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Napoli-Milan, Gattuso ringhia: “Non riesco ad entrare nella testa dei miei giocatori”

Il tecnico degli azzurri ha espresso il proprio rammarico dopo la sconfitta subita. Ecco le parole di Gattuso sul suo Napoli

Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli @imagephotoagency
Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli @imagephotoagency

Il Napoli esce sconfitto nel confronto con il Milan nella gara valida per l’ottava giornata di Serie A. I rossoneri si sono riusciti ad imporre al San Paolo con un netto 3-1 grazie alla doppietta di Zlatan Ibrahimovic e il gol di Jens Hauge all’ultimo minuto di gioco. L’allenatore degli azzurri, Gennaro Gattuso, al termine della gara esprime il proprio rammarico ai microfoni di Skysport.

Ecco le sue parole: “Delle prestazioni dei singoli giocatori non mi interessa perché gli errori ci possono essere. Quello che mi interessa maggiormente è il lavoro del gruppo e della squadra. La colpa di questa situazione è la mia, me ne prendo la responsabilità. Non riesco ad entrare nella testa dei miei giocatori e far interpretare le partite in un certo modo. Bisogna rimanere concentrati per tutti i novanta minuti. È questo il problema maggiore di questa squadra. Sto battendo da tanto tempo su determinati atteggiamenti che non mi piacciono e che mi fanno stare male. Dobbiamo cercare di eliminarli al più presto”.

Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli @imagephotoagency
Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli @imagephotoagency

Napoli, Gattuso: “Problemi di mentalità”

L’ex Milan continua sul match: “L’episodio Koulibaly-Ibrahimovic? Non mi interessa. Non dobbiamo pensare a ciò che succede o che è successo, piuttosto a cosa dobbiamo fare“. Il tecnico azzurro poi elogia il suo ex compagno di squadra: “Zlatan sembra più forte adesso rispetto a dieci anni fa. I suoi compagni credono fortemente in lui e danno palle alte perché sanno che lui è in area di rigore. Ha vinto la migliore? Non credo che i rossoneri siano la squadra più forte. Anche noi oggi abbiamo avuto molte palle gol e la partita è stata giocata bene. Il problema di questa squadra è la mentalità. Non ci si mette a disposizione dei compagni, non ci si aiuta e non ci si incoraggia. Bisogna dirsi le cose in faccia“.

Riguardo poi l’assenza di Victor Osimhen: “Ho una mentalità completamente diversa rispetto a quando ero giocatore. Sono un allenatore giovane che vuole far giocare al meglio la propria squadra. Non posso accettare però che i miei giocatori scendano in campo senza cattiveria agonistica, senza coltello fra i denti. E in questa stagione spesso i miei ragazzi hanno giocato senza la giusta mentalità”.

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