bella del calcio nostrano: la figura di Gasperini, la programmazione societaria, il mercato oculato, la valorizzazione dei giovani, eccome come il patron della Dea Antonio Percassi ha creato un mix vincente e di successo

Gasperini artefice della favola Atalanta

L’Atalanta rappresenta probabilmente la realtà più bella del nostro calcio. Un club storicamente abituato a lottare per la permanenza in Serie A che ormai da qualche anno fa stabilmente e meritatamente parte delle big del nostro campionato. Ciò non può di certo essere un mero frutto del caso o della fortuna. È indice al contrario di una programmazione societaria meticolosa, perspicace e quasi visionaria dettata da un presidente che tiene davvero molto alle sorti della squadra. Percassi è infatti bergamasco, ex giocatore della Dea e primo grande tifoso della stessa.

Oltre a ciò l’Atalanta rappresenta una delle poche società italiane che punta davvero sui giovani del vivaio e crede ciecamente nei prodotti della propria Primavera. Non è un caso che i vari Cristante, Conti, Spinazzola, Kessié, Gagliardini, Caldara, Mancini siano passati direttamente dalle giovanili alla prima squadra. Qui hanno poi avuto la fortuna di incontrare un allenatore che non ha esitato a dargli subito spazio in campo. Tale allenatore risponde al nome di Gian Piero Gasperini. Il vero padre putativo di tantissimi calciatori che sono passati dalle parti di Bergamo. Primo vero artefice della favola Atalanta sia a livello di prestigio nazionale e – negli ultimi anni – anche internazionale sia a livello economico. Ciò perché è merito del suo operato se la società lombarda ha ricavato notevoli plusvalenze dalla vendita dei propri pezzi pregiati.

Gian Piero Gasperini (Atalanta), eletto miglior allenatore della passata stagione al Gran Galà del Calcio 2021
Gian Piero Gasperini (Atalanta), eletto miglior allenatore della passata stagione al Gran Galà del Calcio 2021

L’appoggio societario

Oltre ad essere un maestro nel valorizzare i giovani e nell’inserimento proficuo di questi all’interno della propria rosa, Gasperini offre anche garanzie di crescita costante ai giocatori di cui dispone. Si pensi ai numerosissimi calciatori sbarcati in Lombardia da sconosciuti quali Gosens, Hateboer, Castagne, De Roon, Freuler, Toloi. Questi ultimi rappresentano attualmente la spina dorsale della formazione neroazzurra ed assicurano grande continuità di rendimento e di affidabilità. Il tecnico piemontese pretende davvero molto dalla propria squadra. Corsa, pressing alto, densità in mezzo al campo e la partecipazione attiva da parte dei difensori alla manovra offensiva. Se gli interpreti si adattano all’idea di gioco del Gasp è sicuro che ne trarranno grossi benefici sia per quanto riguarda la propria carriera sia al fine di ottenere un certo appeal a livello internazionale. Molti infatti ora fanno stabilmente parte delle rispettive nazionali e sono oggetto delle avances di numerose big europee.

Antonio Percassi, presidente dell'Atalanta
Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta

Chi invece fatica ad entrare nei meccanismi di questa macchina perfettamente rodata viene escluso, come successo a Kjaer, oppure relegato in panchina, come accade saltuariamente ad Ilicic quando vive un momento di calo. Gasperini può inoltre contare su una società che lo segue in tutto per tutto cercando di soddisfare sempre le sue richieste in sede di calciomercato. Questo perché la dirigenza è consapevole del fatto che raramente l’allenatore sbaglia le proprie valutazioni nel momento in cui individua un interprete congeniale per il suo gioco. Non è un caso inoltre che il club lo abbia appoggiato nella disputa con Gomez, arrivando addirittura a cedere il proprio giocatore simbolo pur di dimostrare pieno appoggio verso il tecnico.

La valorizzazione dei talenti grezzi

Oltre a saper valorizzare i giovani e a far crescere esponenzialmente i giocatori sconosciuti acquistati da campionati di “seconda fascia“, Gasp si è rivelato efficace anche nel trasformare calciatori discontinui in continui nonché rendere dei veri bomber attaccanti che faticavano a raggiungere la doppia cifra di marcature stagionali. Muriel, Ilicic e Zapata sono gli esempi più lampanti. Il primo veniva considerato un centravanti dall’enorme potenziale, paragonato da alcuni addirittura a Ronaldo O’ Fenomeno nelle movenze, ma troppo umorale e poco incisivo nel lungo periodo. Il secondo un fuoriclasse dotato di colpi eccezionali elargiti però con il contagocce tra le fila di Palermo e Fiorentina. L’ultimo un attaccante dallo strapotere fisico eccezionale abituato però a giocare troppo con le spalle rivolte verso la porta e perciò non un grande finalizzatore. Gasperini ha letteralmente trasformato questi calciatori, facendoli diventare dei veri e propri top players.

Esultanza Atalanta @Image Sport
Esultanza Atalanta @Image Sport

Acquisti mirati

Ogni volta che l’Atalanta acquista un giocatore, gli addetti ai lavori e gli appassionati sono già consapevoli del fatto che questo sarà un crack. Malinovskyi per esempio ha tutte le caratteristiche necessarie per diventare un centrocampista stratosferico: forza, cattiveria agonistica, qualità tecnica, un mancino potente e preciso, inoltre vede la porta ed è un ottimo assist-man. Maehle, arrivato per sopperire all’infortunio di Hateboer, è ancora un po’ grezzo ma senza ombra di dubbio il prossimo anno diventerà un calciatore fatto e finito. Miranchuk – dopo una stagione di ambientamento – si rivelerà sicuramente l’ennesimo acquisto azzeccato di una società che non sbaglia un colpo e che sa come investire in maniera proficua i propri soldi.

Robin Gosens, esterno dell'Atalanta
Robin Gosens, esterno dell’Atalanta

La crescita in Europa

La crescita dell’Atalanta è stata graduale e costante in seguito all’avvento in panchina di Gasperini. Nel 2017 ha conquistato un piazzamento in Europa League e nel corso delle due stagioni successive ha alzato l’asticella, ottenendo due prestigiosissimi piazzamenti in Champions League. Ciò non è stato però visto dal club come un punto d’arrivo bensì come un’opportunità di crescita ulteriore atta a ribadire la propria dimensione internazionale. Alla prima apparizione nel massimo torneo continentale la Dea ha infatti impressionato tutta Europa, sfiorando una vittoria clamorosa contro il più quotato Manchester City ed arrendendosi ai quarti di finale al PSG solo nei minuti di recupero, dopo essere stata in vantaggio per tutta la durata del match. Attualmente i lombardi occupano il quarto posto in campionato e lotteranno fino all’ultima giornata per assicurarsi una storica terza partecipazione consecutiva alla Champions League. Un traguardo straordinario e senza eguali, se si pensa che fino alla stagione 2010-2011 questo club militava in Serie B.

Josip Ilicic, attaccante dell'Atalanta
Josip Ilicic, attaccante dell’Atalanta

Modello Atalanta: il calcio è meritocratico

L’Atalanta è l’esempio perfetto di come qualsiasi società calcistica possa mutare radicalmente il proprio status mediante il duro lavoro, l’impegno, un’attenta programmazione societaria ed un allenatore ambizioso che ne abbracci le idee. Perché il calcio non si basa su un sistema di caste prestabilite per cui è impossibile migliorare la propria condizione. Al contrario: il calcio è meritocratico. E ripaga chi si assume dei rischi e chi ha il coraggio e la lungimiranza di combattere per proporre le proprie idee. Gasperini può risultare per certi versi antipatico agli occhi degli appassionati soprattutto in seguito alla vicenda Gomez, tuttavia il suo valore in quanto professionista è indiscutibile.

Il tecnico di Grugliasco è uno tra i migliori allenatori italiani in circolazione e si è guadagnato due Panchine d’Oro consecutive unicamente in virtù delle proprie capacità. Poter vantare la presenza di un allenatore di questo calibro nel nostro campionato deve essere motivo di orgoglio. Non ci resta che sperare che il Gasp continui ad essere fedele al progetto Atalanta e che non ceda alle lusinghe di altri club europei. Se ciò dovesse poi concretizzarsi, il calcio italiano ne risentirebbe davvero molto.

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